Le Terre Alte hanno bisogno di nuove energie e competenze, di persone che scelgano di vivere e lavorare questi luoghi.
A Scuola di Terre Alte è il progetto di Slow Food Italia per costruire una formazione diffusa sulle attività che contribuiscono alla vita economica, sociale e ambientale delle aree montane: pastorizia, caseificazione, produzioni norcine, agricoltura di montagna, castanicoltura, viticoltura di montagna, apicoltura.
Una scuola che non ha un’unica sede, ma un laboratorio diffuso che trasforma le aziende agricole di Alpi e Appennini in luoghi di formazione per le nuove generazioni di pastori, agricoltori, apicoltori; che porta la formazione nei territori e mette in relazione giovani, produttori, comunità locali, tecnici, ricercatori e docenti.
Restituire futuro alla montagna
Oggi il ricambio generazionale rappresenta una delle sfide più urgenti. Le aziende agricole di montagna si sono dimezzate in vent’anni e oltre la metà di quelle rimaste è gestita da persone con più di 60 anni. Allo stesso tempo, però, qualcosa sta cambiando: tra il 2018 e il 2023 i comuni montani hanno registrato un saldo migratorio positivo e cresce il numero di giovani e di nuove imprese che scelgono le aree interne.
A queste nuove generazioni servono strumenti adeguati per poter restare, tornare o arrivare in montagna e costruire qui il proprio futuro.
Conoscenze scientifiche e mezzi idonei per affrontare la crisi climatica, strumenti tecnici e culturali per ri-abitare i luoghi, anche tramite mestieri che siano, al contempo, attività economiche redditizie e servizi per la collettività.
Come è strutturata la Scuola?
Un laboratorio permanente di innovazione sociale e rigenerazione territoriale, costruito insieme alle comunità e ai produttori locali.
La formazione combina lezioni online e in presenza, scambi all’interno dei principali eventi nazionali di Slow Food, lezioni e visite sul campo, incontri diretti con produttori e artigiani.
Le aziende della rete Slow Food diventano così vere e proprie aule a cielo aperto, dove imparare un mestiere è inscindibile dalla cura del territorio.
Che cosa prevede la Scuola?
Formazione
La formazione, in partenza a fine ottobre 2026, sarà rivolta ai giovani under 40 di tutta Italia interessati a intraprendere un percorso imprenditoriale o di vita nelle Terre Alte, legato ai mestieri del cibo.
Per le attività in presenza verranno creati due poli formativi in Lombardia e Basilicata, coinvolgendo le comunità locali e le aziende dei Presìdi e della rete Slow Food come aule a cielo aperto. I percorsi formativi, tre per ciascuna sede, saranno preceduti da una lezione introduttiva online e accompagnati da attività e visite sul campo.
Fare rete
Verrà attivata una rete tra giovani produttori, esperti, docenti universitari, per consolidare il percorso di dialogo e scambio per il futuro delle aree montane e mettere a sistema le diverse offerte formative ricollegate alle terre alte.
Percorsi nelle scuole
Per 15 classi delle scuole secondarie di primo e secondo grado dei territori individuati in Lombardia e Basilicata, verrà avviato il percorso “Mestieri che vogliono bene alla terra”, per far conoscere a ragazzi e ragazze dai 13 ai 19 anni una nuova prospettiva su mestieri tradizionali spesso poco valorizzati, ma che invece rappresentano possibilità lavorative concrete.
