Slow Wine Scouting – Cortenera (Veneto)

I mesi primaverili ed estivi sono quelli in cui effettuiamo la maggior parte delle visite alle aziende per la redazione di Slow Wine; oltre a ritornare nelle cantine già presenti nelle passate edizioni della guida andiamo a visitare anche nuove realtà, scovate setacciando a fondo i vari territori vitivinicoli d’Italia, che ci piacciono parecchio ma che per vari motivi non riusciamo a inserire in guida.

Spesso anche solo perché non c’è posto, e quindi poniamo queste aziende “in osservazione” prima di operare delle sostituzioni.

In molti casi però si tratta di aziende che meriterebbero davvero di essere conosciute e valorizzate, e allora abbiamo cominciato a farlo segnalandone una a settimana all’interno di questa rubrica, con la pubblicazione di una scheda simile a quelle redatte per la guida.

Redazione Slow Wine

 

CORTENERA

Via San Marco, 41

Gambellara (VI)

+39 0444 1787372

info@cortenera.it

 

 

VITA

Si sale da Gambellara, in provincia di Vicenza, su per le colline del Monte San Marco e si arriva in una piccola corte davanti ad una casetta ben tenuta, con una poiana che ti sorvola la testa, salvo poi, piano piano, accorgersi che c’è dell’altro nei cinque ettari recuperati all’abbandono. La passione per il vino, di un industriale del settore della trasformazione delle pelli, fa nascere questa azienda nel 2012 e poi la cantina nel 2013, non con l’arroganza di chi può, ma con l’umiltà di chi vuole fare bene veramente.

La relazione con il mondo del vino della famiglia Ferrari è antica, ci sono tracce che risalgono al 1400 e, poi, via via, negli anni notizie di vigneti nei documenti e nelle vecchie foto. Gianluca Ferrari ha voluto riprendere “il tesoro” di famiglia investendo qui quanto prodotto nell’altra attività. È solo un ritorno alle origini insomma, convinto del valore e delle potenzialità di questo territorio.

 

VIGNE

Siamo nei Monti Lessini e lo sguardo va subito alle colline di fronte alla cantina, con le viti a pergola trentina per la durella, con alcune vigne vecchie anche di 50 anni. Simbiosi con il paesaggio sorprendente, l’antico contesto geologico di origine vulcanica lo si vede sotto i piedi che calpestano ciottoli di basalto, tutto nero, ripreso poi nella costruzione della cantina, la cui struttura assomiglia proprio ad un pezzo di basalto per forma e colore. A poca distanza gli affioramenti di basalti colonnare e la cava San Marco, una delle sei cave di questo tipo presenti in tutto il mondo. E anche i vigneti sono li, sui tufi basaltici terrosi collinari di origine vulcanica, alternandosi agli ulivi.

 

VINI

La prima annata è uscita a Natale 2016, un po’ come una natività, delle vendemmie 2012 e 2013. Esclusivamente spumanti Metodo Classico, per ora, dal nome evocativo “Cortenera, da uve durella e garganega e poi tanta attesa, per il Durello minimo 36 mesi. Le etichette sono tre: bianca, verde e marrone, assaggiati tutti e tre (e prima ancora le vasche dell’annata). Utilizzo molto attento della feccia nobile, batonage fino a febbraio, limitato l’utilizzo del legno, residui zuccherini minimi.

L’etichetta bianca identifica l’Extra Brut 2013, che esprime bene la florealità delle garganega (a cui si aggiunge un 10% di durella), vigneto Campo del Topia, dritto e teso in bocca, nonostante i suoi 36 mesi e ne avrà ancora per un bel po’ di evoluzione. L’etichetta marrone invece è riservata alla Cuveé Ginevra Extra Brut 2012, dedicata alla figlia di Gianluca, da pergoletta trentina di garganega, viti di 30 anni in Campo del Prete, 40 mesi di affinamento che gli fanno proprio bene, invitante al naso, dominante la nota citrinica, più scontroso in bocca, tanta personalità.

E poi, infine, l’etichetta verde, indimenticabile, che veste un Extra Brut 2012, 50 mesi di attesa sui lieviti, dal perlage finissimo che tiene la freschezza anche nel tempo, complesso senza esagerare nell’insieme tropicale, armonico, raffinato, inconfondibili le caratteristiche dell’uva da vigne di oltre 30 anni del Campo del Ferrari. Sarà interessante ricontrarlo fra cinque/sei anni, ma già ci dice tanto della potenzialità di questo metodo classico.