Tempo d’autunno, tempo di profumate clementine e pere cotte

Mentre nell’ultime due settimane abbiamo realmente iniziato ad avere – a tratti – la percezione di essere in pieno autunno, ci sono due prodotti che vogliamo segnalarvi, nuovi arrivi sui mercati di tutto il Paese.

Da un lato le clementine, dall’altro le pere da fare cotte, le quali stanno vivendo una sorta di seconda giovinezza.

Le clementine

Iniziamo dai piccoli agrumi senza semi, sempre i primi ad arrivare a maturazione. L’abbassamento delle temperature nelle zone di produzione al Sud e qualche pioggia hanno concesso ai frutti di prendere il loro bel colore arancione (il freddo per cambiare la pigmentazione è fondamentale).

clementine mercato

Da questa settimana (in realtà dalla scorsa settimana poiché il testo è stato scritto una settimana fa, N.d.R.) – in ritardo di una rispetto alle loro sorelle spagnole, che sono già sui nostri mercati in gran quantità – si trovano ovunque e provenienti dai territori italiani migliori. Ci riferiamo alla Calabria nella zona di Rossano (e non possiamo non pensare allo spot sulla Calabria girato da Muccino che tanto sta facendo discutere); alla piana del Metaponto in Basilicata, terreno alluvionale fertilissimo e generosissimo, e all’areale pugliese attorno a Massafra, nel tarantino. In questi tre luoghi crescono le migliori clementine non soltanto d’Italia, ma d’Europa.

Essendo le prime arriveranno quasi tutte ancora con le foglie verdi e senza picciolo secco e reso marroncino dai trattamenti per conservarle più a lungo. Più fresche sono e più conservano i loro meravigliosi profumi. I prezzi variano in base alle pezzature e le più grosse sono sui 4 euro al chilo. Ma le piccole non sono meno buone, quindi ci sembrano più convenienti.

Le pere, da cuocere

pere mercato slow food

Per quanto riguarda invece le pere da cuocere, piatto perfetto per la stagione, sono disponibili e tornate di gran moda le pere madernassa coltivate in Roero e vicino a Caraglio in Piemonte, che sono le meno costose (anche 1,5 euro al chilo), e le martin sec. Queste ultime sono ritenute più pregiate e ricercate dai ristoranti di mezza Europa e si coltivano in Trentino-Alto Adige, in alcune valli alpine francesi, in quelle piemontesi e in Valle d’Aosta. Queste ultime sono le più ambite ma hanno più o meno tutte il prezzo di 4,5/5 euro al chilo.

Non dimentichiamo poi due Presìdi Slow Food in tema. Il pero misso della Lessinia che sta iniziando ora a dare i suoi frutti e la varietà tardiva (d’ottobre) della pera cocomerina romagnola, ottima per le confetture. Belle alternative per finire un pasto con gusto e qualcosa che per fortuna sta tornando trionfalmente sulle nostre tavole.

Carlo Bogliotti, c.bogliotti@slowfood.it
Da La Stampa del 24 ottobre 2020

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