Una noce (o più) al giorno toglie stress di torno

Noce bleggiana del Presidio Slow Food - ph: Valerie Ganio Vecchiolino
Noce bleggiana del Presidio Slow Food – ph: Valerie Ganio Vecchiolino

 

In questo periodo iniziano ad arrivare nei mercati di tutta Italia (e anche sui tipici camion ai bordi delle strade) le noci di Sorrento o campane più in generale (l’Irpinia è un’ottima terra per questa produzione). Sono fresche, raccolte da poco, perché entriamo in stagione, e dunque cominceranno a raccogliersi anche nel resto del Paese, molto in Veneto, ma ovunque ci siano i bellissimi alberi che ci danno questi semi golosi e salutari. Le noci migliori costano tra i 4,5 e 6 euro al chilo, cercate di comprarle ancora sporche di mallo, perché anche se sono bruttine questa sarà una buona garanzia contro la pratica di sbiancarle e pulirle con dei prodotti chimici, piuttosto diffusa soprattutto all’estero.

Parlando di estero e non andando troppo lontano dai confini nazionali, negli ultimi anni i francesi della zona di Grenoble hanno fatto importanti investimenti in noci di qualità e oggi cominciano a esportare verso l’Italia. Per un torinese si tratta di un cibo più “locale” di quanto non sia quello di Sorrento: un curioso paradosso dovuto alla forma della nostra terra.

Noce bleggiana del Presidio Slow Food – ph: Valerie Ganio Vecchiolino

 

In ogni caso, ovunque ve le procuriate, anche direttamente nel bosco o dall’albero della casa in campagna, le noci negli ultimi anni hanno goduto di una grande riscoperta da parte dei consumatori, soprattutto quelli più attenti alla dieta. Come altri frutti secchi sono un toccasana, le noci in particolare per chi ha problemi di ipertensione, stress, colesterolo alto e molto altro. C’è chi le mangia ormai abitualmente come snack al mattino o durante la giornata e dunque non rappresentano più uno sfizioso fine pasto, come da tradizione. Va ricordato però, in tema di usi e costumi regionali, che in Italia abbiamo piatti bellissimi e buonissimi che coinvolgono le noci. Se andiamo in Liguria, per esempio, come restare indifferenti di fronte alle paste ripiene (pansotti) con salsa di noci? Per prepararla sono sufficienti un etto di gherigli, la mollica di un panino, mezzo bicchiere di latte, mezzo bicchiere di olio di semi di arachide e un po’ di sale. Il tutto va frullato insieme. Oppure che dire dell’abbinamento con i funghi (tra l’altro ancora copiosi in questi giorni)? Fate un bel sugo per la pasta con un soffritto e i porcini (prima trifolati a parte), poi spolverate con i gherigli tritati: vedrete che risultato!

Da La Stampa del 28 settembre 2019

di Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it
www.slowfoodeditore.it

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