Nascetta o Nas-cëtta: comunque lo chiami è un grande bianco di Langa. Le migliori etichette in commercio

In Italia si produce vino in tutte le regioni – caso pressoché unico al mondo – e in ognuna di queste vengono coltivati, da lungo tempo, alcuni interessanti vitigni che vengono banalmente definiti “minori” solamente perché, per vari motivi storici, non sono mai entrati nell’olimpo delle presunte migliori varietà nostrane.

Negli ultimi due decenni c’è stata una giusta riscoperta e una virtuosa valorizzazione di queste varietà autoctone, che in taluni casi è diventata anche fenomeno di moda, commercialmente assai rilevante: pensiamo, per esempio, alle attuali pressanti richieste del mercato per Falanghina, Pecorino, Nerello, ecc. … Per certi versi sembra che si sia improvvisamente sovvertita una tendenza, per cui oggi diventa quasi impossibile convincere qualcuno ad assaggiare una buona bottiglia di Chardonnay o di Cabernet Sauvignon (e ce ne sono tante in Italia di assolutamente interessanti), quasi ci fosse una crisi di rigetto per queste varietà che trionfavano in tutti i wine bar d’Italia solamente 15-20 anni fa. Ma si sa, il mondo del vino vive di inconcepibili estremismi modaioli…

Abbiamo deciso, già da tempo, di proporvi su questo sito un bel giro per la penisola alla scoperta di queste bellissime varietà.

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NASCETTA o NAS-CËTTA

 

Nascetta, Anascetta o Nas-cëtta (pronunciata separando foneticamente la “s” dalla “c” e con la “e” muta) sono le varianti dialettali di questo raro vitigno piemontese, coltivato un tempo pressoché unicamente nel comune di Novello, in Langa.

Le cronache vitivinicole locali della seconda metà dell’Ottocento già ne parlavano, ma la storia di questa varietà, come quella di molti altri vitigni “sopravvissuti”, è legata ai racconti orali degli anziani del luogo. Non è esclusa un’origine più antica, mediterranea, ma qui le ipotesi si fanno illazioni: alcuni lo darebbero imparentato con il vermentino (studi ampelografici in effetti ne avvicinano le caratteristiche), altri con il nasco sardo, da cui però differisce in modo più netto.

È iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2001.

Per lungo tempo è stato un vitigno “monocomunale”, coltivato quasi esclusivamente nel paese di Novello, centro della Langa a poca distanza da Barolo e Monforte d’Alba, mentre in passato era diffuso in un’area più ampia che arrivava fino a Mondovì.

Anzi, per un certo tempo è stato praticamente un vitigno “monoaziendale”, nel senso che era allevato da una sola realtà produttiva di Novello, quella della famiglia Cogno, oggi condotta dalla figlia Nadia e al genero Valter Fissore. In tempi recenti, dopo una lunga parentesi di oblio, il Nas-cëtta – usiamo qui la denominazione invalsa a Novello – è stato ripreso con una certa convinzione da tante altre realtà vitivinicole che operano in Langa, con un buon successo anche in termini commerciali.

Nel 2020 i vini a denominazione di origine “Langhe Nascetta” e “Langhe Nas-cetta del Comune di Novello” hanno compiono i dieci anni di vita; oggi gli ettari vitati utilizzati per la produzione delle due tipologie sono 36, così suddivisi: 23,7 dedicati al Langhe Nascetta e 12,4 al Langhe Nas-cetta del Comune di Novello.

Il grappolo è medio-grande, cilindrico, con una o due ali, compatto; l’acino è di grandezza media o medio-grande, di forma sferoidale o ellissoidale, con buccia di medio spessore di colore giallo o giallo dorato. La maturazione dell’uva è medio-precoce e cade circa nella seconda decade di settembre.

Vitigno tanto raro quanto qualitativamente rivelante, il Nas-cëtta è impiegato esclusivamente per la vinificazione e quasi sempre in purezza. Se vinificato tradizionalmente in acciaio (o cemento) dà origine in genere a un vino dal colore giallo paglierino, con note floreali e fruttate marcate (mela, agrumi, frutti tropicali); il gusto è pieno, sapido, armonico. Dimostra di reggere bene il passaggio in legno piccolo e ha buone proprietà longeve.

 

Di seguito un breve elenco – in ordine alfabetico – delle aziende che producono etichette interessanti di Nascetta, tutte recensite in Slow Wine 2021 (aggiungiamo anche l’indicazione del numero di bottiglie prodotte e del prezzo medio di vendita in enoteca).

 

CASCINA BALLARIN, La Morra (CN)

Langhe Nascetta 2019 (2.300 bt; 13 €). Schietto, fruttato, incisivo.

 

CASCINA CORTE, Dogliani (CN)

Langhe Nascetta Cecilia 2019 (1.100 bt; 19 €). Articolato, fruttato, espressivo.

 

MARCO CAPRA, Santo Stefano Belbo (CN)

Langhe Nascetta Conna 2019 (2.600 bt; 17 €). Incisivo, agrumato, essenziale.

 

CASTELLO DI PERNO, Monforte d’Alba (CN)

Langhe Nascetta 2019 (4.500 bt; 15 €). Croccante, floreale, energico.

 

ELVIO COGNO, Novello (CN)

Langhe Nascetta del Comune di Novello Anas-cëtta 2019 (15.000 bt; 20 €). Ampio, fruttato, complesso.

 

DIEGO CONTERNO, Monforte d’Alba (CN)

Langhe Nascetta 2019 (4.000 bt; 14 €). Incisivo, agrumato, essenziale.

 

FRANCO CONTERNO – CASCINA SCIULUN, Monforte d’Alba (CN)

Langhe Nascetta 2019 (7.000 bt; 12 €). Succoso, vegetale, autentico.