Terre “oltre”: quale futuro

A Corezzo (Ar), l’8 e il 9 novembre Slow Food Toscana, Slow Food Emilia Romagna e Legambiente discutono di montagna, sostenibilità e alleanze. Per dare nuova vitalità alle aree montane italiane.

Montagna, rete, fraternità, comunità, fiducia, mutuo soccorso, perseveranza. Sono queste le parole che faranno da filo conduttore a Oltreterra, iniziativa che avrà luogo l’8 e 9 novembre prossimi e che nasce dagli Stati Generali degli Appenini. Due giorni insieme alla rete Slow Food e a moltissime altre associazioni che in montagna ci vivono, avviano progetti e cercano di creare economie che permettano di non abbandonare le terre alte italiane, due giorni che sono solo il punto di avvio per la creazione di una rete e di un percorso di crescita che continua anche al rientro nei propri territori di origine. Perché le comunità montane italiane devono puntare a un riconoscimento economico e sociale per poter sopravvivere, a partire da un intervento politico e amministrativo che possa sostenere le attività montane. Come ad esempio ridurre la tassazione delle attività produttive che svolgono l’intero ciclo produttivo in montagna, sostenere la nascita di nuove imprese, e facilitare l’ingresso delle produzioni agricole di qualità locali nelle mense scolastiche, mettere in pratica la “gestione forestale sostenibile”, promuovere le forme di turismo in grado di potenziare l’attività agricola e artigianale locale.

Oltreterra affronta questi temi a partire da proposte concrete.

LE MENSE SCOLASTICHE

Esempio ne sono le mense agricole scolastiche che permettono l’accesso semplificato delle produzioni agricole locali nelle mense scolastiche. Il processo, che ha avuto finalmente il sostegno della Regione Emilia Romagna ed è già abbastanza avanzato in Toscana, prevede il sostegno di start up locali (in particolare Cooperative di Comunità), l’educazione alimentari di alunni, genitori e operatori, l’educazione alla riduzione dello spreco alimentare, il recupero della tradizione alimentare dei territori interessati dal progetto, la divulgazione delle azioni possibili nei territori montani italiani.

GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE

Inoltre, nel settore della gestione forestale sostenibile, Oltreterra sostiene l’evoluzione del concetto di foresta da esclusivo patrimonio ambientale a patrimonio ambientale ed economico atto a generare occupazione, a contrastare la crescita di CO2 e a contrastare la predazione del legname dai paesi più poveri della nostra Terra Madre. In ambito sociale, grazie alle Cooperative di Comunità e alla costituzione di una rete nazionale di queste forme di imprese, mira al consolidamento del “senso di appartenenza” e alla conseguente fidelizzazione con il territorio, permettendo un consolidamento dei sistemi sociali locali delle piccole ed estremamente piccole comunità presenti nella montagna Italiana. Infine in ambito turistico, grazie alle Festesagge, idea dell’Ecomuseo del Casentino, realizza forme di promozione territoriale che portano alla reale conoscenza del territorio, alla consapevolezza della ricchezza dello stesso, alla creazione di economia reale coinvolgendo le piccole realtà agricole e artigiane presenti nella montagna Italiana. In queste Feste tutto è collegato al rispetto dell’ambiente attraverso l’eliminazione totale della plastica, all’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto, al ricorso, nella produzione di piatti tradizionali, di materie prime provenienti dalle aziende agricole locali o, se non presenti, dai negozi del Comune interessato dalla festa. Questo percorso ha permesso, in sei anni, di arrivare al coinvolgimento di 300 aziende agricole e di 60 imprese artigiane che, in molti casi, hanno reinvestito in loco i proventi delle Feste. Nel contempo le Festesagge permettono una vera promozione locale grazie alla organizzazione di eventi culturali durante le manifestazioni stesse. Dal 2016 anche le Festesagge vanno in trasferta con le iniziative di Castelnovo ne’ Monti e Casina nell’Appennino Reggiano.

«La montagna Italiana è patrimonio di tutti», ci dice Gabriele Locatelli, delegato da Slow Food per le Foreste Sostenibili e Coordinatore del Progetto.  «Oggi, per gran parte delle persone, è esclusivamente luogo mistico destinato a scontare i danni perpetrati nelle pianure italiane. La montagna è sacra, è vero, ma di una sacralità fatta di “uomini consapevoli” ancora in grado di considerarsi parte integrante di un ecosistema capace di accoglierli. Questo sta cercando di fare Oltreterra, dare consapevolezza alle Comunità che ancora vivono in montagna, dare soluzioni percorribili ai problemi che incontrano nello svolgimento delle loro attività e, soprattutto, riconoscergli l’importanza che hanno nella ricerca di nuove soluzioni possibili per mantenere viva la montagna che amano a tal punto da non abbandonare mai, nonostante tutto».

Per questo i lavori inizieranno venerdì mattina con un primo momento di relazioni frontali in cui saranno presentate le esperienze economiche più importanti e innovative affinché diventino modello replicabile. Si proseguirà quindi con tavoli di confronto su temi come le mense agricole scolastiche, le foreste sostenibili o la creazione di cooperative di comunità dove operatori e esperti di settore si confronteranno per indagare le criticità del tema specificato, capire se esistono soluzioni già applicate per risolverli o se si rende necessario un intervento legislativo da proporre agli Enti competenti in materia attraverso proposte specifiche compiute, Le carte di Oltreterra appunto. Nella giornata di sabato, infine, i coordinatori dei singoli tavoli presentano le “Carte tematiche di Oltreterra” alle autorità convenute e, in un tavolo fra Enti e Istituzioni si definiranno i modi di presentazione dei documenti redatti al fine di sollecitare, partendo dal territorio, la presa in carico del problema sollevato nelle singole materie affrontate nei diversi livelli istituzionali competenti.

E il mondo Slow Food partecipa attivamente a queste attività, grazie a un protocollo d’intesa fra Slow Food Emilia-Romagna e Toscana, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e Legambiente Nazionale. Molte le comunità e le condotte coinvolte: Forlì e Appennino Forlivese, Casentino, Valdisieve e Valdarno Fiorentino, Cesena, Faenza, Mugello. Collaborano inoltre la nascente Comunità del Tortello sulla Lastra (Corezzo – Chiusi della Verna), della Valle Santa sempre a Chiusi della Verna, dei Cavalieri di Succiso (RE), dei Briganti di Cerreto (RE), di Ormea (CN) La Volpe e il Mirtillo, del Pane delle Alpi Salorno (BZ), del Mercato Contadino di Civitella di Romagna (FC).

Per saperne di più e scoprire il programma completo: www.oltreterra.it

 

A cura di Eleonora Giannini
e.giannini@slowfood.it

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