Vent’anni dopo

Qualche giorno fa la condotta Slow Food di Torino ha organizzato un memorabile evento intitolato “20 anni dopo”, una degustazione di otto Barolo della vendemmia 1990.

Come ha spiegato Alfio Cavallotto il 1990 è stato un’annata piuttosto classica, non grande: ma chi ha lavorato in maniera rigorosa è riuscito a ricavare risultati più che memorabili. Piogge abbondanti prima della fioritura hanno garantito una buona riserva idrica, una fase di fioritura perfetta ha portato ad una carica di frutta abbondante che doveva essere gestita con intelligenza per evitare la diluizione nel mosto. La stagione estiva si è svolta poi a due velocità: tempo molto caldo a luglio, piovoso invece ad agosto per finire con un settembre temperato ma asciutto con temperature leggermente sotto le medie che hanno portato a un’ottima maturazione dando vita a vini tendenzialmente di buona freschezza e struttura tannica ma pronti da bere piuttosto presto. 

Purtroppo questi tipi d’evento diventano sempre più rari anche perché ormai pochissime aziende curano una memoria storica delle proprie bottiglie e sono in grado di tirar fuori più bottiglie di un vino di venti anni fa. 

 

F.lli Barale – Barolo Castellero 1990

Naso ampio e intenso, leggermente evoluto, dove prevale la speziatura, note di ruggine, frutto caldo, sottobosco e fondo di cafè. In bocca si distingue per freschezza, struttura media, buon succo e acidità marcata.

 

Giacomo Grimaldi – Barolo 1990

Pur non dichiarato in etichetta questo vino proviene dal cru Le Coste a Barolo. Il naso è ampio, ricco e complesso, in continua evoluzione, tuttora con note fruttate che virano verso un balsamico molto fresco sviluppando un bouquet ampio, dal tabacco al mandarino fino allo sciroppo per la tosse, estremamente intrigante. Il palato non è da meno: un frutto integro, teso e lungo, con tannino ancora di buona presa, molto lento a percorrere il palato impregnando le papille d’essenze semplicemente squisite. Una delle sorprese più gradite della serata.

 

Silvio Grasso – Barolo Bricco Luciani 1990

Questo vino è fermentato ancora in vasche di cemento e affinato in botti di diverse dimensioni (oggi l’azienda usa più barrique). Il colore è profondo, ancora giovanile, senza grandi segni di vecchiaia. Lo stesso vale per il naso, giocato piuttosto sulle note scure, con note di liquirizia, accenni balsamici freschi e un filo di legno. Bocca leggermente ruvida, spessa, tendente verso i toni scuri, con tannini pastosi e finale leggermente amaro. Un vino che ha diviso il pubblico. 

 

Aurelio Settimo – Barolo Rocche 1990

Naso intenso di evidente carattere ossidativo, toni medicinali e speziati con note di cannella, frutta secca e ruggine. Energico in bocca, ha una buona struttura ma nel complesso poco armonico, aggressivo e tuttora leggermente tannico.

 

Renato Ratti – Barolo Marcenasco 1990

Ha un colore mattone sottile trasparente e un naso curioso e complesso, rotondo, molto gradevole, fresco e balsamico all’inizio vira poi verso note di sottobosco e lievi accenni animali. La bocca è densa, scorrevole, con un bel frutto terziario molto lungo sul palato, una bella freschezza e tannini dolci e sabbiosi, ben risolti.

 

Poderi Marcarini – Barolo Brunate 1990

Un naso di rara finezza con sfumature infinite di viola, sottobosco, accenni freschi mentolati, e tanto altro, un bouquet in continua evoluzione che si apre e chiude come un pugno. Grande energia in bocca, un frutto vivo, succoso, di buona polpa e freschezza, notevole struttura ed eleganza. Vino che regala grandi emozioni.

 

F.lli Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 1990

Questo vino ha sfidato gli anni in modo clamoroso, lo annuncia già il colore scuro e profondo. Il naso è ricco, denso e polposo, con note scure molto fresche che ricordando le erbe, rosmarino, carciofo e terra. Molto coerente in bocca, di grande struttura, dal frutto intatto, denso ma scorrevole, con tannini freschi ancora ben presenti. Ha davanti a sé ancora vari anni.

 

Giuseppe Rinaldi – Barolo Brunate Riserva 1990

Il primo impatto olfattivo è intenso e poco entusiasmante, leggermente decaduto, ricco di note di moka e toni molto secchi, poi si riprende magnificamente con note floreali e terrose. La bocca è più che convincente, ha materia e grande freschezza come ci si aspetta da un vino di Citrico Rinaldi, un complesso acido-tannico che lo allunga molto sul palato.