Slow Wine Scouting – Oasi Bellaluce (Marche)

La rubrica SLOW WINE SCOUTING nasce per soddisfare un’esigenza molto semplice. 

Questi sono i mesi in cui effettuiamo la maggior parte delle visite alle aziende per la redazione di Slow Wine 2020; oltre a ritornare nelle cantine già presenti nelle passate edizioni della guida andiamo a visitare anche nuove realtà, scovate setacciando a fondo i vari territori vitivinicoli d’Italia, che ci piacciono parecchio ma che per vari motivi non riusciamo a inserire in guida.

Spesso anche solo perché non c’è posto, e quindi poniamo queste aziende “in osservazione” prima di operare delle sostituzioni.

In molti casi però si tratta di aziende che meriterebbero davvero di essere conosciute e valorizzate, e allora cominciamo a farlo segnalandone una a settimana all’interno di questa rubrica, con la pubblicazione di una scheda simile a quelle redatte per la guida.

Poi, forse, troverete queste aziende anche in Slow Wine 2020… staremo a vedere!

Redazione Slow Wine

 

 

OASI BELLALUCE  di Elio Savelli

Sant’Andrea di Suasa

61040 Mondavio (PU)

Tel. +39 335 446561

info@eliosavelli.it

 

 

VITA

Girare le vigne a bordo di una jeep Ford 1941 tra le prime 1500 prodotte e protagonista dello sbarco di Anzio è sicuramente emozionante, ma parlare con Elio Savelli – Eliaccio per gli amici – anfitrione di Castel Suasa lo è ancora di più.

Geometra di professione, ma appassionato di auto d’epoca e vigne, spazia da un argomento all’altro con abilità e maestria, raccontando episodi di vinificazione e progetti futuri.

Il suo è un percorso vitivinicolo storico ma mai pubblicizzato e conosciuto a fondo. Inizia nel 1920 con la famiglia che vendeva vino bianco in damigiane e serviva le osterie della zona, poi l’arrivo di Elio che introduce il rosso e inizia la vinificazione per la bottiglia.  All’interno di questa piccola realtà anche un museo di trattori e attrezzi della vita contadina magnificamente restaurati in proprio e ancora funzionanti.

 

VIGNE

Cinque ettari vitati su 40 di proprietà di cui gran parte a seminativi, oltre a piante da frutto e uliveto. Siamo a Sant’Andrea di Suasa – Mondavio , alta valle del Cesano, in un contesto ambientale ancora integro e verde. Su suoli a componente argillosa e sabbiosa, esposti a sud est e ventilati da correnti marine, crescono un mix di uve, malvasia, passerina, trebbiano, pecorino  montepulciano, sangiovese (con alcune vigne che rasentano anche i 100 anni di età) e un piccolo vigneto con varietà antiche non conosciute.

Suoli biologici ante litteram, ci racconta Elio, perché non hanno mai visto la chimica. Difatti si attuano concimazioni con favino interrato, rame e zolfo, trattamenti a base di propoli e null’altro.

 

VINI

La passione di Elio, si traduce in metodi di lavoro alquanto “inusuali” con fermentazioni tradizionali, per i rossi due anni di affinamento in botte e poi “almeno” due anni di bottiglia. E non si direbbe, vedendo la semplicità del lavoro, che certi vini dopo 8/10 anni siano ancora perfettamente integri. Il bianco Bellaluce – da uve malvasia, pecorino, trebbiano – e il rosso Castel Suasa, da montepulciano, sangiovese, merlot e altre uve rosse. Abbiamo assaggiato una estesa verticale, riassumiano le annate più interessanti

 

Bellaluce 2016

Il primo anno di consulenza di Roberto Potentini, si traduce in eleganza, coesione gustativa e compostezza aromatica.

 

Castel Suasa 2011 – annata corrente

Naso fresco, tanto frutto, tannino uniforme anche se l’alcol ne addolcisce il tratto

 

Castel Suasa 2010

La piacevole austerità si esprime con note di tabacco e goudron che affiancano il frutto e con un profilo gustativo teso, asciutto, sapido e ben composto.

 

Castel Suasa 2009

Equilibrato e ampio, è più avvolgente e meno teso del 2010. Liquerizia, erbette, tabacco fanno da contraltare ad un manto fruttato molto presente ed equilibrato.

 

Castel Suasa 2004

Naso elegantissimo, con erbette aromatiche e frutto croccante, il tannino è vivo ma sostenuto dalla struttura coesa e da una viva acidità. Grande ricchezza e ottima evoluzione.