Lonato del Garda capitale nazionale per un giorno della biodiversità in vigna grazie a Sata.

Importante evento alla Perla del Garda per gli operatori del mondo del vino: Lonato del Garda capitale nazionale per un giorno della biodiversità in vigna grazie alla bresciana Sata.

La biodiversità fa capolino a Lonato dove alla Perla del Garda venerdì prossimo (1 dicembre) si riuniranno (dalle h. 9) un centinaio di operatori, provenienti da tutta Italia, appartenenti al mondo del vino per confrontarsi sui temi riguardanti la vite, il suolo e le strategie di gestione del vigneto. Organizzatore dell’importante evento è la bresciana Sata, realtà agronomica fondata da PierLuigi Donna con il Prof. Valenti dell’Università di Milano ed oggi condotto con successo dal team di partner composto da Paolo di Francesco, Angelo Divittini, Isabella Ghiglieno, Stefano Saderi e Marco Tonni, che per primo in Italia nel 2009 ha iniziato a lavorare sull’impronta carbonica del settore vitivinicolo e negli anni ha realizzato centinaia di calcoli, affermandosi così come leader del settore.

Gruppo Sata

Alla giornata di studio e analisi parteciperà anche Giancarlo Gariglio, curatore della Guida Vini di Slow Food che, in quanto movimento, ha recentemente lanciato il manifesto del vino buono, pulito e giusto secondo il quale “Il vignaiolo sostenibile incoraggia la biodiversità attraverso pratiche quali: l’alternanza del vigneto con siepi e aree boscate; una gestione del suolo che preveda inerbimenti e sovesci e che escluda, in ogni caso, il suolo nudo; la tutela degli insetti pronubi e della fauna utile utilizzando di preferenza insetticidi ammessi in agricoltura biologica qualora tali interventi si rendano necessari; l’allevamento di animali nel rispetto del loro benessere e la produzione in azienda di letame; la produzione aziendale di compost da residui di potatura e altri materiali organici”.

Da parte di Sata sarà l’occasione per fare il punto sul progetto Biopass che indaga a livello nazionale, con oltre 1000 siti coinvolti, la biodiversità dei suoli vitati e le loro qualità chimico fisiche e funzionali, un’iniziativa realizzata con il supporto scientifico di Agrofood Research Hub dell’Università degli Studi di Brescia e del DISAA dell’Università degli Studi di Milano.

A questo riguardo Sata precisa che: “L’indagine Biopass sta permettendo di ottenere informazioni interessanti e importanti per l’interpretazione degli effetti delle scelte agronomiche e per la loro programmazione, per la comprensione delle dinamiche del suolo, della sua salute, della sua qualità. E, poiché vini di qualità si ottengono da vigneti di qualità, le conoscenze acquisite con Biopass ci permettono di produrre vini migliori”.

Una giornata di studi e confronto quindi di alto livello ad uso dei vignaioli, enologi, agronomi e tutti coloro che dimostrano quotidianamente come il “vino si faccia in vigneto”.