La Valle d’Aosta in Slow Wine 2027

Dopo il Piemonte, ecco l’introduzione, i premi e i riconoscimenti della Valle d’Aosta in Slow Wine 2027.

Partecipa anche tu alla degustazione di vino più attesa dell’anno: potrai incontrare i produttori premiati e i nuovi ingressi in guida!

sabato 17 ottobre 2026
Milano – SuperstudioMaxi

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In questo lembo di terra a nord-ovest, incastonato tra le alte vette, tutto pare scorrere con una certa tranquillità. Certo, non è venuta meno la variabilità dei millesimi, costante evidenziabile in tutto lo Stivale e a cui neppure la Valle d’Aosta si sottrae. Ma a parte questo aspetto, sicuramente sfidante, non registriamo particolari novità.

Dovendo fare il resoconto delle ultime annate non possiamo dimenticare la 2024, difficoltosa e con importanti cali di produzione, visto l’impatto della pioggia e i numerosi attacchi funginei su tutto il territorio valdostano; la 2025, al contrario, al netto di un inizio vegetativo anticipato e di temperature mediamente più alte, ha condotto a risultati soddisfacenti e a una vendemmia non così anticipata come ci si attendeva, con un settembre che ha offerto belle escursioni termiche e rallentamenti vegetativi molto graditi dai produttori. Insomma, un’annata dai più considerata positiva in termini sia quantitativi sia qualitativi: anche i vini assaggiati confermano questa sensazione.

Questo 2026, come in tutta Italia, ha fatto registrare temperature medie molto alte, aggravate da un apporto idrico dal cielo decisamente scarso, ben al di sotto della media regionale, che pure non è mai stata alta. Proprio mentre ci apprestiamo a chiudere questa edizione della guida, è arrivata la notizia, davvero inusuale, di vendemmie per le basi spumanti avvenute già nella prima metà di agosto. Precocità che si registra anche sulle varietà a bacca rossa più tardive e che fanno ipotizzare un’epoca vendemmiale molto anticipata.

L’assenza di sostanziali novità si registra, invece, sulle dinamiche aziendali: forse abituati al fermento della decade precedente, osserviamo una placida stasi, senza particolari scossoni o notizie significative. Un costante, seppur piccolo, aumento della superficie vitata, l’attenzione sempre più focalizzata sui vitigni autoctoni, un ritorno del nebbiolo in media Valle e un ricambio generazionale che avviene nel segno della continuità: sono questi gli elementi già evidenziati in passato.

Sottolineiamo, però, la chiusura dei lavori di costruzione di un sistema di approvvigionamento idrico nella zona impervia e scoscesa del Torrette, compresa tra Sarre e Saint-Pierre: il tema dell’acqua e la consapevolezza che ci troviamo di fronte a una risorsa non più considerata inesauribile sta diventando centrale nelle discussioni e nelle riflessioni di tutto il comparto agricolo, e quindi non solo vitivinicolo, dell’intera regione.

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