La Calabria per Slow Wine 2022

INTRODUZIONE

 

Non ci si annoia mai in Calabria. Nella premessa dell’edizione 2020 della guida parlammo degli incendi dolosi che piegarono le gambe agli agricoltori, mentre in quella dello scorso anno fu la pandemia a occupare la scena del nostro racconto.

Quest’anno mentre tutto sembra incanalarsi, seppur con fatica, sulla strada della normalità, non possiamo non accennare alla battaglia che molti dei produttori di Cirò, sicuramente tutti quelli presenti in guida, hanno dovuto combattere contro l’installazione scellerata di dodici pale eoliche proprio nel mezzo dei vigneti coltivati a gaglioppo, nel cuore della Doc Cirò. Una battaglia intesa a salvaguardare la storia di un vino che poi è il vino calabrese per antonomasia. Una battaglia vinta con fatica, come faticoso è produrre a queste latitudini. Una battaglia per un vino che sa di sudore e di terra, di tenacia e di orgoglio, di riscatto. Una storia a lieto fine.

Sono sempre più forti quelli che tanti anni fa definimmo i Cirò Boys, parafrasando i più celebri Barolo Boys. Sono forti e hanno fatto scuola e proseliti: sono tanti i giovani che si stanno affacciando alla produzione vitivinicola e che si ispirano a loro. E si affacciano per la prima volta in guida addirittura tre aziende, oltre il 10% di quelle presenti. Una con sede nella città di Catanzaro, la prima realtà vitivinicola del capoluogo di regione, un’altra con sede in Ricadi, nei pressi della più nota Tropea, l’ultima con sede e vigne a Cirò Marina.

Le prime due puntano molto sulla vinificazione dello zibibbo, la varietà aromatica presidio Slow Food se coltivata a Pizzo e dintorni, che sembra non poter più mancare tra le vigne dei viticoltori calabresi. Non è un’uva facile, e la sua aromaticità, se non tenuta sotto controllo, rischia di diventare eccessiva, quasi fastidiosa. Ci divertiremo sicuramente ad assaggiare le varie versioni in uscita, e le loro evoluzioni negli anni.

Oltre alle tre aziende che rappresentano la novità, questa edizione ci regala qualche piacevole ritorno, un paio di orange wine, un Blanc de Noirs, un Metodo Classico da uve riesling. Sperimentazioni a volte riuscite, altre un po’ meno.

Molte aziende, infine, stanno imparando a offrire ospitalità, a trasformarsi in realtà anche a vocazione turistica. Ai lettori non rimane che mettersi in viaggio con questa guida in mano, a lasciarsi guidare attraverso i filari di questi produttori che hanno in testa il sogno di trasformare la Calabria in una terra migliore, alla scoperta di una regione che merita di essere visitata, vissuta, bevuta.

 

I RICONOSCIMENTI ALLE CANTINE

 

LA LISTA DEI TOP WINES DELLA REGIONE

 

 

 

Potrete incontrare le cantine premiate e assaggiare i TOP WINES della Calabria nelle 2 giornate di degustazione a Milano il 9 e il 10 ottobre prossimo!

Guardate che i biglietti stanno andando a ruba e quindi vi conviene assicurarvi il posto in Paradiso con una certa velocità!!!! Slow sì, ma non esagerate.

Per maggiori info sull’evento cliccate qui sopra.