La Terra è Viva

 

Nicolò Incisa mi ha donato un libro scritto da suo padre, Mario Incisa della Rocchetta e pubblicato, circa 15 anni fa, dalla Libreria Editrice Fiorentina nella collana “Quaderni d’Ontignano”. Il titolo del libro è “La terra è viva. Appunti di scienza contadina per una via italiana all’agricoltura biologica”. Per me è stata un’epifania. Scritto sotto forma di appunti poco prima della morte dell’autore, il libro ha un valore immenso, quasi rivoluzionario, dal punto di vista agronomico e culturale. Laureato in Agronomia, innamorato della Natura, Mario Incisa trasmette in questi suoi appunti un messaggio chiaro, cristallino: il rispetto per la terra. Argomenti tecnici e contingenti alle osservazioni quotidiane del narratore, come l’aratura o l’irrigazione, attraverso la scrittura cessano di essere materia privata per diventare patrimonio agronomico comune. Ciò che interessa, a distanza di 20 anni, sono, non tanto le risoluzioni ai problemi agricoli del tempo, ma il valore assoluto della concezione agricola dell’autore. Per Incisa della Rocchetta l’unica agricoltura possibile è quella che scaturisce dalla quotidiana osservazione, dal rispetto per la Natura, dalla biodiversità e dall’equilibrio ecologico. Impossibile far coincidere agricoltura e industria o affidarsi solamente ai “tecnici” e “agli esperti” senza ascoltare le generazioni contadine precedenti. Incredibile la coincidenza tra i temi cari a noi di Slowfood e le prese di posizione dell’inventore di uno dei più grandi vini al mondo. Non a caso fu proprio l’osservazione che portò Mario Incisa della Rocchetta ad individuare il suolo più adatto al suo amato cabernet, destinato a diventare una pietra miliare dell’enologia italiana. Ancora una volta un uomo del passato insegna a noi la via da intraprendere per arrivare a parlare, finalmente con cognizione, di viticoltura.