Tempi di Recupero. Il progetto a base di avanzi, quinto quarto e ricette della memoria.

«In gergo calcistico, i “tempi di recupero” sono gli ultimi minuti per recuperare la partita e risollevare il risultato; oltre a essere il tempo che serve a riprendersi da un infortunio. Noi oggi ci troviamo in quei minuti, ci troviamo nei tempi di recupero durante i quali dobbiamo cambiare le nostre abitudini alimentari, invertire la rotta e imparare a non sprecare i prodotti» spiega Carlo Catani, ex-direttore dell’Università di Scienze Gastronomiche e ideatore del progetto Tempi di Recupero.

Nato nel 2012, Tempi di Recupero si pone l’obiettivo di promuovere, in modo gioioso e divertente un tema molto importante: la cultura del riciclo e del recupero in cucina. Ma fate attenzione a non confonderli, perché non sono la stessa cosa! Il progetto, infatti, interpreta il recupero in tre diverse declinazioni: il riuso, cioè il riutilizzo degli avanzi del giorno prima; la tradizione, il recupero di ricette e saperi della memoria e il quinto quarto, ovvero il recupero di materie prime spesso scartate perché considerate meno nobili.

E quale modo migliore se non a tavola, proprio durante un’occasione conviviale come una cena in un’osteria o un ristorante? O anche in casa, che è poi il luogo dove ognuno di noi mette, o dovrebbe mettere, in atto la cultura del recupero nelle azioni quotidiane.
I veri protagonisti di Tempi di Recupero, infatti, sono proprio gli osti, artigiani dell’accoglienza, gli chef creativi e le sagge azdore – «figura mitica romagnola, la regina del focolare domestico» -, che saranno pronti a raccogliere la sfida di creare una cena di eccellenza con gli scarti e gli ingredienti più “poveri” e a raccontarci la loro visione del recupero e della sostenibilità.

Quest’anno i Tempi di Recupero si allungano da un singolo giorno a un’intera settimana, diventando Tempi di Recupero Week. Dal 16 al 24 novembre, che siate ristoranti, osterie o vogliate organizzare una cena in casa, potete prendere parte all’iniziativa per raccontare la vostra interpretazione di recupero a tavola attraverso un menù di quattro portate.

Il progetto, inoltre, ha un ammirevole intento benefico poiché parte dei fondi raccolti saranno destinati a due progetti affini per temi e obiettivi: Food for Soul, di Massimo Bottura, e la campagna di Slow Food, Food for Change che, proprio come Tempi di Recupero, nasce con l’intento di proporre soluzioni attraverso le nostre azioni quotidiane a sostegno della realizzazione di progetti che contrastino il cambiamento climatico per garantire un futuro migliore al nostro pianeta.

Tempi di Recupero Week è l’occasione per condividere, contemporaneamente con tutti i ristoranti, osterie, trattorie e cucine del mondo, un concetto di cucina più attento e sostenibile. Ed è anche l’occasione per prendere parte al cambiamento con Slow Food.

Per proporre il vostro menù del recupero e partecipare all’iniziativa trovate a questo link tutte le informazioni e i moduli utili per inviare la richiesta.

Per maggiori informazioni e dettagli scrivete a eventi@tempidirecupero.it

Siete pronti a raccontare il vostro tempo di recupero?

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