Un Müller-Thurgau a 1000 metri di altezza: Feldmarshall Von Fenner

L’aria è fresca e pungente in questa mattina d’autunno in montagna, i colori del bosco stanno cambiano la loro tavolozza di sfumature dal verde al rosso, le vette alpine si ergono tutte intorno, lasciando solo uno scorcio azzurro sulla Val d’Adige.

Nel mezzo di questo paesaggio montano pacifico e bellissimo c’è il giallo intenso di una vigna di müller-thurgau che Herbert Tiefenbrunner decise di piantare a 1000 metri di altitudine nel 1971 in località Hofstatt, nel comune di Magrè. Christof, che oggi gestisce l’azienda, ci racconta di come suo padre Herbert desiderasse coronare questo progetto enologico così pionieristico ed ambizioso con un nome importante: Feldmarshall Von Fenner, in onore di un barone dell’Impero Austroungarico che usava risiedere d’estate nei pressi del vigneto e la cui effige ancora campeggia sull’etichetta aziendale.

Il terreno di origine glaciale, con intarsi di marmo bianco e rosa, la protezione che le montagne offrono contro i freddi venti del nord e la luce intensa che illumina il vigneto durante tutto il giorno creano le condizioni ideali affinché l’uva possa compiere la sua maturazione lentamente, ma in pienezza. Ne risulta un müller-thurgau originale e originario, capace di raccontare il particolare microclima in cui nasce. Le note iodate e di idrocarburo emergono dal calice con decisione e solo in un secondo momento arrivano i sentori di pesca gialla, i fiori di biancospino, le erbette aromatiche.

Il palato è agile e succoso, affilato ma prestante, con una gustosa sapidità che accompagna tutto il sorso. Insieme a Christof abbiamo assaggiato una verticale di 3 annate (2018 – 2012 e 2007) che hanno dimostrato la capacità di questo vino di gestire il passaggio del tempo con grande eleganza, preservando la freschezza del frutto che diventa nel tempo più succulento e maturo. Questo grande vino da molti anni è tappato a vite, una scelta che, visti i risultati, ci sentiamo di condividere pienamente e ci dispiace sentire da Tiefenbrunner che diversi ristoratori ancora non la appoggiano per questioni legate all’estetica piuttosto che alla tecnica.

Alla versione secca di Feldmarshall Von Fenner si affianca da quest’anno una vendemmia tardiva nata dalla vendemmia 2016. Christof ci racconta che quell’anno la vendemmia si era conclusa al 4 di Novembre, ma ancora nel vigneto c’erano alcuni grappoli che non avevano raggiuto la piena maturazione. Insieme all’enologo Stephan Rohregger decidono quindi di lasciare questi grappoli sulle piante e di raccoglierli a dicembre, permettendo alla muffa nobile  di invadere i grappoli dorati.

Ne è derivata una piccola produzione (1200 bottiglie) che abbiamo assaggiato in anteprima. Al naso offre sentori dolci di fiori di zagara e tarassaco, pesca gialla e mango, corredati da ricordi di burro, miele e frutta secca, ma anche da un mazzolino di erbette aromatiche che ritroviamo alla fine di un sorso che con i suoi 100 grammi di residuo zuccherino è certamente dolce, ma sorretto da una gustosa sapidità e da un’acidità che non lascia dubbi sull’origine montanara di questo vino. Un esperimento ben riuscito.