Tanti auguri Badia di Morrona! 80 anni portati alla grande

Si festeggia in questi giorni l’ottantesimo compleanno dell’azienda Badia Di Morrona, azienda Agricola a tutto tondo situata sulle Colline Pisane. Era infatti il 1939 quando Italo e Mario Gaslini, genovesi, della storica famiglia fondatrice del famoso Ospedale pediatrico, decisero di investire nel settore agricolo e approdarono su queste terre acquistando metà della proprietà di questa storica Badia. Solo negli anni 80 riuscirono ad acquisire anche la seconda metà unificando la proprietà, arrivata nel frattempo a circa 400 ettari. Azienda tradizionale sullo stile delle Fattorie Toscane con produzione di vino, olio, seminativo e molta superficie ricoperta dal bosco.

La Badia ha una storia millenaria e la sua origine risale al XII secolo quando ne presero la conduzione i monaci Camaldolesi, che iniziarono la costruzione del monastero tutt’ora esistente. Nel corso dei secoli vide accrescere le sue proprietà e con esse la sua importanza e valenza politica, fino all’unificazione d’Italia, quando venne espropriata e venduta a privati. Nel corso dei secoli è rimasta ben conservata e adesso, sapientemente restaurata, è sede dell’azienda agricola.

 

In questo scorcio del 2019 sono ottanta anni di proprietà della Famiglia Gaslini che ha voluto festeggiare l’evento con due verticali dedicate ai due vini simbolo della rinascita qualitativa della produzione vinicola. Alla fine degli anni 80, a causa della crisi del comparto vinicolo, la proprietà fu costretta a fare scelte coraggiose e invece di espiantare le vigne come fecero, purtroppo, molte aziende limitrofe, decisero di puntare con decisione al miglioramento della qualità, con investimenti consistenti. Furono rinnovati i vecchi vigneti aziendali con una attenta selezione massale dei vecchi cloni, furono reimpiantati i vitigni tradizionali toscani con il sangiovese in primis, poi furono messi a dimora anche vitigni internazionali come il Cabernet e il Merlot, fino ad arrivare, nel tempo, ai 110 ettari di oggi. Una azienda moderna ma che guarda con rispetto e attenzione al territorio di appartenenza, ne esprime al meglio il carattere attraverso i suoi vini. Con il massimo impegno nel contenimento dell’impatto ambientale attraverso produzioni di energia fotovoltaica e con pratiche agronomiche virtuose.

Ma arriviamo ai vini assaggiati che attraversavano la storia aziendale dagli anni 90 fino ai giorni nostri.

VIGN’ALTA, in assaggio le annate 1997, 1998, 1999, 2000, 2011, 2013, 2015 e 2016.

Primo anno di produzione 1992, da una attenta selezione delle migliori uve di una vigna posizionata nella parte più alta della proprietà, da lì il nome. Vigna molto vecchia risalente agli anni 60, poi reimpiantata con nuovi cloni, sempre di sangiovese, nel 2002.

Naturalmente la degustazione era nettamente divisa in due parti, la prima con le annate degli anni 90, vigne molto vecchie e pratiche enologiche di moda in quegli anni, con maturazioni ed estrazioni spinte e uso dei legni piccoli, in buona percentuale nuovi. Tutti i vini, occorre dire, sono ancora in buona forma e riescono ad esprimere una bella beva, anche se, naturalmente completamente su toni terziari. A dimostrazione che anche in questa parte della Toscana il Sangiovese da vigne di buona età e su terreni adatti riesce a conservare la sua caratteristica longevità.

La migliore delle quattro annate è stata sicuramente la 1997, andamento climatico senza eccessi, ha conservato eleganza e giusto equilibrio, una beva distesa e ancora ricca e soddisfacente. Più calde, con maggiore evoluzione anche se ancora godibili le altre tre vecchie annate.

Il secondo quartetto nasce dalla vigna reimpiantata nel 2002, con sesti più stretti, e con criteri più moderni. Anche in cantina maggiore attenzione alla materia prima con un uso dei legni più leggero e mirato. A noi è piaciuta particolarmente la 2011, forse perché vive adesso il suo momento migliore, si è presentata dai profumi complessi e sfaccettati, nitidi, ancora su frutti maturi. Ha bella struttura, ben bilanciata

dall’acidità e sapidità che gli danno slancio e finale succoso. A seguire la 2016, figlia dell’annata perfetta dal punto di vista climatico, ancora giovane già si presenta con esuberanza e potenza, in leggero debito di equilibrio che sicuramente troverà nel tempo.

Il secondo vino in assaggio è il N’ANTIA, con le annate 1997, 1998, 1999, 2005, 2010, 2013, 2015, 2016. Prima vendemmia 1992, vero e proprio Supertuscan, secondo la moda imperante di quegli anni, servita, però, a far meglio conoscere il vino toscano nel resto del mondo. Uvaggio di Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Merlot, basse rese a pianta e uso della barrique. Dal 2004 è stato sostituito il sangiovese con il Cabernet Franc. Vino diverso dal Vign’alta per concezione e stile, incentrato sulla potenza e concentrazione del frutto, ha resistito meno del fratello al passare del tempo, maggiore evoluzione e minore corrispondenza al territorio. Delle prime quattro annate la migliore ci è sembrata la 2005, ancora ben espressa, ha carattere opulento e ricco di struttura, grasso, marcato dal merlot, non manca però di avvolgere il palato con piacevole freschezza e buona profondità.

Delle quattro annate più giovani, molto buona la 2010, con il frutto ben integrato dalla speziatura del legno, ricca di volume, piacevole espressività, senza indugiare in troppo manierismo. Al pari, ma in prospettiva sicuramente migliore, l’ultima, la 2016. Ha naso ricco e ben calibrato con il ribes e mora in evidenza, all’assaggio è ampio e si allunga deciso, il tannino è docile e maturo, lo conduce verso un finale lungo e denso.

Sicuramente una delle migliori realtà delle Colline Pisane e di tutta la Provincia, esempio di rispetto della terra e dell’ambiente che la circonda. Si produce anche un ottimo olio nel frantoio aziendale. I foraggi prodotti sono utilizzati per alimentare gli animali della Riserva di Caccia situata nei boschi di proprietà. Non manca la parte turistico-ricettiva con 120 posti letto ricavati dagli antichi casali restaurati e una moderna osteria con prodotti a chilometri zero. Tanti buoni motivi per trascorrervi qualche giorno in completo relax.