Riconoscimenti Slow Wine 2020: Sicilia

È tempo di bilanci, è tempo di tirare una linea e riconsiderare con uno sguardo d’insieme le 10 edizioni di Slow Wine: 10 anni sono un arco temporale sufficiente per fare un serio punto della situazione. Se ci soffermiamo a un’analisi meramente quantitativa, il saldo siciliano è indubbiamente positivo.

I produttori recensiti sono cresciuti, così come i riconoscimenti assegnati alle aziende e ai vini. Il taglio dato alla regione è stato sufficientemente chiaro sin dalla prima edizione: segmentazione dei territori, focus sui vitigni autoctoni, individuazione di un nucleo di aziende che storicamente hanno fatto e fanno da locomotiva per la conoscenza e la diffusione del vino siciliano nel mondo e che come tali meritavano e meritano un giusto tributo, spazio al mondo della cooperazione e delle cantine sociali, di quelle aziende che hanno svolto un ruolo attivo come custodi del territorio e del tessuto economico dello stesso, e infine, ma non per minore importanza, spazio al sistema dei micro, piccoli e medi produttori che sono già realtà e/o che possiedono le basi necessarie per diventare tali, e che sono i nuovi tutori di vigne e terre.

Obiettivo: raccontare una Sicilia diversa, meno patinata forse, certamente meno stereotipata, fatta di donne e uomini con i piedi ben piantati nella terra, una terra che rispettano e che non sfruttano, che desiderano tramandare alle generazioni future se possibile più viva di come l’hanno ricevuta.

Siamo stati tra i primi, se non i primi, a esaltare varietà come il catarratto e il grillo, il Marsala (quello vero) e i passiti naturali di Pantelleria. Con l’obiettivo dichiarato di ricercare territorio e fragranza, e non legno e muscoli nei Nero d’Avola e nei Perricone. Lo stesso abbiamo fatto su Frappato, Cerasuolo, Faro e Malvasia, come per i passiti di Noto e Siracusa, vini a cui, secondo noi, ancora non viene riconosciuto il giusto tributo.

Di certo non siamo stati noi a scoprire i vini etnei, ma anche qui abbiamo cercato di dare una lettura diversa soprattutto sul valore dei bianchi rispetto ai rossi, così come sui vini di Contrada, spesso e volentieri fondamentali.

La Sicilia sta puntando anche sulle bolle: è vero, si vendono ed è giusto sperimentare, ma il livello raggiunto a nostro parere non è quello riscontrabile sulle altre tipologie.

Sempre di meno, ma si continuano a fare vini con tanto legno e tanti muscoli, con sentori di vaniglia e tostature esagerate. Sono scomparsi, quanto meno dalla nostra guida, tutti i vini con improbabili combinazioni di uve a bacca rossa e bianca, che spopolavano 10 anni fa.

Per fortuna si affermano sempre di più i vini monovarietali, o con mix di uve storicamente fondati. Vi abbiamo raccontato l’assunto da cui siamo partiti e il nostro taglio, e ora vorremmo fare un cenno a come immaginiamo la Sicilia del futuro. Vorremmo meno solisti e più orchestre, più vigna e meno schiavitù da certe logiche commerciali, meno abbandono di talune zone vocate e più reddito per gli agricoltori, maggiore rispetto delle varietà e meno blend improbabili, maggiore considerazione dell’individualità dei produttori e non delle consorterie dominanti. Le vendemmie che si sono susseguite in questi anni sono apparse sempre più difficili, a causa dei cambiamenti climatici.

Siamo convinti che la sfida più importante per i nostri produttori sarà appunto questa, e che il governo di tale problematica richieda un sensibile e sostenibile cambiamento di rotta.

 

cactus bonavita

 

VINO SLOW

Altogrado, Barraco
Bianco Pomice 2018, Tenuta di Castellaro
Cerasuolo di Vittoria 2018, Gulfi
Cerasuolo di Vittoria Cl. 2016, Cos
Coccinella 2018, Aldo Viola
Etna Bianco Ante 2017, I Custodi delle Vigne dell’Etna
Etna Bianco Sup. Aurora 2018, I Vigneri
Etna Rosso 2017, Benanti
Etna Rosso A’Rina 2017, Girolamo Russo
Etna Rosso Feudo di Mezzo 2017, Calcagno
Faro 2016, Bonavita
Menfi Ammàno 2018, Cantine Barbera
Munjebel VA 2017, Frank Cornelissen
N73 Perpetuo, Vite ad Ovest
Passito di Pantelleria Ben Ryé 2016, Donnafugata
Passito di Pantelleria Decennale 2009, Ferrandes
PT 2016, Arianna Occhipinti
Sicilia Nero d’Avola Argille di Tagghia Via 2018, Centopassi
Suber 2017, Gianfranco Daino
Valledolmo Contea di Sclafani Sicilia Miano 2018, Castellucci Miano
Vecchio Samperi, Marco De Bartoli

 

GRANDE VINO

Contrada G 2017, Passopisciaro
Etna Rosso Contrada Pianodario 2016, Tasca d’Almerita
Marsala Sup. Semisecco Ambra Aegusa Ris. 1964, Florio
Monreale Catarratto Lu Bancu 2018, Feudo Disisa
Passito di Pantelleria Solidea 2016, Solidea
Sicilia Frappato Dumè 2018, Tenuta Gorghi Tondi
Sicilia Nocera 2017, Planeta
Vino Bianco Pre British Metodo Perpetuo Tradizionale, Heritage

 

VINO QUOTIDIANO

Ballerina Bianco 2018, Fiore
Berlinghieri Perricone 2017, Di Legami
Catarratto 2017, Bosco Falconeria
Eloro 2016, Curto
Etna Bianco Enrico IV 2018, Cantine Valenti
Malvasia Francangelo 2018, Punta Aria
Nero d´Avola 2018, Funaro
Per Te 2017, Fondo Antico
Sicilia Bianco d’Altura 2018, Tenute Lombardo
Sicilia Nero d’Avola Campo Reale 2018, Tenute Rapitalà
Sicilia Nero d’Avola Centuno 2016, CVA Canicattì
Sicilia Nero d’Avola Respiro 2018, Valdibella
Vittoria Frappato 2018, Poggio di Bortolone

 

 

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