Terroir, storia e natura: Marjan Simčič

Nel terzo appuntamento di In the Mood for Wine, Luca Cuzziol incontra Marjan Simčič, emblema del vino Goriziano.

A cavallo tra l’Italia e la Slovenia, il Collio Goriziano offre le condizioni ideali per la crescita della vite. Un incontro perfetto tra la montagna e il mare.

La famiglia Simčič si occupa di viticultura dalla seconda metà dell’Ottocento. Inizialmente l’azienda vendeva vino solamente nelle zone limitrofe. Col tempo, questa attività primaria fu affiancata da una locanda, un piccolo negozio in paese e l’impianto di alberi da frutto. Cominciarono così ad espandersi: il loro vino arrivò fino a Vienna.

Marjan prese le redini dell’azienda nel 1988, affiancato dalla moglie Valerija, sua fedele complice. Nella vita e sul lavoro.

uva simcic

Quando l’azienda passò nelle mani di Marjan venne completamente rinnovata: lo scopo, fin da subito, fu quello di creare pochi vini ma di altissima qualità.

I prodotti sono l’espressione dell’area di Goriška Brda: dei venti caldi provenienti dal mare, delle influenze delle Alpi Giulie. E di quel terreno: spessi strati di marne e arenarie, che permettono di donare equilibrio, mineralità ed eleganza ai vini.

Le viti sono rigorosamente selezionate, prediligendo vitigni autoctoni che rappresentano al meglio il territorio del Collio. Ogni vitigno si esprime al meglio in una determinata zona. Per questo, la Rebula (o Ribolla), portabandiera dell’azienda, non può essere piantata ovunque. All’interno dei loro 18 ettari, solo alcuni sono particolarmente vocati alla sua coltivazione.

Conoscere il terreno è fondamentale: è per questo motivo che negli ultimi anni Marjan ha studiato a fondo le sue zone. Per fare qualità è necessario un lavoro lungo e dettagliato e l’analisi del terreno è fondamentale. Bisogna conoscerlo a fondo. Bisogna saper gestire il vitigno giusto nel territorio giusto. Il terroir è alla base di ogni cosa. Con questo termine, non ci si riferisce solamente al terreno ma a tutte le condizioni pedoclimatiche della zona.

vigneti simcic

Ma quanto ha influito il cambiamento climatico sulla qualità del vino prodotto?

Il loro segreto sono i vitigni autoctoni. Queste uve resistono agli sbalzi climatici e si adattano perfettamente alle zone di origine. Nel tempo non sono mutati in maniera significativa, ma si sono adattati alle zone di crescita.
Inoltre, l’esposizione riveste un’importanza cruciale. Questi vitigni, pur essendo estremamente resilienti, devono essere piantati nella zona più idonea. La ribolla, ad esempio, non darebbe gli stessi risultati ad altitudine o esposizione errata.

Le cinque annate appena trascorse sono state molto diverse tra loro: l’attenzione in tutto il processo produttivo è fondamentale. Solo in questo modo è possibile creare un vino di alto livello. Nelle annate difficili emerge realmente la capacità di un grande produttore. Si può giocare sulla quantità, ma è importante mantenere la corretta identità.

Un buon vino si fa a partire dalla terra: è per questo motivo che negli ultimi anni Marjan ha implementato il numero di lavoratori in campo. Si crea in azienda tutto il compost utilizzato, si estirpano le erbe infestanti esclusivamente con mezzi meccanici e si mantiene l’habitat perfetto per le specie che vivono in simbiosi con la vite.

L’equilibrio nel campo permette di ottenere un frutto più stabile allo stress e alle temperature. Permette di ottenere vini più eleganti, con maggiore persistenza e con una buona sapidità. Per arrivare al prodotto attuale, Marjan ha investito sulle persone, sul lavoro e sulle idee.

Non ama definirsi produttore naturale: l’unico modo per produrre grandi uve, a suo parere, è lavorare seguendo la natura. Fa parte del suo essere; non è solamente una questione di marketing. Crede nella sua terra, nella magia dei suoi colli e nello sguardo alla tradizione: «Crediamo che questa storia si versi in ogni bicchiere del nostro vino».

vini simcic

Il nonno gli ha insegnato gran parte del suo sapere, ma il suo vero maestro è stato il padre…

«Mio nonno è stato il primo della famiglia a portare i nostri vini su altri mercati. Sono stato fortunato a conoscerlo, mi ha insegnato molto. Ma il vero maestro è stato mio padre. Quando sono entrato in azienda ero un ventenne pieno di idee; lui non mi ha mai frenato. Io volevo cambiare ogni cosa, ma siamo riusciti a trovare un equilibrio perfetto. Per 28 anni abbiamo lavorato in completa simbiosi. Ora non è più con me, ma avrei ancora molte domande da fargli».

In queste parole Mirjan racchiude tutta la filosofia dell’azienda: la tradizione, la famiglia e la voglia continua di esprimersi e di mettersi in gioco. Il vino che producono è cultura: è una persona, la sua storia e il suo territorio di origine.

 

 

 

 

immagini da simcic.sl