La rivoluzione del Qr Code: nulla è più come prima!

Mai, nei suoi 11 anni di storia, Slow Wine aveva presentato un’edizione con così tante novità. Ieri a Milano, nella stupenda cornice della Milano Wine Week è andata in scena una premiazione ricca di contenuti e di sostanza anche grazie alla presenza di Mario Calabresi.

Nei giorni passati avevamo svelato già un bel poi di cosette, tipo la nuova copertina, la mancanze delle Chiocciole, la nuova scheda vini, il riconoscimento del Top Wine…

Avevamo tenuto un po’ nascosta, anche e non del tutto perché pubblicando l’introduzione lo avevamo già rivelato, la rivoluzione dei Qr Code.

 

Ma di che si tratta? Molto semplicemente del fatto che sotto a 940 schede (praticamente il 50% del totale) si trovano i Qr Code che rimandano alla visita virtuale effettuata dai nostri 150 collaboratori.

 

Si tratta della testimonianza filmata dei nostri colloqui con i produttori. Non c’è alcuna velleità artistica, sono semplici racconti, istantanee di un momento eccezionale, vissuto da tutti i protagonisti in modo straordinariamente ordinario. Si narra la storia dell’azienda, si forniscono informazioni sulla conduzione del vigneto e sullo stile enologico. Nulla di così diverso dal solito, in fondo, ma riguardandoli nel complesso il consueto si trasforma in eccezionale. Perché scorrendo oltre 940 video si comprende come tutte queste interviste si tramutino in un mosaico che è un unicum nel panorama della critica enologica. Sogni, fatiche, imprevisti, talvolta lutti, risalite dopo le cadute, sconfitte e vittorie. Un racconto corale che è un groviglio di vite intrecciate, tutte accomunate da un denominatore unico, il vino.

Questa cosa a Milano è stata una bomba! Citiamo l’articolo apparso su Internetgourmet e scritto da Angelo Peretti:

 

È uscita una nuova guida del vino e di colpo tutte le altre sono diventate vecchie. D’accordo, alcune erano già vecchiotte prima, ma adesso lo sono di più.

Non da meno le parole di Mario Calabresi:

 

Avete avuto la lungimiranza di trasformare un ripiego in un’opportunità. Infatti, prima in cantina ci andavate solo voi, adesso ci andiamo tutti. Possiamo permetterci di visitare una cantina molto distante da noi, avere il privilegio di ascoltare la voce del produttore, scoprire cosa c’è dietro al bicchiere che tutti possiamo degustare. Il curatore avrà perso un pezzo del suo percorso, ma da quest’anno voi avete regalato un’esperienza altrimenti impossibile anche per gli appassionati di vino. Avete regalato il viaggio, una storia fatta non solo dei caratteri della guida, ma anche di immagini e parole. E lo avete fatto entrando a casa delle persone, nelle loro vigne e nelle loro cantine. Adesso non si torna indietro, e il prossimo anno alle visite dei curatori in cantina dovete aggiungere anche l’esperienza virtuale per i vostri lettori.
Su Facebook si è creata una gran bella baraonda di commenti e anche di stupore. Abbiamo apprezzato ad esempio le note di Jacopo Cossater, che ci rimproverava di averne giustamente parlato troppo poco, ma aspettavamo Milano per farlo.
Altri andando su Youtube (a proposito iscrivetevi al canale di Slow Wine) sono rimasti impressionati dalla mole di video caricati e si chiedono come sia possibile catalogarli e avere una chiave per trovarli. Semplice, la chiave è Slow Wine, la guida cartacea, con quella avrete una mappa a vostra disposizione per trovare il video che vi interessa, basterà aprire la scheda che cercate, osservare se ha il Qr e poi partire da lì per godervene la visione.
Insomma. La rivoluzione è appena cominciata e Slow Wine si pone all’avanguardia di questo nuovo modo di raccontare il vino.