Vigna Dominin Vertical Tasting: grand cru dei rossi in Friuli

17Buttrio, territorio leggermente collinare qualche chilometro a sud-est di Udine: una delle due zone più vocate del Friuli per la produzione di vini rossi (l’altra, da un po’ di tempo a questa parte, è il comprensorio di Prepotto).

Dalla sua il territorio di Buttrio ha alcuni fattori molto importanti, che contribuiscono alla buona riuscita dei vini: una temperatura media sensibilmente più alta rispetto alle altre zone del Friuli vitivinicolo – e ciò permette, anche in annate non troppo calde, che la maturazione sia ottimale – a cui si associa la presenza diffusa di vigneti impostati per produrre poco e bene, su terreni generosi ed esposizioni favorevoli.

Vi è inoltre un altro fattore positivo, altrettanto importante, che è la qualità degli uomini che vivono in questo luogo: dedizione al lavoro, intraprendenza e capacità di trovare il giusto equilibrio tra entusiasmo e pragmatismo. Mettete assieme questi ingredienti e avrete un’immagine piuttosto realistica di Buttrio, ma soprattutto la fotografia più chiara dell’azienda di Paolo e Damiano Meroi, padre e figlio, che da anni si dividono tra la conduzione dell’ottimo ristorante di famiglia – Trattoria Al Parco, vedi qui – e la gestione delle vigne di proprietà e della cantina.

9Assieme a loro assaggiamo la produzione del vigneto storico di famiglia, il Dominin, lasciato in eredità a Paolo dal nonno (la parte più piccola, con ceppi che hanno almeno mezzo secolo di vita) e poi ampliato con l’utilizzo dello stesso materiale genetico prelevato dalle piante più vecchie.

Questo bellissimo cru – con filari terrazzati che si susseguono in un anfiteatro naturale di rara bellezza, esposto a sud e protetto da boschi – ospita viti di refosco e merlot. Il refosco, varietà autoctona, poco conosciuta fuori regione, spesso rustica e dalle ricorrenti note verdi; il merlot, varietà internazionale, molto affidabile, adatta a terreni molto diversi e per questo piuttosto diffusa. Due varietà così diverse tra loro che non è facile immaginare una loro possibile convivenza, non tanto in vigna quanto in bottiglia; e invece il bello sta proprio lì, in quella sorta di “strana coppia” davvero piacevole e originale.

meroi4In origine l’idea era probabilmente quella di coniare a una sorta di “taglio buttriese”, che partisse dal merlot ma che sostituisse il cabernet – rispetto al più famoso bordolese – con il refosco. E così è stato fino al 2007, quando i Meroi producevano un solo vino – chiamato semplicemente Dominin – ottenuto con l’unione delle due varietà. Dal 2008 in poi la strada invece si è “sdoppiata”, dando origine a due vini monovarietali: «abbiamo scelto la strada della produzione separata di merlot e refosco perché vogliamo con questi vini far sentire la terra di Buttrio, che è ciò che intendiamo valorizzare – ci dice Damiano, che aggiunge – è troppo facile fare un buon blend ogni anno, “giocando” nel taglio con i due vitigni. Vinificare separatamente le due varietà è invece sicuramente più impegnativo ma senza dubbio più stimolante; insomma, ci da soddisfazioni maggiori … ».

Alla base del progetto c’è l’idea di imbottigliare con l’etichetta del cru Dominin solamente le migliori uve del vigneto e solo nelle annate meritevoli di questa selezione.

 

Veniamo alle degustazioni, suddivise nelle due età del Dominin, procedendo a ritroso nel tempo. I monovarietali Vigna Dominin – dal 2013 al 2008 – sono stati vinificati con fermentazioni effettuate in tini di legno e affinamento del vino in barriques.

COF Merlot 2013 (prova di vasca): buona espressività olfattiva, frutto gustoso e largo, tannino abbondante, abbastanza ruvido ma già piuttosto ampio. Promette bene.

COF Refosco 2013 (prova di vasca): l’imprinting è di grande freschezza balsamica, con in rilievo l’estrazione tannica dei legni. Ciliegia netta al naso, palato succoso e compatto, finale lungo e consistente.

COF Merlot 2012: un vino che deve ancora crescere. Gioca tra sentori di smalti e frutta matura, di buona finezza. Bocca gradevole ed equilibrata, con progressione di rabarbaro, marmellata di chinotto e sentori terrosi.

COF Merlot 2011 (annata attualmente in commercio): attacco al naso promettente nella sua poca espansività ed immediatezza: poi fa sfilare tabacco e cuoio in prima linea. Piacevole la squadratura nel contorno asciutto della bocca. L’attacco è deciso e prosegue un duetto fatto di tensione e note più suadenti. La consistenza vellutata è piacevolissima. Vino di classe: il Merlot della nuova generazione della Vigna Domin che ci ha convinto di più.

meroi1COF Refosco 2011: anche qui l’annata, secca, offre inizialmente profumi un po’ in secondo piano. Con maggior attenzione emergono classici sentori di frutti rossi e mirtilli. Bocca con una trama tannica ancora in bella evidenza.

COF Merlot 2010: una sfida all’annata, fredda e piovosa. Vino compatto e concentrato, senza essere opulento.

COF Refosco 2010: interessante risultato, che conferma quanto gli autoctoni rossi friulani ben si comportano nelle annate meno soleggiate. Teso il contrappunto del ruvido palato. Al naso buoni sentori di rosa canina e mela rossa.

COF Merlot 2009: tratti erbacei e selvatici “da Refosco”, buona profondità ed equilibrio. I sentori olfattivi spiazzano un po’, ma sono piacevoli.

COF Refosco 2008: un Refosco di rara fattura, succoso ed espressivo, che ha ben resistito a una annata segnata dalla peronospora. Giustamente voluto e segnato da piacevoli profumi che ricordano passeggiate lungo scogliere salmastre. L’ingresso in bocca è un po’ irruento, data l’estrazione dei succhi molto concentrati. Ci lascia bei ricordi di bosco, terra e frutta dolce nel lungo finale, di elegante e ricercata profondità.

 

I “vecchi” Dominin in versione blend – con percentuali di refosco e merlot variabili a seconda dell’annata – venivano invece vinificati con fermentazioni in vasche di acciaio e affinamento in barriques prevalentemente nuove.

meroi22007: vivacissimo il naso, con note purtroppo non troppo convincenti. Vino che ha passato i suoi migliori momenti, ben caratterizzato nei ricordi.

2006: blend suadente di grande palato, quasi austero. Assaggio intriso da note molto fitte, burrose e smaltate, connotate da una rassicurante ciliegia sotto spirito; bocca tesa e completa. L’annata molto calda ci consegna un vino ancora muscoloso.

2003: vino caldo, schiacciato nella sua eccessiva estrazione e caratterizzato da una limitata freschezza.

2002: elegante, sostenuto da una spiccata acidità ben amalgamata con un frutto deciso e ancora vivo. Tra i vini preferiti dal panel.

2001: tannino molto carico, manca un po’ di equilibrio.

2000: bocca prodigiosa, grande sapidità e agilità. Un adolescente in piena regola. Così integro nel gusto da far riemergere sentori di uva e mosto. Nonostante un tappo non impeccabile nelle sue percettibili cessioni, per fortuna non determinanti.

1999: non siamo stati fortunati. Sebbene l’annata sia stata tra le più importanti in regione il vino è risultato compromesso nella sua integrità gusto-olfattiva.

1997: sorprendente, ma non troppo ripensando ad una delle annate più intriganti degli anni Novanta. Da sottrarre a qualsiasi grinfia se lo avvistate. Elegante e molto fine, così incastonato da profumi di legni nobili.