Quattro salti in Mosella

 

Verticalità

 

Nei piccoli e incantevoli borghi della Mosella i tetti delle case formano angoli acuti molto pronunciati – verticali – per meglio scaricare la neve, che qui però non è poi tanto frequente. Si direbbe che l’architettura segua uno stile che non si spiega solo con la funzionalità. Le vigne affacciate sul tortuoso, ampio e navigabile fiume sono altrettanto ripide, spesso talmente scoscese – verticali –, con pendenze che arrivano al 65 per cento, da richiedere terrazzamenti; le terrazze però non sono orizzontali, limitandosi a ridurre pendenze che renderebbero impossibile anche solo restare in piedi. In queste vigne nascono vini a base di uva riesling – un numero incalcolabile di cloni – caratterizzati da una straordinaria tensione gustativa, dritti – verticali – e talmente ricchi di fascino da stordire. Sono messi in bottiglie lunghe e sottili – verticali – che richiedono casse e scaffali particolari.

 

Luce e geometria

 

Un’abbondante nevicata – insolita per la zona e per il periodo – ha ricoperto le vigne divise in tanti piccoli appezzamenti, creando uno straordinario effetto mosaico che fa pensare a un Mondrian o a un Vasarely in bianco e nero; il cielo diffonde una gloriosa luminosità che dev’essere uno dei segreti della folgorante limpidezza dei vini della Mosella. Nei villaggi le strade strette creano chiaroscuri che riecheggiano il gioco di luce nei vigneti, mentre le tante anse del fiume aggiungono alla geometria dei lati e degli angoli quella delle curve e dei cerchi: una morbidezza apparente che nasconde l’energia sotterranea del fiume, le cui piene sono tenute a bada da un sistema di chiuse e canali che crea altre geometrie. Anche in questo caso vi è un riscontro nei vini: i dolci Beerenauslese e Trockenbeerenauslese, prodigiosi nell’equilibrio tra acidità, zucchero e aromaticità, placidi in apparenza ma pronti a inondare il palato con forza inarrestabile.

 

Suolo e vino

 

Ardesia rossa, ardesia blu, ardesia grigia, ardesia nera… Kabinett, Spätlese, Auslese, Beerenauslese… Si direbbe che a ogni tipo di suolo – quasi sempre ardesia – debba corrispondere con teutonica precisione un vino specifico. Non è così, naturalmente. La Mosella sembra divertirsi a cambiare continuamente direzione, andando a sud, a nord, a est; le vigne si trovano quindi ora su una sponda ora sull’altra del fiume, in qualche tratto più ampio e in altri più stretto, con conseguente diversa luminosità, ventilazione, esposizione, pendenza: una quantità di variabili che non permette una facile classificazione, che sfida ogni sforzo di semplificazione e categorizzazione. Come i vini: un Auslese può essere decisamente dolce, mediamente dolce, non molto dolce… Un inno alla diversità e alla complessità che accresce esponenzialmente il fascino di questa regione, dei suoi abitanti e dei suoi vini.