Una stampa innovativa che piace all’ambiente, intervista a Michele Giordano di Decolab

Anche la stampa di un’etichetta con tecnologie innovative può ridurre sensibilmente l’impatto ambientale. Ne abbiamo parlato con Michele Giordano, titolare di Decolab.

C’è tanto (ancora) da fare per cambiare il vino, e l’esperienza della Slow Wine Coalition ci dice che possono farsi scelte importanti anche nella fase che precede la commercializzazione. Quello della realizzazione del packaging è, infatti, un momento particolarmente delicato, soltanto in apparenza slegato dai discorsi sulla sostenibilità che tanto ci stanno a cuore.

«Il murales all’interno del nostro showroom di Costigliole d’Asti, realizzato dall’artista torinese Max Petrone, racconta bene quello che facciamo e soprattutto come lo facciamo: lavoriamo il vetro per decorarlo e cerchiamo di farlo creando opere uniche, nella considerazione che la veste grafica ha un’importanza sempre maggiore e l’emozione visiva è la prima che guida nella scelta tra una moltitudine di prodotti».

Decolab
Michele Giordano e la moglie Francesca Girardi con l’artista Max Petrone (al centro)

Michele Giordano, 42enne astigiano, ha fondato Decolab nel 2020: «c’era l’esigenza di creare un marchio commerciale nuovo per differenziare l’offerta relativa al vetro per il mondo del food&beverage rispetto alla storica attività della nostra azienda Sib Italy, da 12 anni specializzata nella produzione e nella vendita di film transfer per la decorazione di pelli e tessuti a livello industriale. India, Sud America, Sud-est asiatico, Spagna (giusto per citare i mercati principali): distribuiamo in tutto il mondo bobine di materiale destinato a essere trasferito su pelle e tessuti».

Da pelle e tessuti al vetro. «Abbiamo investito per introdurre anche in Italia una tecnologia già presente in altri Paesi europei (e non solo), attraverso cui è possibile “disegnare” l’etichetta direttamente sulla bottiglia anche piena». Nel caso della serigrafia UV, infatti, l’asciugatura dell’inchiostro applicato sul vetro avviene mediante una lampada a ultravioletti. «Un’innovazione che ci ha consentito di lavorare anche sulle bottiglie piene, cosa impossibile da realizzare prima, dovendosi necessariamente prevedere l’asciugatura dell’inchiostro sulla bottiglia in forno per tre quarti d’ora a circa 600 gradi».

“Less paper, less plastic, more Decolab”, ama ripetere Michele. «In questo motto ci sono indicazioni importanti sulla nostra visione imprenditoriale legata al mondo del food&beverage e, in particolare, del vino: abbiamo intrapreso ormai da alcuni anni un percorso di sostenibilità, sia dal punto di vista energetico che ambientale; siamo costantemente impegnati nella riduzione dei consumi e degli sprechi, e per la maggior parte dell’energia, di giorno, utilizziamo un impianto fotovoltaico da 50 kw. La stessa moderna macchina per la serigrafia UV ha una potenza a pieno carico di 20 kw: in fin dei conti fa movimenti meccanici semplici ed è ovviamente dotata di una lampada a raggi UV».

Non solo, c’è un ulteriore effetto positivo che scaturisce dalla tecnologia utilizzata. «La serigrafia sulla bottiglia piena consente certamente di evitare gli sprechi che ci sono, ma quasi mai si vedono, nella realizzazione del packaging: non c’è il supporto cartaceo su cui sono attaccati gli sticker, non ci sono bobine da smaltire, non c’è carta né plastica. Soprattutto, la possibilità di stampare direttamente sulla bottiglia piena evita un sacco di grattacapi al produttore, che quando si rivolge a noi per l’etichetta è ormai in possesso di tutte le informazioni obbligatorie da inserire: il grado alcolico, oppure il lotto, per esempio. Non ci sono pericoli di alterazioni per il contenuto delle bottiglie dovute alla stampa (analisi di laboratorio alla mano) ed essendo stampate piene il vetro mantiene la sterilità della vetreria prima dell’imbottigliamento; inoltre, una volta stampate, pensiamo noi a inscatolare e le bottiglie arrivano così già imbancalate finite al cliente».

Una tecnologia all’avanguardia, insomma, che si sta rapidamente diffondendo in Italia, anche al di fuori del Piemonte, e rappresenta un’ulteriore, interessante soluzione per realizzare packaging di minor impatto, consentendo un significativo risparmio nel consumo delle materie prime.