Stop a Ikea su terreni agricoli

A La Loggia (To) l’Ikea avrebbe fagocitato 160 mila metri quadri di terreni agricoli per realizzare un ennesimo faraonico capannone di vendita mobili low cost.

Questa volta però si è messa di traverso la Provincia di Torino negando l’autorizzazione a trasformare quei terreni da agricoli a commerciali.
Il presidente della provincia Saitta così spiega la decisione: «Quel suolo è un bene prezioso e lo stabile Ikea a La Loggia era solo un’operazione immobiliare. Abbiamo inoltre proposto alla multinazionale svedese una serie di soluzioni alternative». Altri terreni già occupati da aziende in crisi pronte alla vendita se non addirittura già abbandonati.

Ikea ha fatto sapere che o si costruisce a La Loggia oppure non se ne fa niente. Ma perchè ha rifiutato l’alternativa? Business, niente più. I terreni agricoli a La Loggia costano 4 milioni, mentre per le aree proposte dalla Provincia il prezzo è tra i 20 e i 25 milioni.
Secondo Saitta infatti c’è odore di speculazione. L’Ikea ha bisogno di appena 24 mila metri quadri per l’area commerciale, me se ne vuole accaparrare 160 mila, magari per rivendere ad altri operatori che vorrebbero avviare attività satellitari al grande centro.

La volontà del presidente Saitta è di limitare il più possibile il consumo di suolo pregiato, alla luce anche dei dati sullo stato dell’ambiente piemontese che Arpa ha diffuso nei giorni scorsi. «Abbiamo tenuto conto che in quell’ambito territoriale è già stata utilizzata o prenotata una quantità di suolo importante: 180 mila metri quadrati di superficie complessiva. Se non contrastiamo questa logica, non ci saranno più aree libere e produttive. La nostra è stata una scelta delicata, che può suonare impopolare, ma il futuro dell’ambiente e del territorio oggi sono una priorità» spiega il presidente della Provincia.

Sempre su questo versante, giovedì scorso la Regione Piemonte ha approvato uno stop di un anno al rilascio di nuove autorizzazioni per le grandi strutture di vendita.

Fonte:
La Repubblica – Torino