Storie di api e di apicultori. Pietro Asci e il miele dell’Appennino abruzzese

Oggi vi portiamo in Abruzzo, nella Marsica, tra il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e il Parco regionale Sirente Velino, in provincia dell’Aquila.

Un piccolo paradiso protetto da un sistema di parchi e riserve naturali dove attività agricole e zootecniche a basso impatto ambientale e la ricchezza di specie vegetali spontanee permettono di ottenere un miele eccellente.

Qui abbiamo incontrato Pietro Asci, apicoltore da 30 anni che ci ha raccontato la meraviglia di un mestiere straordinario che oltre a regalarci la bontà del miele, protegge ambiente e paesaggio.

 

Storie di api e apicultori
© Valerie Ganio Vecchiolino – Archivio Slow Food

Fare l’apicoltore, per Pietro e per chi come lui si trova a dover fronteggiare crisi climatica e i tanti pericoli che stanno decimando gli impollinatori, significa prima di tutto grande passione e amore per l’ambiente e le api. È questo il primo ingrediente che non manca mai durante le attività che svolge: la dedizione.

«In questa zona montana possiamo produrre mieli davvero rari: di stregonia e di santoreggia, fioriture spontanee di questo territorio. Ogni anno purtroppo se ne produce sempre meno a causa dei cambiamenti climatici». È Pietro stesso, a raccontarci la bellezza e l’importanza del suo mestiere, in un video racconto, una Priceless Experience realizzata con Mastercard, che ben spiega la bellezza e le varie fasi della sua attività.

Clicca qui per vedere l’intervista completa.

Storie di apicultori

Il Presidio Slow Food

Dal 2015 Pietro inizia a collaborare con Slow Food e partecipa al Presidio dei mieli tipici dell’Appenino aquilano, la prima associazione di apicoltori della regione che raggruppa oltre dieci produttori, con lo scopo di preservare e incrementare i mieli tipici di questa zona, nel rispetto della biodiversità. Sono pochi infatti coloro che riescono a dare vita ai mieli monoflora, che ben esprimono le loro caratteristiche a un’altezza di 1300-1500 m slm in parchi naturali e aree protette. Supportare il lavoro di questi apicultori, vuole dire riconoscere il loro ruolo cruciale nella salvaguardia della biodiversità dei pascoli montani, e dell’ecosistema tutto.

 

Storie di api e apicultori
© Valerie Ganio Vecchiolino

Tutti i sapori del miele d’Abruzzo

Mentre la santoreggia (Satureja montana) è piuttosto irregolare ma presente in queste zone dell’Appennino abruzzese, la stregonia (Syderitis siriaca), talvolta confusa con l’ortica, è molto diffusa nel centro Italia e usata come decongestionante. Accomunate da uno sviluppo circoscritto a questo areale geografico, le due varietà danno vita a due prodotti molto differenti tra loro. Il miele di santoreggia ha un colore che varia dal giallo-verde al grigio-verde e tende a cristallizzare velocemente, raggiungendo una consistenza morbida; al contrario, dalla stregonia si ottiene un miele molto chiaro e liquido con un sentore lievemente floreale.

Storie di apicultori

Oltre ai monoflora, la montagna aquilana offre un particolare millefiori, prodotto durante tutta l’estate sui pascoli montani, in apiari posti a quote superiori agli 850 metri di altitudine. Recenti studi hanno infatti evidenziato come la ricchezza di biodiversità sia direttamente proporzionale all’altitudine montana: oltre la quota di 850 metri slm si assiste a uno straordinario aumento di fioriture. Graminacee, rosacee, papaveri e d’estate anche edera e asparago selvatico. Superano le 130 specie le piante che arricchiscono il miele millefiori di montagna.

Miele italiano, tesoro da tutelare

Come ci ricorda Pietro: «Il miele italiano è un prodotto di qualità riconosciuto in tutto il mondo e per questo va tutelato».

Per farlo, è necessario e quanto mai urgente proteggere le api e dare voce agli agricoltori, veri protagonisti della transizione ecologica di cui tanto si parla e a cui siamo tutte e tutti chiamati a partecipare.

Ognuno di noi può fare qualcosa.

Possiamo scegliere di consumare mieli locali e di prossimità, prodotti con sistemi che non impattano l’ambiente è il primo passo: l’acquisto di miele biologico e di altri prodotti da un apicoltore della propria zona è un ottimo modo per sostenere un’attività che porta benefici alla comunità locale. Inoltre diamo così un segnale d’interesse all’apicoltore bio che sarà ancora più invogliato a portare avanti un’apicoltura etica e rispettosa di api e ambiente.

 

Storie di api e apicultori

 

E poi non dimenticate di firmare l’Iniziativa dei Cittadini europei (Ice) Salviamo api e agricoltori.

Aiutaci a far sì che esperienze come quella di Pietro non vadano perse. E aiuta le amiche api!

Con 1 milione di firme possiamo obbligare Commissione e Parlamento europei a rispondere alle nostre istanze. Manca poco alla scadenza della Ice. Firma e fai firmare, ogni firma è importantissima!

A cura di Elena Coccia
e.coccia@slowfood.it

 

La Priceless Experience con Pietro Asci fa parte di un viaggio gastronomico digitale intrapreso insieme a Mastercard nell’ambito delle attività a sostegno della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. L’obiettivo è supportare i produttori di piccola scala del nostro Paese, valorizzare e far conoscere le eccellenze italiane nel mondo.

 

 

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