Un grande Verdicchio: la verticale del Podium di Garofoli

Le uve provengono da una vigna di proprietà di circa 15 anni di età, sita a Montecarotto: un magnifico anfiteatro vitato su suoli sabbiosi con evidenti zone calcaree. Vinificato e maturato esclusivamente in acciaio, è l’interprete più fedele e costante di questo terroir, esprimendo equilibrio, ampiezza e finezza aromatica, prontezza e grande capacità di evoluzione in bottiglia

 

Alla presenza di Carlo Garofoli – proprietario e grande conoscitore della storia e dei segreti del Verdicchio – abbiamo assaggiato sette annate di questo grande vino, oltre alla prima edizione del Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Ris. Selezione Gioacchino Garofoli, l’ultima espressione di questo vitigno prodotta da Carlo Garofoli per celebrare i 110 anni di età dell’azienda e dedicata al suo fondatore Gioacchino.

 

Abbiamo indicato per ogni annata il numero di bottiglie prodotte, per mostrare che il Podium non è certo un vino “di nicchia” ma al contrario viene prodotto in ogni annata in un numero (ovviamente variabile a seconda dell’andamento della stagione) consistente di bottiglie, che permette di trovarlo con facilità nelle migliori enoteche e nei ristoranti di tutta Italia.

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 1999
Bottiglie: 55.000
Si inizia con il più vecchio, che comunque vecchio non è!
L’annata tendenzialmente fresca, ha comunque fornito bella complessità e polpa.
La leggera nota ossidativa che si percepisce immediatamente lascia subito spazio a sentori speziati e balsamici, con le note di eucalipto e di anice che si fanno via via prorompenti. La lunga progressione si dipana attraverso frutta candita e sentori tropicali. La bocca è ricca, gustosa, perfettamente asciutta nel finale dove prevale un ritorno di nocciole ed un’evidente sapidità che ricorda paradossalmente “la roccia vulcanica”.
Il vino è perfettamente sorretto da un’acidità ancora viva e tesa: si potrebbe gridare al miracolo ma chi conosce il Verdicchio sa bene che tutto questo è possibile!

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2001
Bottiglie: 60.000
L’annata è stata equilibrata, tendenzialmente calda ma dotata del giusto apporto idrico.
Impressionante la complessità e la varietà dei profumi, netti e integri, senza il minimo segnale di ossidazione: fiori bianchi, ginestra, pesca bianca, anice, eucalipto…. e poi ancora frutta, ben matura e quasi esotica. La bocca, sebbene si mostri sostenuta e ricca di gusto, si rivela dinamica e mantiene una croccante freschezza grazie a una spina acida ben presente e a tanta, sottile, mineralità.
Alla fine è sorto un pensiero univoco: ma quanti sono i bianchi italiani che puoi assaggiare in questa magnifica forma dopo 10 anni?

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2004
Bottiglie: 58.000
L’annata è stata molto equilibrata ma tendenzialmente fresca. I vini non si sono mostrati prontissimi ma in bottiglia stanno evolvendo con un bel fascino.
Il vino mostra una fine e persistente ricchezza di profumi secondari che si stanno terziarizzando, con note molto piacevoli e intense di frutta esotica e fiori, impreziosite dai leggeri sentori di anice. Al palato il vino è tonico e profondo: mostra una freschezza integra e giovanile ancora più evidente che al naso.
Sottile ed elegante, ha rischiato di rimanere compresso dalla maggiore decisione (aromatica e strutturale) di altre annate, ma ce l’ha fatta … rispondendo con un guizzo di grande equilibrio.

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2005
Bottiglie: 45.000
L’annata fresca anzi piovosa ci restituisce un vino molto giovanile, con note di fiori bianchi e di ginestra in grande evidenza. La sensazione agrumata che si avverte al gusto lo rende fresco e croccante ed è supportata da una fine mineralità che allunga il gusto del vino.
In grande spolvero, è stato la piacevolissima sorpresa della serata: il verdicchio frutto di annate “minori” dà comunque risposte interessanti.

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2006
Bottiglie: 55.000
Figlio di un’annata splendida (da ogni punto di vista) e ricca, cha ha regalato vini pronti, di grande sostanza ed equilibrio.
In quest’annata Podium si esprime in una delle migliori versioni mai prodotte: conferma la sua grande stoffa, ha sostanza ma è teso e affascinante. La spinta acida/minerale è ancora vibrante e profonda e segna tutto il gusto. Al palato è tambureggiante, non ti abbandona un secondo e non ti stanca mai.
Grandioso: lo è sempre stato e lo è ancora di più oggi e lo sarà per molto tempo.

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2008
Bottiglie: 50.000
Annata tendenzialmente calda ma abbastanza equilibrata.
Si apre al naso con sentori floreali molto fini, persistenti e decisi, vira su toni di frutta bianca, mostrandosi elegante senza denotare eccessi aromatici.
Il palato scorrevole, coerente, risalta per l’intensa sapidità e una succosa gustosità, che ne aumenta la beva.
Ha appena iniziato il lungo cammino di maturazione.

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2010
Bottiglie: 50.000
L’annata fresca favorisce l’espressione di aromi raffinati e complessi, molto fini e precisi, che si distendono con dinamismo ed equilibrio al palato dove la freschezza sostiene il sorso. Chiude con una fortissima impronta minerale, d’indefinita lunghezza e di profonda eleganza.
L’ultima entusiasmante prova di un vino che non ti tradisce mai. L’unico problema è che lo berresti a garganella …!!

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sel. Gioacchino Garofoli Ris. 2006
Bottiglie: 6.300

Un regalo proposto da Carlo Garofoli alla fine della degustazione: proviene da una “super selezione” di Podium lasciata maturare in acciaio e imbottigliata qualche anno più tardi. Alla sua uscita sul mercato – poco più di un anno fa – è sembrato senza dubbio uno dei più grandi Verdicchi mai prodotti nelle Marche e uno dei migliori (se non il migliore …) tra i bianchi italiani. A distanza di mesi è esattamente così come ce lo ricordavamo, con uno slancio, un’armonia e una progressione aromatica senza uguali. Superbo nella dinamica gustativa, è un campione di complessità e persistenza. Ha già sei anni di età ma sembra un baldanzoso giovincello: lo attendiamo quando diventerà maggiorenne.