Tenuta Prima Pietra, l’avventura di Massimo Ferragamo sulla costa toscana

RiparbellaIl territorio del Comune di Riparbella, dal punto di vista enologico, è una delle zone più promettenti di tutta la Provincia di Pisa. Qui risiedono ed hanno i propri vigneti alcune delle migliori aziende pisane. Siamo nella valle del fiume Cecina, nella sua parte finale, a pochi chilometri dal mare di Toscana che si staglia sullo sfondo con il corollario delle isole del suo arcipelago. La caratteristica principale è che in pochi chilometri si va dal livello del fiume, pochi metri sopra il livello del mare, fino ad oltre 500 metri di altezza. I terreni sono variegati, alluvionali nella parte bassa, di origine marina, ricchi di argilla man mano che si sale di livello, fino ad una straordinaria ricchezza di minerali ferrosi e roccia nella parte alta. Ed è qui, nella parte più alta che Massimo Ferragamo, con tanto intuito, o forse un po’ di fortuna, sicuramente affascinato dal meraviglioso panorama, nel 2002 acquistò 200 ettari di terreno.

Tenuta prima pietraIl vigneto, presto impiantato, è in un corpo unico, esposto a sud-sud/ovest, guarda la costa e beneficia, di giorno, delle brezze estive che da lì arrivano e di notte della fresca aria che scende dal colle di Nocolino. Forte escursione termica importante per sviluppare e preservare i profumi primari dell’uva. Allevato a Guyot, dal 2016 beneficia della certificazione biologica anche se, in realtà, la conduzione è secondo i dettami della biodinamica. Circa il 50 per cento è merlot, con la restante superficie divisa fra cabernet sauvignon, franc e petit verdot.

In estate scorsa è finito il restauro del vecchio Casale presente nella Tenuta ed è stata inaugurata la piccola ma funzionale e moderna cantina di produzione. Al suo interno tini in cemento per le fermentazioni e barrique per l’affinamento. Al momento si producono due IGT per un totale di 40.000 bottiglie.

Durante la nostra visita abbiamo assaggiato le ultime due annate in commercio dei vini prodotti.

Botte prima pietraPrima Pietra 2016: (50% merlot, 30% cabernet sauvignon, 10% franc, 10% petit verdot, 45 euro) Vinificato con lieviti autoctoni in acciaio e cemento, affinato separatamente per 10 mesi in barrique, nuove per metà. Assemblato e ancora 8 mesi in legno piccolo. Si presenta con profumi complessi, variegati, in cui predomina il frutto maturo, ben amalgamato con la precisa speziatura del legno. In bocca entra deciso, ben sorretto dal nerbo acido e dal tannino grasso che lo accompagna nel finale lungo e succoso. Al momento ancora giovane.

Prima Pietra 2015: Più concentrato e denso, il frutto sfocia nella confettura e la parte speziata ha maggiore caratterizzazione. Pieno e largo ha base morbida con alcol in evidenza, finale caldo ma ricco di gusto.

Per Massimo 2016: (85% cabernet sauvignon, 15% franc, 200 euro) Vino prodotto in poche migliaia di bottiglie con un prezzo proibitivo per i comuni mortali, rispecchia le aspettative del suo produttore di cui porta anche il nome. Da una serrata selezione delle migliori uve aziendali fa 18 mesi di legno nuovo. In questa annata, una delle migliori degli anni duemila in Toscana, esprime tutto il suo potenziale. Ampio, sfaccettato, unisce un frutto nitido e ben calibrato alla ricchezza delle sfumature di tabacco da sigaro e macchia mediterranea. La bocca è tesa, progressiva, profonda, che allunga in verticale per un vino che riesce a raccontare nella pienezza la ricchezza del territorio da cui nasce.

Per Massimo 2015: più materico e concentrato del precedente, confettura di more e prugne che apre su toni di cuoio e chiodi di garofano. E’ pieno a appagante, tannino docile e ricco con finale lungo e rotondo.