Il bello (e il buono) dei paradisi ritrovati

L’Italia è piena di paradisi, ma spesso capita che non siano riconosciuti. I luoghi incantevoli e gli angoli preziosi, inspiegabilmente abbandonati, sono moltissimi. Ma, per fortuna, ad alcuni di essi capita anche che su di loro si posi un amorevole sguardo. Ed è allora che ritornano a vivere e a produrre il bello e il buono. Uno di questi paradisi ritrovati è Cà du Ferrà.

Siamo nel territorio di Bonassola, piccolo comune dello Spezzino abitato da poco più di 800 anime. Cà du Ferrà significa letteralmente “casa del fabbro” – qui un tempo si ferravano i cavalli –, ed è oggi un agriturismo e azienda vinicola.

La distanza dalla spiaggia è infinitamente piccola, di appena 400 metri. Sempre 400 metri sono l’altitudine dei terreni aziendali. La vista, però, spazia infinitamente più lontano. Mi dice Davide Zoppi: «Nelle giornate terse da Cà du Ferrà si vedono la Corsica, Capraia, la Gorgona, l’Elba; e poi ancora la Versilia, Punta Ala; e anche Cap d’Antibes… Una vista davvero impagabile sul Mar Mediterraneo».

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