L’erba del vicino…..

 

Da un mese sono andato ad abitare in collina e una serie infinita di vigne e olivi contrappunta la mia quotidianità. Uno spettacolo magnifico, specialmente ora, all’esplosione delle varie fioriture arboree e con una miriade di fiori a trapuntare un mare verde di erba.

 

A frantumare questo idillio bucolico però ci pensano alcuni contadini del luogo spargendo nei cigli erbosi, negli oliveti e nei vigneti, chili di diserbo che macchia di un giallo terribile un paesaggio altrimenti ideale. Di questi periodi l’erba cresce copiosa e non sempre è possibile sfalciarla in tempo. Ma quali sono gli effetti di questo diserbo sulla salute delle persone?

 

In una recente visita a una azienda di Montalcino un produttore mi ha raccontato di aver interrotto l’uso del diserbo perché dopo anni che si affidava a un prodotto chimico, ammesso per l’utilizzo agricolo, lo stesso diserbante era stato tolto dal commercio per i suo effetti cancerogeni.

 

Se un produttore di vino, e quindi una persona che vive di agricoltura, ha scoperto tardi l’effetto malefico di un certo diserbante, chi lo va a raccontare ai contadini del sabato e della domenica che popolano le campagne italiane?

 

Il diserbo chimico è una pratica ancora molto usata in viticoltura. I prodotti hanno raggiunto una notevole sensibilità e spargerli non è sicuramente così dannoso come qualche anno fa. Ma molti viticoltori incontrati nelle visite hanno rinunciato alla chimica. Sovente capita di vedere linee di vigneti con il sottofila rigoglioso di erba e accanto vigne con erba bruciata.

 

È innegabile che avere una moltitudine microbiologica sotto il vigneto comporti una serie di vantaggi alla sanità delle vigne e alla qualità delle uve. Certo che per aziende di grande estensione non è così agevole controllare meccanicamente la crescita delle erbe.

Non è sicuramente facile assumere una posizione definitiva sulle scelte aziendali. Certo su pochi ettari di vigna, il diserbo chimico appare una forzatura,

Da parte nostra è utile sapere cosa effettivamente si fa in vigna poiché pratiche dissennate potrebbero danneggiare non solo il gusto dell’uva ma anche la salute.