Nocera, storia di un vitigno antico in piena rinascita

Il nocera è un vitigno a bacca nera storicamente diffuso in Sicilia, appartenente alle varietà antiche del patrimonio ampelografico dell’isola e oggi vinificato nelle DOC Faro, Mamertino e Sicilia,

È diffuso anche in Calabria, dove viene utilizzato per le DOC Bivongi, Isola Capo Rizzuto e S.Anna, oltre che in Francia, nel territorio della Provenza e del Beaujolais (patria del novello), dove si è diffuso con i nomi di “Suquet” e “Barbe du Sultan”.

Vitigno autoctono del sud Italia viene vinificato in purezza o in blend e storicamente coltivato nella zona del messinese, prima della diffusione negli altri territori. Molto affine alla famiglia dei nerelli e in particolare al Cappuccio, ha trovato la sua massima vocazione nel promontorio di Milazzo, dove negli ultimi anni alcune aziende lo hanno ripreso con risultati straordinari.

Piccola eccezione: Donnafugata, dopo anni di sperimentazione e grazie al campo sperimentale creato insieme all’Assessorato regionale e alle università siciliane  volto a recuperare e valorizzare una selezione di antiche varietà dell’isola, l’ha impiantato nel 2015 nei propri vigneti di collina nel cuore dell’affascinante campagna siciliana a Contessa Entellina.

Il grappolo del nocera è di grandezza media (lunghezza 18 cm), piramidale, con un’ala, di aspetto spargolo; peduncolo visibile. L’acino è di forma intermedia, buccia con pruina pronunciata e di colore nero-bluastro, regolarmente distribuito, di media consistenza; polpa succosa e molle e succo incolore. La produzione è abbondante e giunge a maturazione di solito a settembre. Resiste bene alle malattie e al clima e viene spesso vinificato in purezza ma anche in blend con altre uve.

I biotipi utilizzati nella coltivazione del nocera sono molto limitati ad oggi, in particolare segnaliamo quello sul mare (usato da Planeta a Capo Milazzo), che ha un grappolo e chicchi più grandi, e quello in montagna (usato da Bonavita a Faro Superiore) con chicchi leggermente più piccoli. Attuale superficie in Sicilia 43 ettari.

 

Di seguito segnaliamo quelle che, a nostro avviso, sono le migliori etichette – tra le aziende recensite in Slow Wine 2021 – di Nocera in purezza e in blend (in ordine alfabetico):

Bonavita

Un’etichetta in purezza che sta per arrivare da uve vendemmiate nel 2019 e altre due dove il nocera è tra i protagonisti. Giovanni Scarfone al momento ha tra i suoi vini Bonavita Faro D.O.C. e Bonavita Rosato I.G.T. con una percentuale di Nocera ma, dall’amore per questa varietà, nascerà un monovarietale in arrivo nelle prossime settimane.

Nocera 2018, Planeta

Vino TOP per Slow Wine 2021, 13.000 bottiglie per questa chicca della famiglia Planeta che negli ultimi anni, nel suo viaggio in Sicilia, è sbarcata sul promontorio di Milazzo con 8 ettari di vigneto pieni di significati, memoria e idee. Nocera 2018 ha note di ruggine, è ematico, con la trama olfattiva che chiude con sfumature mentolate. Il sorso è succoso, dinamico e pieno di materia: un dettagliato racconto della varietà.

Rosa 2020, Donnafugata

A Contessa Entellina l’azienda della famiglia Rallo lo vinifica in blend con un Nerello Mascalese allevato sul versante nord dell’Etna dando vita a Rosa, un vino nato dalla collaborazione con Dolce&Gabbana. Sorprende per il colore tenue e brillante, e per il suo accattivante bouquet di gelsomino, fragoline e bergamotto. Al palato spicca la freschezza del Nocera ma risulta anche agile ed elegante.

 

 

 

le foto sono di Giovanni Scarfone