Tornano i voucher per l’agricoltura

La vendemmia sta iniziando. La raccolta della frutta estiva è nel suo momento clou. Lavorazioni spesso svolte da braccianti stagionali che, da questa settimana, potranno nuovamente essere pagati con i voucher, una sorta di contratto alterativo e flessibile che va usato con buon senso e non per sostituire impieghi subordinati e stabili.

I buoni lavoro, introdotti negli anni 2000, sono stati abrogati l’anno scorso dal governo Gentiloni per evitare il referendum della Cgil e poi reintrodotti dallo stesso esecutivo con diverse limitazioni.

A luglio, con il nuovo decreto Dignità, la maggioranza 5 Stelle-Lega ha apportato numerose modifiche volte alla sburocratizzazione e ad allargare la platea dei possibili utilizzatori, riammettendo tra quelle pagabili con i voucher le lavorazioni in agricoltura e nel turismo, settori in cui le associazioni di categoria si sono fatte sentire in più occasioni con i referenti politici.

Per usare i buoni è necessario eseguire una procedura Inps che da inizio settimana è stata attivata. Per i lavori nei campi è stato allungato da 3 a 10 giorni il periodo in cui è possibile utilizzare voucher.

Secondo alcune stime, la reintroduzione dei buoni-lavoro consentirà di recuperare circa 50 mila posti in occupazioni occasionali e saltuarie, evitando rapporti totalmente o parzialmente in nero.

Prima dell’abrogazione dei voucher del 2017, nel settore primario erano stati usati oltre due milioni di buoni a partire dal 2013, un numero che equivale a 350 mila giornate per anno di lavoro. La regione dove i buoni sono più diffusi è il Veneto, che copre circa il 25% sul totale nazionale.

I voucher possono essere usati per impiegare studenti, cassintegrati, disoccupati e pensionati.

Il decreto Dignità del governo Conte non reintroduce gli stessi voucher abrogati da Gentiloni, ma rende più elastici i nuovi strumenti che erano stati varati l’anno scorso, cioè i contratti di prestazione occasionale chiamati “PrestO” e il “Libretto di famiglia”.

Tra le novità, appunto, la possibilità di usarli nel settore turistico (per strutture con non più di 8 dipendenti), in quello agricolo, con aziende che impiegano al massimo 5 persone. Le imprese non potranno applicare i buoni-lavoro ai dipendenti già in organico con altri contratti, o che ne abbiano firmato uno nei sei mesi precedenti.

 

Andrea Garassino

a.garassino@slowfood.it

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