Superpink o SuperRosa: chiamateli come volete, comunque ne abbiamo parecchi di molto buoni!

Il titolo – Superpink – l’avevo in mente da un po’, da quando abbiamo cominciato, nel mese di maggio, a proporre articoli e resoconti di degustazioni sulle principali zone italiane di produzione di vini rosa.

Poi ho visto che sul sito doctorwine.it Daniele Cernilli mi ha preceduto con un articolo simile a questo che sto scrivendo; ma soprattutto ha titolato il suo pezzo per l’appunto “Superpink”. E così, giusto per non creare confusione, ho modificato il termine in SuperRosa.

Non è cambiato però il senso e la traccia di quanto volevo scrivere, ovvero che in Italia – in particolare nelle regioni che citavo prima, quelle che hanno una lunga tradizione di produzione di vini rosa – sono sorte da qualche tempo alcune etichette di vini rosa decisamente importanti e molto buone, che si distaccano per concezione e qualità dalle tante altre prodotte in quei territori.

Sono vini nati da un ragionamento molto semplice ma non facile da perseguire, che potremmo sintetizzare così: pensiamo e realizziamo un vino rosa come se fosse un rosso (o un bianco) importante, non limitandoci a fare un buon vino d’annata, fresco e gustoso, simile ai tanti che si trovano in giro; un vino rosa spesso affinato in cantina per tempi lunghi, che esce in commercio a più di un anno dalla vendemmia (e non pochi mesi dopo, come succede in genere per la gran parte delle etichette di vini rosa…). Un vino, infine, che nell’affinamento spesso “conosce il legno”, ovvero sosta in contenitori (grandi o piccoli) di rovere invece che iniziare e completare la sua evoluzione solamente nelle vasche d’acciaio.

In definitiva questi SuperRosa o Superpink sono vini di alto profilo qualitativo e, in genere, anche di costo (moderatamente) elevato. Ricalcano in un qualche modo la tradizione francese – soprattutto della Provenza, ma anche delle regioni limitrofe – che vede le aziende proporre non una ma almeno due, e a volte anche tre, etichette di vino rosa nel proprio catalogo, con una differenza ovvia di qualità e di prezzo. In testa c’è il Superpink della cantina.

Non so se vi abbiamo incuriosito, comunque sia vi segnaliamo alcune delle migliori etichette di SuperRosa in circolazione, procedendo da nord a sud!

La zona del lago di Garda propone il Chiaretto di Bardolino Classico Gaudenzia di Villa Cordevigo e il Chiaretto di Bardolino Classico In Anfora di Zeni 1870, che abbiamo recensito in questo post (clicca qui per leggerlo).

In Abruzzo abbiamo il fantastico e profondissimo Cerasuolo d’Abruzzo Piè delle Vigne di Cataldi Madonna (che abbiamo recensito in quest’altro post – clicca qui per leggerlo); della stessa tipologia andrebbero segnalati anche i Cerasuolo d’Abruzzo 2019 di Valentini, di Emidio Pepe e di Presidium, anche se non sono “l’etichetta di punta” della cantina ma l’unica etichetta di Cerasuolo prodotta.

In Salento da tempo sono ricercati e apprezzati il Mazzì di Rosa del Golfo, il Cerasa e il Mjere Rosato Selezione Limitata di Michele Calò & Figli e il 18 Fanali di Appollonio.