Ttip: accesso ai contenuti dei negoziati per i parlamentari italiani

Sarà stato l’effetto della manifestazione di Roma, o forse delle rivelazioni di GreenPeace con i Ttip Leaks, fatto sta che dal prossimo 30 maggio i parlamentari e i funzionari governativi potranno prendere visione dei documenti riservati relativi all’Accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership-Ttip) nella Sala lettura istituita al Ministero dello Sviluppo economico. globaljusticenow

Ad annunciarlo, la presidente della Camera Laura Boldrini, intervenuta ieri al convegno “Reti per la democrazia – Nuove forme di partecipazione e attivismo digitale”: «Ho ricevuto poco fa una lettera dal neo ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda: dal 30 maggio attiverà la reading room presso il suo ministero sul Ttip, ossia sui contenuti dei negoziati in corso tra l’Unione europea e gli Stati Uniti per quanto riguarda il trattato commerciale di libero scambio».

A richiedere la possibilità per i deputati e i senatori di avere accesso a maggiori informazioni sui contenuti dei negoziati in corso tra l’Unione europea e gli Stati Uniti era stata tempo fa la stessa presidente della Camera con una lettera alla ministra dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi.

«Un grande risultato di una mobilitazione dei e per i cittadini» sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop Ttip Italia. «Le nostre pressioni e le nostre richieste sono state finalmente accolte, ci auguriamo soltanto che i documenti disponibili siano completi, non censurati e che i nostri parlamentari, a differenza di quelli europei, possano accedere senza limiti di tempo e senza costrizioni senza senso. In tal modo, finalmente, potranno toccare con mano i limiti e i rischi che corriamo concludendo il trattato transatlantico».

In effetti però la stessa Boldrini ha dichiarato che «i deputati avranno alcuni limiti, ma la consultazione ci sarà». Quali limiti ancora non è dato sapere.

«La sala di lettura» aggiunge Elena Mazzoni, tra i coordinatori della campagna Stop Ttip Italia, «è un passo sostanziale ma non definitivo. La questione della trasparenza si va via via risolvendo, ma non si stanno ancora affrontando le questioni fondamentali del negoziato che parlano di una posizione europea assolutamente insostenibile per ciò che riguarda gli standard ambientali e sociali e il forte impatto economico che il trattato avrà sulla nostra economia».

Il prossimo passo? Bloccare definitivamente il Ttip. Continuiamo a manifestare il nostro dissenso, perché saranno soprattutto le nostre piccole imprese a pagarne le conseguenze come ci ricorda Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia: «L’aumento di importazioni dagli Usa potrebbe danneggiare gli scambi intraeuropei: una valutazione d’impatto della Bertelsmann Foundation, tra le più ottimistiche sugli esiti del Ttip, stima che l’Italia perderebbe il 29% degli scambi con la Germania e oltre il 41% di quelli con la Gran Bretagna. Dal momento che 2/3 delle esportazioni agroalimentari italiane si collocano sul mercato europeo, è facile capire cosa ci sia sui due lati della bilancia: da un lato un pugno di multinazionali interessate alla deregolamentazione, dall’altro gli interessi di migliaia di piccole e medie imprese e di milioni di consumatori europei.»

L’apertura della sala di lettura è un segnale di come con perseveranza e impegno possiamo fa valere i nostri diritti. Continua a seguirci, partecipa ai comitati di locali e coinvolgi il tuo Comune nella campagna fuori il Ttip dalle nostre città.

La Campagna Stop TTIP Italia lancia sulla piattaforma Progressi.org, la nuova fase di pressione sui sindaci, i presidenti di Regione e i parlamentari italiani, per mettere “fuori legge” il TTIP dalle nostre città.

Firma e fai girare su web, twitter e facebook il link www.progressi.org/fuorittip e l’hashtag #fuorittip

La Campagna Stop Ttip Italia chiede a tutti i comitati, gli attivisti, e i cittadini preoccupati per l’impatto del trattato transatlantico, di sottoscrivere questa petizione e di farla girare il più possibile.

Vogliamo che l’adesione dell’Italia al Ttip sia discussa in ogni consiglio comunale e che ogni Comune esprima la propria preoccupazione e opposizione al trattato, come molte altre città europee e italiane hanno già fatto.

Nella mappa vedrete che in Europa ci sono già migliaia di Free TTIP zones: moltiplichiamole anche in Italia!

Le firme saranno consegnate ai sindaci, ai presidenti di Regione, ai parlamentari nazionali ed europei del territorio , in base al Cap dei sostenitori.

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Fonti
ANSA
stop-ttip-italia.net

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