SWF2024: Rigenerare il suolo per assicurarci un futuro!

È ufficialmente partito il conto alla rovescia per l’edizione 2024 della Slow Wine Fair. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento a Milano, è stato annunciato il tema portante, la rigenerazione del suolo.

A prima vista, verrebbe da chiedersi che senso abbia dedicare una grande fiera internazionale sul vino alla salute e alla rigenerazione del suolo. Ma questo è solo un pensiero superficiale: da veri appassionati di vino sappiamo che senza il terreno banalmente non potremmo bere – e mangiare tanto più – nulla. In più il liquido caro a Bacco modifica il proprio sapore e si connota in modo differente in forza del suolo in cui la vite affonda le proprie radici.

Il suolo è uno dei tre elementi chiave del concetto di terroir (oltre al clima e all’uomo): nei primi 30 centimetri di terra si conserva il 30% di tutta la biodiversità terrestre, un universo di simbiosi e interrelazione tra microrganismi, funghi e radici che consente alle viti di esprimere aromi specifici esclusivi. Ma il suolo è in grande pericolo: l’emergenza ambientale che lo riguarda è fra le più sottovalutate.

Il 70% di tutti i suoli europei è in uno stato di cattiva salute a causa delle attuali pratiche di gestione, dell’inquinamento, dell’urbanizzazione e degli effetti del cambiamento climatico. Anche l’agricoltura ha le sue responsabilità: pratiche scriteriate e monocolture intensive hanno accelerato il fenomeno del degrado e dell’erosione quando, invece, il ruolo naturale dell’agricoltura dovrebbe essere quello di restituire al terreno ricchezza e fertilità biologica.

La rigenerazione del suolo, una priorità inderogabile

Il suolo, come il cibo, deve essere considerato un diritto da garantire a tutti, invece che una merce di scambio che sempre più spesso trasforma terreni agricoli e naturali in aree artificiali. Per questi motivi con la Slow Wine Fair 2024 chiederemo che venga assicurato a tutti il diritto a un suolo “sano da bere”, “da coltivare”, “da abitare” e “sano da vivere”.

Abbiamo il compito di lanciare un messaggio forte e chiaro: se il vino viene visto come semplice bevanda e commodity è giusto che venga messo alla berlina per i suoi effetti sulla salute umana; al contrario se la sua produzione, attraverso un sistema virtuoso della coltivazione delle uve, contribuisce a rivoluzionare il sistema agricolo, allora potrà davvero rivestire un ruolo propulsore nel cambiamento che auspichiamo.

La gestione dei terreni collinari – con i drammatici eventi legati al cambiamento climatico, che si ripetono con una ciclicità impressionante – pongono il vignaiolo in una posizione di grande responsabilità, ma anche di importanza per il ruolo sociale che riveste e che in futuro rivestirà con sempre più insistenza. Discutere di questi temi non solo è essenziale per chi ama il vino, ma è assolutamente strategico se abbiamo a cuore il suo futuro.

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Questo articolo è apparso nel Numero #5 della nuova Newsletter Slow Wine, per chi ama il vino buono pulito e giusto.
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