Perché le bottiglie di vino più utilizzate misurano 0,75 litri di capacità?

Di recente ho intercettato in rete l’ennesima e ciclica discussione sul tema “perché le bottiglie di vino più utilizzate misurano 0,75 litri di capacità?”.

Ho deciso quindi di rigirarvi la questione.

Intanto una precisazione: la “istituzionalizzazione” del formato delle bottiglie in vetro è arrivata nel 1975, quando una direttiva della Comunità Europea sugli imballaggi (Dir. 75/106) decretò che il vino poteva essere messo in commercio solo in recipienti da 25 cl, 37,5 cl, 50 cl, 75 cl e poi da 1 litro o 1,5 litri (le cosiddette magnum, che vivono di questa strana dicotomia: se compri una bottiglia di vino da 1,5 lt. in enoteca si chiama magnum, se la compri al supermercato si chiama automaticamente bottiglione :-)).

Quindi in teoria i formati che si possono utilizzare per legge sono molti ma, come tutti vediamo, la bottiglia di vino che ci compare davanti è in genere (al 99,5%) da 0,75 litri. Perché questa misura così “strana”? Perché non si è imposta, per esempio, la bottiglia da un litro (cifra tonda) ma questa frazione di litro?

Le spiegazioni e le risposte a questo quesito sono varie e ci si può divertire a scoprire quale sia la più veritiera.

Una prima teoria fa dipendere tutto dalla forza polmonare degli antichi vetrai che nel Settecento cominciarono a produrre le prime bottiglie di vetro (allora si decise che erano queste il contenitore più adatto alla conservazione del vino). Sembra che questi artigiani non riuscissero a soffiare bottiglie più grandi di 65-75 cl così, visto che comunque si cercava di chiudere il vino in recipienti più grandi possibili, diventò pratica comune concentrarsi sulla produzione di contenitori da 75 cl, che divenne prassi nei decenni successivi.

Una seconda teoria invece si concentra più sulle frazioni aritmetiche che sulle motivazioni tecnico-pratiche. E fa partire tutto dalla consistente importazione di vini – all’epoca prevalentemente francesi – che gli inglesi attivarono già nel Seicento e Settecento. Come sappiamo l’unità di misura dei liquidi nei paesi anglosassoni è il gallone, che corrisponde a circa 4,5 litri (per la precisione il “gallone imperiale” equivale a 4.54609 litri): un gallone corrisponde quindi a 6 bottiglie da 0,75 litri. Per tradizione le casse per il trasporto dei liquidi alcolici contenevano 2 galloni di capacità; nelle casse di vino si decise quindi di inserire 12 bottiglie, una quantità considerata dai produttori ideale, pratica e vantaggiosa per il commercio e il trasporto. Per questo le bottiglie furono pensate – dagli stessi inglesi – da 0,75 litri. Ancora oggi le casse per il trasporto di vino nel Regno Unito e negli Stati Uniti – oltre che in gran parte del mondo – contengono 12 bottiglie (2 galloni), mentre in Italia e in pochi altri paesi si è più portati a considerare i cartoni da 6 bottiglie (1 gallone).

Una terza teoria insiste sempre sui fervidi rapporti commerciali del passato tra Francia e Regno Unito ma con un’ottica diversa: gli inglesi erano usi comprare il famoso vino di Bordeaux nelle barrique da 225 litri, vale a dire esattamente 50 galloni, corrispondenti pertanto a 300 bottiglie da 0,75 litri. Il calcolo era impostato su questa semplice equazione: un barile (o barrique) = 50 galloni = 300 bottiglie.

Restano da segnalare infine due ultime teorie che si basano su considerazioni totalmente diverse. La prima prende avvio dalla storica ricerca di un peso complessivo standard della bottiglia di vino piena (vetro + vino): si pensava in passato che la misura più efficace fosse il chilogrammo e quindi, considerando che il peso medio di una bottiglia da 0,75 litri si aggirava attorno ai 250 grammi (che sommati ai poco più di 750 grammi di peso del liquido portavano al peso finale di un chilogrammo), si arrivò a definire che per il vino il contenuto dovesse fissarsi su questa misura.

Ancora più “fantasiosa” l’ultima teoria aritmetica: fino alla metà degli anni Settanta – ovvero prima della già citata direttiva CEE – soprattutto in Italia si usava imbottigliare il vino dalle damigiane, che storicamente avevano una capacità di 54 litri, in bottiglie da 0,72 litri, perché rispondevano a un’altra semplice equazione: i 54 litri della damigiana erano facilmente divisibili per 0,72, e il risultato, senza resti, dava esattamente 75 bottiglie. Una volta messa al bando la misura di 0,72 litri si optò per quella più prossima: 0,75 litri.

Ora, qual è la spiegazione/ipotesi che vi convince o che vi piace di più? Fatecelo sapere…