Terre di Molinara, un esempio buono, pulito e giusto

Terre di Molinara premiata con la Chiocciola Slow Food della Guida agli Extravergini di Slow Food. La cooperativa agricola tra le 28 aziende oleicole in Italia giudicate coerenti con la filosofia del buono, pulito e giusto.

Le colline olivate che circondano il piccolo borgo medievale di Molinara definiscono la bellezza e la produttività delle terre del Fortore. Ci troviamo nell’Alto Sannio beneventano e custodi di questo patrimonio sono 15 olivicoltori uniti nella Cooperativa Agricola Terre di Molinara, accomunati da un’unica volontà: recuperare e valorizzare gli olivi secolari di Ortice, storica varietà autoctona.

L’intero percorso è riconosciuto con la Chiocciola, ottenuta per il secondo anno consecutivo e assegnata da Slow Food in occasione dell’uscita della Guida agli Extravergini 2020, il libro-bussola che come ogni anno aiuta i consumatori a districarsi nel complesso e articolato mondo dell’olio e delle aziende produttrici di olio extra vergine d’oliva buono pulito, giusto e sano.

Terre di Molinara

Sono solo 28 le aziende produttrici di olio extravergine di oliva in Italia che si distinguono per la loro piena coerenza con la filosofia Slow Food. Di queste solo due in Campania e una nella provincia di Benevento: Terre di Molinara. Il recupero degli oliveti abbandonati è uno dei tratti più significativi dell’impegno dei soci che, a buon diritto, può essere identificato dal riconoscimento di “olivicoltori con la chiocciola”. Sono oramai più di 1.300 le piante secolari di Ortice rimesse in produzione anche se la sfida più grande è il continuo miglioramento della qualità del prodotto. La varietà Ortice identifica soprattutto un’esperienza di emozioni percepite all’assaggio, capaci di esaltare le note di fruttato, l’amaro e il piccante. È una cultivar che ti colpisce per il fascino dei sentori di erba fresca appena falciata e le note spiccate di pomodoro, intense e persistenti. Per arrivare a questi picchi organolettici le olive raccolte arrivano in giornata al frantoio aziendale per la molitura. La conservazione dell’extravergine avviene sotto azoto nel laboratorio di confezionamento.

La Cooperativa Agricola ha saputo organizzare la conduzione delle terre dei soci e di quelle coltivate in gestione, con una rigorosa attenzione anche grazie al sistema di controllo interno che comprende tutte le fasi produttive fino al lavoro di trasformazione, grazie al frantoio aziendale. Ad affiancare i soci fin dal primo anno di attività, nel 2016, l’agronomo Vincenzo Coppola.

Si tratta di un impegno importante, che accomuna tutti i soci: curare e mantenere in salute il territorio olivetato per il novanta per cento da Ortice di piantagioni secolari che, per il loro pregio e la storicità, possono fregiarsi anche del riconoscimento di Presidio Slow Food dall’annata 2016.

Terre di MolinaraRocco Cirocco, il giovane presidente della Cooperativa, spiega così la sua azienda: «Abbiamo saputo raccogliere la passione di quindici soci accomunati dalla volontà di difendere e valorizzare un patrimonio unico di biodiversità: il nostro uliveto secolare costituito quasi interamente da cultivar Ortice. Facciamo un olio che racconta il territorio, somma dell’impegno dei soci e della cura che abbiamo per la nostra terra».

L’attuale situazione di emergenza sanitaria ha parzialmente limitato le attività nei campi di Terre di Molinara, anche se le potature e le concimazioni sono state correttamente eseguite ma ha inciso – e non poco – sulla fase commerciale della cooperativa che ha subito una riduzione del numero di ordini. Continua Cirocco: «Siamo legati a ristoratori italiani ed esteri che hanno scelto la nostra qualità ma che hanno subito grosse limitazioni per obbligo di legge. Per facilitare gli acquisti sui canali online abbiamo deciso di prenderci carico dei costi di spedizione. Tutti i nostri clienti possono contattarci da casa e richiedere la loro abituale fornitura del nostro olio extra vergine di oliva».

Due linee di prodotti caratterizzano la Cooperativa: un monovarietale di Ortice raccolto esclusivamente a Molinara e un blend di più cultivar, in parte acquistate anche nei comuni limitrofi. Molinara restituisce un olio prezioso come l’uliveto che fa da contorno al suo centro storico ed Elaios è il nome scelto per l’extravergine monovarietale di Ortice che nasce da queste  piantagioni ultracentenarie e segna l’identità di questi luoghi, dove si pratica un’olivicoltura eroica su terreni di forte pendenza, dove è possibile solo la raccolta a mano.

Angelo Lo Conte

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