Un messaggio da Slow Food Great China

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che ci arriva da Mrs. Qiao Ling, presidente di Slow Food Great China, in risposta al messaggio di solidarietà di Carlo Petrini e del movimento internazionale, a seguito della grave crisi legata alla diffusione del coronavirus in Cina e ai recenti casi di discriminazione verso la popolazione cinese che si stanno verificando in molte parti del mondo.

La rete di Slow Food in Cina è attiva dal 2015 e lavora soprattutto per ridare valore alle aree rurali del Paese, attraverso la tutela dei prodotti tradizionali (il grande lavoro di censimento delle specialità agroalimentari da inserire nell’elenco dell’Arca del Gusto ne è un esempio), la rete degli Slow Food Villages e l’educazione al gusto – grazie a un programma di Master of Food organizzati in collaborazione con Ice.

Caro Carlo, Cari amici,

Prima di tutto, permettetemi di esprimere il mio sincero sentimento di gratitudine a nome di Slow Food Great China, al presidente Carlo Petrini e a tutti i colleghi di Slow Food per il grande supporto e la solidarietà che abbiamo ricevuto.

L’epidemia di coronavirus ha portato enormi sfide per la popolazione cinese. Nelle settimane appena trascorse, il governo a ogni livello (centrale e locale), le istituzioni mediche, e le persone di ogni ceto sociale si sono mobilizzate per reagire attivamente all’epidemia e per fare del loro meglio per tenere sotto controllo la diffusione del virus. Crediamo fortemente che, grazie alla crescita della consapevolezza legata all’epidemia e al supporto da tutto il resto del mondo, potremo superare questa crisi.

Lottare contro i disastri costa molto e ci sono lezioni da imparare. Ad esempio, una delle cause di questa crisi potrebbe essere legata a un consumo di cibo non sostenibile. E questo, ancora una volta, fa suonare l’allarme per il popolo cinese invitandoli seriamente a riflettere su quale debba essere la giusta relazione tra le persone e il cibo, tra le persone e gli animali, tra le persone e l’ambiente. Ci sono poi anche grandi questioni da comprendere e affrontare, come la crescita urbana e l’industrializzazione, così come la discriminazione legata al diffondersi della malattia e la discriminazione della cultura legata al cibo causata dal dilagare dell’epidemia in altri Paesi del mondo. Tuttavia è questa anche una buona opportunità per ribadire l’importanza delle idee di Slow Food, ovvero del buono, pulito e giusto per promuovere in futuro la diversità culturale del cibo.

Alla luce di tutto ciò, nei prossimi anni Slow Food Great China si focalizzerà sui seguenti obiettivi da raggiungere:

  • Co-operare con il governo e con i media per rafforzare il concetto di buono, pulito e giusto, approfittando di un cambio nell’atteggiamento verso l’alimentazione portato dalla necessità di resistere all’epidemia.
  • Co-operare con il governo, le imprese, le popolazioni indigene, i giovani che ritornano nel loro paese, per cercare e proteggere i prodotti tradizional, per incoraggiare più persone a partecipare alla rivitalizzazione rurale e per promuovere continuamente il progetto di costruzione della rete di Slow Village.
  • Co-operare con la rete di Slow Food, i media internazionali e le università, e lavorare affinchè Terra Madre 2020 sia una importante opportunità per promuovere attivamente il sano e ricco cibo cinese, evidenziando in particolare gli ultimi successi raggiunti dal progetto dell’Arca del Gusto in Cina.

Caro Carlo, Cari colleghi, Slow Food Great China avverte sempre un’attenzione generosa e un forte supporto dalla grande famiglia di Slow Food. Crediamo che, passata questa crisi, con i nostri sforzi congiunti, un futuro buono, pulito e giusto diventerà una visione necessaria per sempre più persone in Cina.

Un caloroso saluto,
Qiao Ling
Presidente di Slow Food Great China

«Quello che sta accadendo in queste settimane è qualcosa di veramente sconvolgente. E non sto solo parlando della Cina e del terribile virus che sta mettendo in ginocchio il Paese e complicando la vita di tante comunità, ma di un contagio che è ancora più pericoloso. Sto parlando del virus del razzismo che si sta diffondendo in tutto il mondo senza tregua, anche in Italia, alimentato dall’ignoranza. È proprio in questi momenti in cui ci si rende conto dell’importanza di far parte di un network come il nostro: al popolo cinese, alla neonata comunità Slow Food Wenzhou e a tutte le comunità cinesi all’estero profondamente colpite insieme a Wuhan, mando la mia solidarietà e quella dell’intera famiglia Slow Food. Nostro dovere è stare al fianco di quella incredibile moltitudine di piccoli produttori e ristoratori che difendono lo straordinario patrimonio gastronomico cinese e che combattono contro un certo tipo di produzione alimentare intensiva che non guarda al futuro ma solo a realizzare utili il prima possibile. Il nostro compito è quello di combattere falsi miti e di rafforzare la nostra posizione senza lasciare mai nessuno isolato. Questa è la rete, questa è la nostra forza».

Carlo Petrini

Presidente di Slow Food

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