Il Sudafrica apre le porte alla campagna Slow Meat

Il Sudafrica è un paese con una grande diversità. La mescolanza di diverse culture indigene e immigrate ha un contraltare nella diversità dei cibi e nella vasta gamma di piatti unici della nostra regione. La carne è una parte fondamentale della cucina sudafricana e nel nostro paese si registrano i livelli di consumo pro capite più grandi del continente africano.

slow_meat_south_africa_8-1024x681Per la maggior parte, il paese è molto povero, ma c’è una classe media emergente che sta richiedendo sempre più carne. Le statistiche indicano che circa il 40% della carne bovina è prodotto nel settore informale, con circa tre milioni di agricoltori di sussistenza nel paese stimati. Come risultato dell’aumento della popolazione e dei consumi, la pressione per produrre carne è aumentata di conseguenza. I valori della gastronomia tradizionale così come le razze tradizionali e indigene sono accantonati a favore degli allevamenti tradizionali.

Di fronte al rapido calo della popolazione di molte razze autoctone – adattatesi nel tempo alle condizioni ambientali e territoriali dure e tipiche del Sudafrica occidentale –, Slow Food ha percepito di dover fare qualcosa per mettere in evidenza queste perdite. Prima di Terra Madre in 2014 abbiamo registrato la razza bovina Afrikaner sull’Arca del Gusto.

slow_meat_south_africa_6-1024x681Caroline McCann, macellaia locale, sentì parlare per la prima volta di Slow Meat a Terra Madre, ed è così che sono stati piantati i semi della campagna in Sud Africa. Caroline è tra i fondatori della Grass Fed Meat Association Sud Africa e fa parte del consiglio di amministrazione dell’associazione. Nella sua macelleria a Johannesburg vende carne di animali nutriti con erba e allevati all’aperto. Fa inoltre parte del convivium locale: Slow Food Johannesburg.

slow_meat_south_africa_3-817x1024Ed è proprio grazie al sostegno di Slow Food Johannesburg che nel maggio scorso si è lanciata la campagna di Slow Meat in Sudafrica. L’evento inaugurale è stato anche l’occasione per raccogliere i fondi par consentire a Caroline di prendere parte allo Slow Meat symposium a Denver, USA. A lei si è unito Arnold Tanzer, chef e direttore culinario di Masterchef Sudafrica e insieme i due hanno preparato alcune delle specialità di carne sudafricane tradizionali offerte all’evento.

L’evento di lancio si è svolto in una fattoria, sotto gli alberi, dove 10 dei nostri principali chef locali hanno prestato il proprio lavoro per cucinare un’intera mezzena di un bovino di razza Afrikaner, dal naso alla coda. A ogni chef è stato assegnato un taglio principale e una parte di frattaglie. Oltre 200 persone hanno preso parte all’evento e alla degustazione, con la richiesta di giudicare il piatto del giorno. Allo chef vincitore è andata in premio la sponsorizzazione del viaggio in Italia, per Terra Madre 2016.

Agli chef si sono uniti produttori di salumi, polli ruspanti, anatre, formaggi, biltong (carne essiccata di manzo, cervo o struzzo) e di birre artigianali.

Un secondo evento è già in programma per il prossimo 1° agosto a Durban, sulla costa orientale e se ne sta pianificando anche un terzo nel sud del paese, a Città del Capo. Successivamente se ne organizzeranno altri ancora, focalizzando l’attenzione su maiali, agnelli, volatili (polli, anatre, oche eccetera) e sulla carne di cervo, particolarmente abbondante in Sud Africa.

A ogni evento prendono parte 10 cuochi che elaborano 20 ricette, che prevediamo di raccogliere in un libro.

di Brian Dick, Slow Food Johannesburg

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo