Travolti da un inatteso successo

Prima di applicare le idee che ti balzano in testa raramente si ha la sensazione se queste avranno successo o meno. Almeno così capita a me. Spesso sono convintissimo di una cosa e poi si rivela un totale disastro, in altri casi avviene l’esatto contrario.

In questo normale contesto di incertezza, si è aggiunta anche la situazione disastrosa causata dal Coronavirus, che aggiunge un tocco surreale di indefinito e precarietà. Forse anche per questo motivo in redazione non avevamo previsioni su cosa darebbe accaduto quando ci siamo messi a lavorare a Slow Wine 2021.

Abbiamo deciso in un primo momento di scrivere una lettera a tute le cantine per esprimere la nostra vicinanza e per raccontare cosa avremo fatto in quest’anno (potete leggere qui la comunicazione). Poi, abbiamo partorito la modalità delle visite virtuali in cantina (clicca qui per saperne di più). Ebbene vi confessiamo che non abbiamo mai ricevuto tanti messaggi così in questo periodo. Le cantine hanno apprezzato moltissimo entrambe le nostre iniziative, con tantissime mail di incoraggiamento. Non neghiamo che la cosa ci abbia fatto enorme piacere.

Poi, però, ci siamo accorti scorrendo i numerosissimi messaggi sul telefonino e nella casella di posta che si sono creati forse alcuni equivoci, che vorremmo chiarire per non ingenerare speranze e conseguenti delusioni:

  1. Le visite virtuali hanno la finalità di sostituire quelle fisiche (che francamente ci piacevano tantissimo) e sono fatte dal collaboratore per mantenere un canale di comunicazione forte con le cantine e per aggiornarsi.
  2. Non hanno l’obiettivo di far pubblicità a un’azienda piuttosto che a un’altra. Le abbiamo pubblicate su Facebook come la semplice finalità di raccontare ai nostri lettori cosa stavamo facendo e anche ai collaboratori che si apprestano a farle in giro per l’Italia.
  3. Sarà impossibile pubblicarle tutte su Facebook, perché saranno troppe e quindi non possiamo intasare il canale con decine di contributi al giorno, perché sarebbe un diluvio di immagini che farà perdere il senso del nostro lavoro.
  4. Seguiremo un senso geografico e anche di alternanza di collaboratore, senza concentrarci in modo eccessivo su una zona piuttosto che su un’altra e mostrando il metodo di lavoro corale.
  5. Tutto il materiale raccolto, se sarà giudicato interessante e all’altezza, avrà una sua collocazione ben precisa. Un’idea ce l’abbiamo ma non possiamo spiattella ora, perché sarebbe prematuro e poi ci bruceremmo una bella anteprima dell’edizione 2021.

Ecco qui, spero di essere stato chiaro. L’obiettivo è quello di mantenere alta l’attenzione sui territori vitivinicoli, sui differenti vitigni, sui metodi sostenibili applicati nella coltivazione della vite e sulle tecniche di cantina in continua evoluzione.

La cosa bella è che realizzando queste interviste digitali abbiamo preso due piccioni con una fava: da un lato finalmente i nostri lettori capiscono l’importanza delle visite nella costruzione della recensione che poi leggono sulle pagine della guida, dall’altro più gente può godere del racconto che prima solo un ristretto numero di persone poteva ascoltare e quindi la conoscenza è più diffusa (e questo è lasciatemelo dire un risultato straordinario).

Quindi, passo e chiudo e avanti tutta!

 

Qui alcuni nuovi esempi di visita virtuale: