Trenitalia, Carso e Prosecco: almeno la confusione è puntuale

A Gennaio 2019 sulla rivista Trenitalia che, crediamo, venga distribuita sui treni Frecciarossa è apparso un articolo a firma del geologo Mario Tozzi dal titolo Prosecco e Carsismo. Il pezzo intende celebrare il Prosecco ma sapete dove? In Carso.

Eh si, cari amici appassionati di vino, ecco una breve citazione dal testo che potrete leggere a questo link (Frecciarossa (1)).

“Nel territorio del Carso triestino, e in tutto il Friuli, le aziende di Prosecco risiedono in vecchi casolari in pietra circondati dai filari. Pellegrinate di casa in casa senza remore e assaggiate un bicchiere in ognuna, con un pezzo di pane o una fetta sottile di prosciutto San Daniele…”.

Ma che, davvero? Per fortuna Savio Del Bianco, referente regionale di Slow Wine ha voluto mandare una lettera all’autore di questo articolo: riportiamo la sua missiva per amor di chiarezza e correttezza di informazione.

Gentile sig. Tozzi,

mi chiamo Savio Del Bianco, sono un sommelier, appassionato di vino e birra, docente Slow Food e responsabile regionale di Slow Wine e Guida alle Birre d’Italia per Slow Food Editore.
Le scrivo al riguardo del suo articolo apparso sulle riviste di Trenitalia ed in particolare sui treni Frecciarossa, edizione Gennaio 2019.
Sebbene la rubrica si chiami Fuori Luogo non credo sia stata scritta in tono ironico o satirico: mi corregga se sbaglio.
Ritengo invece, che i contenuti da lei indicati ed i suggerimenti agli utenti dei Frecciarossa siano, questi si, fuori luogo.
Giochi di parole a parte, mi riferisco all’associazione del vino prosecco alla produzione delle cantine del Friuli e della Venezia Giulia, realtà distinte enologicamente e che il il suo articolo, ignorandone le radici, accorpa.
Una visione così approssimativa e miope mi ha fatto ricordare quelle cartine geografiche usate dalla RAI fino agli anni 90, specie durante i servizi meteo, non aggiornate al trattato di Osimo e prive della provincia di Trieste.
Vero è che diverse aziende regionali producono Prosecco, quasi sempre facendolo spumantizzare in Veneto, ma tale produzione di opportunità commerciale legata alla cittadina di nome Prosecco in provincia di Trieste è del tutto scollegata dall’antica presenza dell’uva glera.
Decisamente fuori luogo è indicare ai passeggeri di scendere dal treno e cercare il vino Prosecco nel Carso, perché non lo troveranno mai. Qui la vitovska e la malvasia Istriana sono senz’altro più identitarie e certamente più diffuse.
Non conosco i vecchi casolari di pietra circondati dai filari di cui parla. Se si riferisce alle Osmize, semmai del Terrano e tanto meno del prosciutto di San Daniele, semmai il tradizionale ombolo (lonza) o del prosciutto del Carso. Se parla delle frasche friulane, cambia la proposta ma neanche in questi luoghi, carichi di tradizione, troverà del Prosecco.
Colgo l’occasione per invitarla e correggere le informazioni date agli utenti di Trenitalia, magari programmando una reale gita in regione, dove sarei lieto di accompagnarla a constatare quanto le sto indicando, ed offrendole qualche buon bicchiere.
Cordialità
Savio Del Bianco