Ve la siete bevuta la pubblicità della Lidl? La nostra prova sul campo della selezione francese. Come è andata?

imagesDa una settimana Lidl – la catena europea di discount di origine tedesca, che in Italia negli ultimi anni ha aperto un buon numero di punti vendita – propone una “vistosa” promozione di vini francesi. Un progetto a cui i dirigenti di Lidl devono credere parecchio se si sono spinti perfino a programmare alcuni costosi spot televisivi (probabilmente li avete visti, anche in prima serata sulle reti principali …).

IMG_1173Incuriositi siamo andati in un discount per comprare e degustare alcune di queste bottiglie. Immediata e facilissima l’individuazione della zona vini: grandi stendardi la segnalavano fin dall’entrata, dove peraltro erano ben visibili anche altri materiali pubblicitari.

Il catalogo cartaceo – che potete anche consultare online, lo trovate qui – tratteggia, in maniera corretta e abbastanza esaustiva, un breve profilo organolettico dei vini e dei produttori: non spiega però chi è il signore calvo, dal pizzetto biondo, che stappa le bottiglie in copertina (oltre a comparire anche sugli stendardi pubblicitari) e che degusta in mezzo ai vigneti; l’idea che ci si fa è che sia l’enologo/selezionatore dei vini – quello di cui ci si può fidare … – ma in effetti non è esplicitato da nessuna parte.

IMG_1176Il costo dei vini è molto contenuto, come si conviene in questi discount: sugli scaffali si trova anche qualche etichetta a prezzo più alto – un Pauillac a 17.99 euro, un Margaux a 14.99, due Pomerol a 17.99 e uno Champagne a 17.99 – ma in genere il costo medio di ogni bottiglia si aggira sui 3-5 euro. E proprio su questi vini che ci siamo soffermati, incuriositi da quale genere di qualità si può trovare a questi prezzi di vendita al pubblico.

Veniamo ai vini: abbiamo assaggiato 8 rossi, provenienti da varie denominazioni, alcune anche molto prestigiose (Borgogna, Bordeaux …); lunedì prossimo vi proporremo invece la degustazione di 8 bianchi, scelti con gli stessi criteri.

 

IMG_1194Bourgogne Gamay 2013, Pasquier Desvignes

4.99 euro

Bello fresco e pulito al naso, con sentori intensi di frutti rossi dolci e maturi. L’entrata in bocca è fruttata e piacevole, mentre il finale è un po’ stretto e asciutto, ma di buona gustosità. Leggero leggero leggero.

 

Côtes du Rhône 2013, Domaine Grand Moulin

3.99 euro

Buon frutto, giustamente maturo, ma soprattutto note calde e avvolgenti di spezie, erbe aromatiche (timo in particolare) e macchia mediterranea. Bocca di immediata piacevolezza, di buona persistenza fruttata, leggera ma gustosa; appaga il palato, di grande beva, ben asciutto nel finale e non dolce. Lo ricomprerei subito.

IMG_1190

Médoc 2013, Château Canteloup

5.99 euro

Naso inizialmente dolciastro, con note di vaniglia dolce e leggera vernice, poi cresce la nota verde, di radice. Bocca stretta e molto asciutta, con ritorno di una poco piacevole sensazione verde e cruda, di acacia. Di poca sostanza.

 

Bergerac Réserve 2012, Château du Petit Lac

2.99 euro

Naso modestamente espressivo, delicato, un po’ di frutta e qualche leggera nota erbacea. Bocca abbastanza gustosa: c’è una leggera polpa fruttata e un finale leggermente amarognolo. Discreto.

Listrac 2011, Château Rose Sainte-Croix

5.99 euro

Profumi dolciastri, di liquirizia dolce (rondella Haribo da cinema) e di legno; il frutto è maturo, pieno, la bocca pastosa e leggermente catramata. L’eccesso di legno apporta una finta dolcezza e molta asciuttezza tannica, eccessiva. Sa solo di legno.

 

IMG_1186Bordeaux Cuvée La Jeannetière 2013, Château Rousset-Caillau

2.99 euro

Un Bordeaux di annata fresco e fruttato, con nessuna nota cruda/verde. Bocca di bella progressione, con buon frutto fresco nel finale e bella chiusura asciutta. Leggero ma convincente.

 

Bordeaux 2012, Château Picadis

2.99 euro

Molto verde/crudo al naso, con note di peperone verde “da manuale”. Stretto e molto asciutto al palato, ritorno finale di radice e di china. Manca il frutto.

 

Bordeaux Supérieur 2011, Château Moulin de Raymond

4.99 euro

Naso dal profilo dolce (segnato quindi dai legni di affinamento), di frutto maturo, di liquirizia dolce, con qualche nota vinilica e smaltata. Bocca pienotta e gustosa, soddisfa abbastanza il palato ma purtroppo chiude un po’ pesante, con ritorni di catrame e di eccessiva dolcezza vanigliata. Se questa è la modernità è meglio tornare all’antico

 

Alla fine ci sorge un dilemma: ma il fatto che Lidl abbia scelto dei vini francesi per questa promozione è un bene o un male per il mondo del vino italiano? Da un lato può sembrare un male, un’occasione perduta per vendere e far conoscere alcuni vini italiani; dall’altra probabilmente è bene che non vengano promozionati vini toscani o piemontesi (tanto per fare un esempio di due zone famose d’Italia) a questi prezzi ridicoli.

vinifrancesikw39_3Bisognerebbe sapere a quale prezzo originario sono state acquistate queste bottiglie da Lidl, quanto ci hanno guadagnato insomma – se ci hanno guadagnato! – i vari produttori francesi … probabilmente non lo sapremo mai, ma intanto proveremo a scoprirlo (e se ci riusciamo ve lo diremo presto).

Il problema, semmai, è che in fondo non sono vini cattivi: alcuni sono un po’ troppo segnati dal legno, ma questa è una “qualità” che magari a un altro consumatore non da fastidio, oppure addirittura gli piace; altri non hanno grande personalità, ma in fondo sono corretti e abbastanza piacevoli; alcuni infine sono buoni, bottiglie che puoi bere tranquillamente durante un pranzo normale.

Il prossimo appuntamento, quindi, è per lunedì prossimo, con 8 bianchi francesi, “charmant”. Nel frattempo tenteremo di capire chi è quel signore calvo con il pizzetto biondo … 🙂

 

 

IMG_1204P.S. Una curiosità: 5 bottiglie erano chiuse con un tappo sintetico Nomacorc, riciclabile al 100%; solo 3 con un normale tappo di sughero monopezzo.