Tutti i consigli per un rientro da manuale

È il lunedì più lunedì dell’anno. Feste, cene, cenoni, pranzi e incontri intorno alla tavola sono finiti. Con un po’ di malinconia si torna alla routine.

C’è però di buono che gennaio e l’anno nuovo portano con sé la voglia di cambiamento: possiamo dedicarci a mille buoni propositi (e disattendere i 999 di troppo).

In forma dopo gli stravizi…

Le lunghe giornate conviviali davanti alla tavola lasciano un po’ di pesantezza e voglia di una dieta più leggera. Insomma, nei giorni passati abbiamo nutrito lo spirito, ora è il momento di nutrire il nostro corpo; per tornare a mangiare piatti semplici e prendersi qualche attimo per sé che ci aiuti ad affrontare al meglio il nuovo anno.

ma evitiamo gli errori più comuni

Prendersi cura di sé significa per prima cosa evitare di digiunare, di saltare i pasti e correre ai ripari con diete improvvisate, privative e spesso nocive.

Sani ed equilibrati senza rinunciare al gusto: così devono essere i piatti che ci aiutano a rimettere a posto lo stomaco dopo il pieno di calorie.

A tavola con zuppe e brodo

Crisi climatica permettendo, gennaio è il mese più freddo, quello in cui amiamo tornare a casa e rifugiarci in un piatto fumante. Brodi, zuppe e vellutate sono tutt’altro che tristi. E, visto che alla base di queste ricette c’è spesso il brodo, ecco le regole per un buon brodo di verdure.

  1. Partite dall’acqua fredda. Le verdure vanno aggiunte subito, non al momento dell’ebollizione, perché trasferiscano nell’acqua di cottura nutrienti e aromi.
  2. Inseritele intere o a pezzi grossi per evitare un intorbimento del brodo: il colore finale dovrà essere paglierino.
  3. Non salate. Aggiustate di sapidità con sale grosso a fine cottura in base agli utilizzi.
  4. Dopo un’ora, un’ora e mezza di cottura spegnete il fuoco e lasciate decantare il brodo per una mezz’ora, in modo che le impurità si depositino sul fondo della pentola
  5. Potete variare le verdure come volete, gli scarti come le foglie dei finocchi e i gambi di prezzemolo sono perfetti. Basta non aggiungere le verdure più amare o invadenti come carciofi, peperoni, cavoli e altri.

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Parola d’ordine: leggerezza

Se la parola d’ordine è leggerezza, i condimenti non possono essere esclusi. Per questo mese proviamo a fare un esercizio di leggerezza anche con le porzioni e i condimenti come il sale, così da liberare l’organismo dalle tossine accumulate. Limitiamo le quantità e sostituiamo i condimenti con alternative anche più sfiziose come le spezie, le erbe aromatiche o il limone.

La dispensa del mese

Assecondiamo la voglia di leggerezza riportando un po’ di ordine in dispensa e seguendo la natura: lei saprà guidarci. Facciamo incetta di frutta e verdura di stagione.

Broccoli e cavoli

A gennaio sono in piena stagione, danno il meglio di sé e si trovano a prezzi contenuti. La produzione di broccoli si concentra al Centro-Sud mentre troviamo i cavoli in tutta la Penisola. Le sottovarietà sono tantissime (evviva!): il cavolo broccolo, il cavolo broccolo ramoso (le cui principali cultivar sono il violetto di Sicilia, il grosso romanesco, il broccolo di Verona e il bronzino di Albenga), il cavolo cappuccio, il cavolo verza e il cavolo da foglie che comprende a sua volta il cavolo crespo e il cavolo nero.

Tutti i cavoli contengono buone quantità di acqua, sali minerali – soprattutto potassio -, vitamine e fibre, oltre a preziose sostanze diuretiche e antiossidanti.

Attenzione: al momento dell’acquisto gli ortaggi devono presentare teste o foglie turgide e consistenti, senza tracce di marciume e macchie.

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Cavolo trunzu di Aci, Presidio Slow Food

Finocchi

L’ortaggio dai mille usi: crudi, in insalata, lessati, gratinati, brasati. Si raccoglie in tutte le stagioni, secondo la zona e la cultivar, ma quando la temperatura si abbassa si arricchisce di nutrienti e diventa più saporito; attenzione però alle gelate che ne fanno aumentare il prezzo al mercato.

Composto al 90% d’acqua, è noto per le proprietà digestive e depurative che ne fanno un ottimo alleato per recuperare dopo gli stravizi delle feste.
L’anetolo, un fitonutriente, oltre a conferire all’ortaggio il tipico aroma di anice, ha il potere di contrastare il gonfiore addominale.

Kiwi, arance, pompelmi

Originari della Cina, i kiwi si coltivano ormai dagli anni Settanta anche in Italia, che è il secondo produttore mondiale, dopo la Cina appunto. Acquistandoli quindi si hanno buone probabilità di consumare frutti coltivati localmente. Inoltre, la straordinaria resistenza della pianta rende inutile l’utilizzo di pesticidi chimici.

Gli agrumi sono un alleato prezioso per il sistema immunitario: sono fonte di sostanze antiossidanti, vitamine del gruppo A e C, sali minerali, potassio e fosforo. A proposito dell’arancia, le varietà italiane sono tantissime e tutte coltivate al Sud. Le principali varietà rosse maturano tra dicembre e febbraio. Cercatele con picciolo e foglie consistenti verdi per assicurarvele fresche.
I semi di pompelmo poi sono molto salutari: il loro estratto è considerato efficace contro 800 tipologie di batteri e 100 di funghi. Miracolosi!

Aglio e cipolla

Ci dispiace per i vostri colleghi ma l’aglio e la cipolla rientrano tra i cibi dagli effetti benefici poiché contengono allicina: una sostanza in grado di contrastare le infezioni batteriche. 

Legumi secchi e cereali

I legumi sono il cibo del futuro: sostenibili per la scarsa richiesta di acqua e rigenerativi del suolo stesso per la loro capacità di immagazzinare e trattenere carbonio.

E sono anche nutrienti e sazianti: altamente proteici, hanno anche un buon contenuto di carboidrati complessi, fibra e vitamine del gruppo B. Nei mesi invernali ci vengono in soccorso con un carico di energia e ferro, la cui carenza comporta spossatezza e sensazione di freddo.

Nel nostro Paese sono un tripudio di colori e forme, abbiamo infatti il privilegio di scegliere tra una ricca biodiversità tutelata anche dai Presìdi.

Per i consigli di cottura vi rimandiamo a questo articolo dedicato ai legumi invernali.

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Bevande calde coccola d’inverno

“L’acqua che elimina l’acqua” recitava una famosa pubblicità. Non importa quale sia l’acqua – anzi, se non prevede l’inutile impiego di plastica è anche più buona – ma reintegrare i liquidi è importante. Quando fuori fa freddo e buio presto, riscaldiamo le nostre serate con una tazza fumante tra le mani. Tisane e decotti privi di teina e caffeina si possono consumare senza timore e si rivelano anche una buona soluzione antispreco se scegliamo ingredienti di scarto per le nostre infusioni: scorze di arancia, bucce di mela, avanzi di erbe aromatiche o barba di finocchi. Ricchi di nutrienti e vitamine e buoni per il pianeta.

I consigli sono tratti dal libro Inverno. Vita e cucina di stagione  edito da Slow Food Editore.