Slow Wine Scouting – Tenuta Monterosola (Toscana)

La rubrica SLOW WINE SCOUTING nasce per soddisfare un’esigenza molto semplice. 

Questi sono i mesi in cui effettuiamo la maggior parte delle visite alle aziende per la redazione di Slow Wine 2020; oltre a ritornare nelle cantine già presenti nelle passate edizioni della guida andiamo a visitare anche nuove realtà, scovate setacciando a fondo i vari territori vitivinicoli d’Italia, che ci piacciono parecchio ma che per vari motivi non riusciamo a inserire in guida.

Spesso anche solo perché non c’è posto, e quindi poniamo queste aziende “in osservazione” prima di operare delle sostituzioni.

In molti casi però si tratta di aziende che meriterebbero davvero di essere conosciute e valorizzate, e allora cominciamo a farlo segnalandone una a settimana all’interno di questa rubrica, con la pubblicazione di una scheda simile a quelle redatte per la guida.

Poi, forse, troverete queste aziende anche in Slow Wine 2020… staremo a vedere!

Redazione Slow Wine

 

 

TENUTA MONTEROSOLA

Podere La Rosola 27

56048 Volterra

Tel. 058835062

info@monterosola.com

 

VITA

Ci vogliono una buona dose di incoscienza e di coraggio per impiantare 25 ettari di vigne dove storicamente la vigna non c’è mai stata e dove, a vista d ‘occhio, tutt’intorno, non si vedono filari e nemmeno olivi. E’ vero che forse nel dopoguerra queste colture qui esistevano e che la gelata della Primavera del 1956 le estirpò senza pietà, costringendo i mezzadri dei vari poderi ad emigrare altrove. Sicuramente i coniugi Bengt ed Ewa Thomaeus, non si sono preoccupati più di tanto, quando nel 2013 hanno visto per la prima volta questi colli fra Volterra e Colle Val D’Elsa e se ne sono innamorati perdutamente. Hanno lasciato la loro terra di origine, la Svezia, e si sono trasferiti in queste terre per realizzare il loro sogno di una vita, vivere in Toscana e produrre del buon vino. Nel 2013 hanno acquistato i primi 7,5 ettari della tenuta e pian piano l’hanno ampliata fino ad arrivare ai 124 di oggi.

 

VIGNE

Nel nucleo originario hanno trovato una piccola vigna di circa 1,8 ettari impiantati dai vecchi proprietari nel 2003, nel 2015 nuovi impianti per arrivare agli 11 ettari attualmente in produzione e poi ancora fino a raggiungere l’obiettivo dei 25 totali. Siamo a oltre 400 metri di altezza e sullo sfondo in direzione ovest, nelle belle giornate invernali si riesce a scorgere la sagoma della Corsica. I venti marini si incanalano lungo la valle del fiume Cecina e riescono a portare un po’ di calore in inverno e aria fresca in estate. I terreni sono ricchi di argilla, con scheletro e pietra in profondità. La presenza di fossili marini a tradire la loro origine marina. E’ stata fatta fin da subito la scelta di non usare la chimica in vigna ma solo prodotti biologici, privilegiando il vitigno principe della regione il Sangiovese, con l’ausilio di Cabernet Sauvignon e Franc e l’aggiunta di Syrah. Per le uve a bacca bianca, Vermentino e Grechetto con l’inusuale Incrocio Manzoni. Per la nuova cantina, inaugurata in questi giorni, si sono affidati allo Studio Prati e Chierici di Volterra che dopo un lungo studio sulle linee tradizionali degli edifici storici del territorio, hanno partorito un ambizioso progetto di un edificio che richiama le antiche torri fortilizie, che dagli etruschi al medioevo, hanno costellato queste colline. Al centro un porticato che invece richiama i conventi della città di Volterra. Pieno rispetto del paesaggio e dell’ambiente essendo completamente autonoma dal punto di vista energetico, con pannelli fotovoltaici sul tetto e pompe di calore che sfruttano l’energia geotermica a bassa intensità del sottosuolo.

                                                                              VINI

Le prime vinificazioni sono del 2013 con le uve della vigna vecchia, dal 2018 la prima vendemmia dei nuovi impianti, tutti allevati rigorosamente a guyot. Abbiamo assaggiato le ultime annate prodotte e i vini, seppur con qualche durezza e spigolatura di troppo hanno dimostrato carattere e buone potenzialità evolutive. Queste le annate che ci sono piaciute di più. Crescendo 2015 (sangiovese) si esprime all’olfatto con buona sfaccettatura giocata su toni di frutto maturo e fine speziatura dolce, ben amalgamato ha scorrevolezza e gusto, arricchito da tannino presente ma succoso. Canto Della Civetta 2016 (Merlot) materia docile, con buona matrice fresca, non sovrastato dal legno, ha buon allungo sapido che lo ingentilisce nel finale. Indomito 2013 (Syrah, Cabernet Sauvignon) in piena forma, ancora vivo e scattante ha naso ricco e ben espresso fra note di mora e cassis con rimandi al cuoio e tabacco. Propulsivo e dalla crescita verticale, con tannino ben risolto che lo arricchisce nel finale. Bell’esempio di Supertuscan. Abbiamo assaggiato anche un campione da botte di Cabernet Franc dell’annata 2018 che ci ha stupito per la sua freschezza e ricchezza di gusto, sapido e ben dosato nonostante l’estrema giovinezza, un segnale positivo per il futuro di questa azienda che farà sicuramente parlare di sè nel prossimo futuro