Si chiamano vini rosa, non vini rosati

Lo spunto per questa (ennesima) digressione sul colore dei vini – in particolare di quelli rosa – me l’ha dato un bel post pubblicato su Intravino, a firma di Nicola Cereda, dal titolo “All’anteprima del Chiaretto di Bardolino ho scoperto molte cose sui rosati”.

Spiegherò tra poco perché questo titolo, nel suo errore, mi ha colpito e destato l’impulso a scrivere queste righe. Comincio invece con una considerazione generale sul colore dei vini, che in buona parte mutuo dall’introduzione al volume pubblicato da Slow Food Editore dal titolo “I migliori 100 vini rosa d’Italia”.

Abbiamo utilizzato, in ogni pagina di questo libro, il termine “vini rosa” e non il nome più comunemente usato per definire questi prodotti – che tutti chiamano in genere rosati – perché crediamo che il termine “rosato” sia inadeguato per due importanti motivi.

Il primo è legato alla semantica dei colori. È vero e inconfutabile che i vini rossi sono di colore rosso; qualche problema di definizione sorge con i vini bianchi, perché questi sono in genere di colore giallo e non propriamente bianco.

Comunque sia, se i rossi riportano al colore rosso, e i bianchi al colore bianco, perché i vini rosa vengono definiti rosati, quando questo termine non definisce il colore, che per tutti è rosa e non rosato (la rosa è rosa, la cravatta è rosa, l’auto è rosa, tutto è rosa se colorato di questo colore: nulla viene definito di colore rosato).

Il secondo motivo riguarda invece la confusione che si potrebbe creare quando si comprende la totalità dei vini prodotti di colore rosa: molti di questi vengono definiti in etichetta Rosati (siano essi Doc, Igt o Vini da Tavola), ma altri invece si chiamano Chiaretto, oppure Cerasuolo, perché la tradizione e la legge vigente li definisce in questo modo. Se adottassimo il termine Rosato per definire ogni vino rosa escluderemmo in sostanza queste altre denominazioni, che invece a pieno titolo entrano nel fantastico e variegato mondo dei vini rosa.

 

 

È per questo che il titolo del post di Intravino mi fatto sussultare; sarebbe stato corretto titolare “All’anteprima del Chiaretto di Bardolino ho scoperto molte cose sui VINI ROSA”, oppure “All’anteprima del Chiaretto di Bardolino ho scoperto molte cose sui CHIARETTO”, ma non “All’anteprima del Chiaretto di Bardolino ho scoperto molte cose sui ROSATI” che sono vini senza dubbio di colore rosa ma completamente diversi dai Chiaretto, appartenenti ad altri territori.

 

 

NOTA DIDATTICA A MARGINE:

Qui di seguito segnaliamo cinque termini che potete trovare impressi sulle etichette dei vini rosa.

CERASUOLO

Identifica principalmente la Doc Cerasuolo d’Abruzzo, la prima in Italia ad essere stata riservata esclusivamente a vini rosa. Il termine compare anche in un’altra denominazione, quella siciliana del Cerasuolo di Vittoria, che però è interamente dedicata ai vini rossi. Deriva dal termine latino cerasum, ciliegia, ovviamente riferito al particolare colore del vino.

CHIARETTO

È il termine con cui vengono definiti dai rispettivi disciplinari di produzione i principali vini rosa dell’Italia settentrionale, e più nello specifico quelli provenienti dai territori del lago di Garda e dal Monferrato. Il nome descrive il colore chiaro del vino. Non va confuso con la tipologia Clairet della regione di Bordeaux – che identifica vini rossi dal colore rubino chiaro – né con il termine claret, con cui nel Regno Unito si definiscono storicamente i rossi di Bordeaux.

KRETZER

Viene utilizzato in Alto Adige e nel Trentino per identificare la versione in rosa del Lagrein. Deriva dal termine kretze, che identifica il cestone di vimini che i contadini locali utilizzavano per sgrondare l’uva pigiata ottenendone un vino di colore tenue.

ROSATO

È il termine più generico, e più comunemente usato, che individua i vini rosa di numerose denominazioni di origine o indicazioni geografiche italiane, soprattutto nel Sud d’Italia.

ROSÉ

Termine francese con cui si descrivono i vini delle Appellation d’Origine transalpine; viene utilizzato anche in Italia – in passato in maniera molto più frequente che oggi – in genere per indicare i soli vini spumanti di colore rosa.