Tempo di carciofi primaverili: nuovi e storici Presìdi Slow Food e dove trovarli.

Mangiando una pasta di meliga del monregalese a base di mais otto file consideravo quanto i prodotti dei Presìdi Slow Food, al di là del nobile fine per cui sono nati – salvare piccole produzioni meritorie, destinate altrimenti all’estinzione – siano sempre e comunque una garanzia non soltanto di grande qualità, ma siano così eccellenti dal punto di vista organolettico da restituire un gusto eccezionale, in qualche modo garantito insieme a tutta la loro filiera. Provare per credere.

Un semplice biscotto può essere un’esplosione di sapori, così come un’alice, un pomodoro, un cacio. È per questo che i Presìdi Slow Food ricevono molto credito e sono utilizzati da tanti osti e chef in tutta Italia. Purtroppo, in questo periodo, alle difficoltà oggettive legate a raccolta e distribuzione dovute alla pandemia si aggiungono quelle, pesantissime, causate dai mancati ordini dei ristoranti, fermi da più di due mesi.

Lo accennammo per gli asparagi – vale ancora – e succede per molti altri piccoli produttori “presidiati”. Oggi vorremmo mettere sotto i riflettori i carciofi dei Presìdi di stagione, cioè primaverili e senza spine. Una serie di piccole gemme italiane che rischiano seriamente di essere falcidiate. Magari continueremo con il discorso le prossime settimane, con altri prodotti, cercando di fornirvi dei contatti diretti per organizzare piccoli gruppi d’acquisto tra amici e condomini e provare queste prelibatezze figlie di un sistema micoreconomico e agricolo pienamente sostenibile e virtuoso.

Il carciofo di Perinaldo, Presidio Slow Food. Perinaldo (Im) – regione Liguria

In questi mesi ci sono i violetti di Montelupone nelle Marche, di San Luca in Emilia-Romagna e di Castellammare in Campania, o il bianco di Pertosa, sempre campano. Trovate come al solito i contatti diretti sul sito della Fondazione Slow Food per la biodiversità. Ma facciamo un ulteriore focus su tre produzioni che si trovano particolarmente in difficoltà, tra le quali una è una fresca novità. Quest’ultimo è il Presidio del carciofo astigiano del sorì, che si inaugurerà il 4 maggio. Il responsabile dei produttori è Stefano Scavino (347 7566595, stefano.scavino@gmail.com), iniziano a raccoglierli la prossima settimana, vendono in azienda e consegnano a domicilio su Torino e in comuni come Asti e Alba, e con corriere ovunque per quantitativi più importanti. Il violetto di Sant’Erasmo fa consegne tra Venezia, Treviso e Padova, ma il sott’olio si spedisce ovunque (carciofovioletto.it), così come il ligure di Perinaldo (3383981160) che anche solo in conserva è qualcosa di magico.

Se volete scoprire anche le altre varietà Presìdi Slow Food di carciofo – e i contatti dei produttori – li trovate a questa pagina.

 

Da La Stampa del 25 aprile 2020

www.slowfoodeditore.it
Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

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