I quattro moschettieri del Brandy Italiano Artigianale

Il Brandy Italiano Artigianale deve essere riscoperto.

Lo dicono a coro unanime i quattro moschettieri di questa tipologia che si sono dati appuntamento a Milano per condividere questa loro esigenza. Vittorio Capovilla, Guido Fini Zarri, Bruno Pilzer e Mario Pojer hanno deciso che è giunta l’ora che venga riconosciuta la vera identità di questo storico distillato italiano.

Andiamo per ordine cosa significa intanto Brandy Artigianale Italiano, si tratta di un distillato di vino invecchiato in botti di rovere. Fin qui ci sarebbe ben poco a differenziarlo da quelli prodotti in larga scala e presenti i praticamente in ogni scaffale di bar o ristorante dello stivale, ma il Brandy Artigianale Italiano richiede alcune ulteriori attenzioni.

I quattro moschettieri del Brandy hanno stilato un decalogo che possa fare maggiore chiarezza:

  • Materia prima, quindi vino proveniente da uva in perfette condizioni
  • Fermentazione seguita con attenzione senza l’aggiunta di anidride solforosa
  • Scelta accurata degli alambicchi che siano in grado di estrarre delicatamente gli aromi del vino di provenienza. A secondo della stilistica si opterà per Charentais sistema adottato in Cognac o Armagnac, oppure alambicco discontinuo a bagnomaria
  • Permettere al distillato di vino di invecchiare per tutto il tempo necessario al fine di raggiungere l’equilibrio fra gli aromi naturali e l’alcool, secondo lo stile e il gusto di ognuno
  • Non aggiungere aromi naturali o artificiali
  • Non aggiungere caramello o zucchero
  • Evitare qualsiasi manipolazione prima dell’imbottigliamento, effettuando unicamente la filtrazione a temperatura ambiente

Questa autoregolamentazione mira a produrre un brandy che porti con sé un carattere distintivo per ciascuno dei produttori. Un concetto che mira ad unire anima e tecnica e che spinge ogni produttore anche a sperimentare alla ricerca di un gusto ideale del Brandy Italiano. Dal momento che in Italia esistono molte varietà di vitigni diversi potrebbero esistere altrettanti Brandy Artigianali diversi.

Dall’incontro che ci ha visti spettatori ci è sembrato di cogliere la grande volontà di ridare dignità a questo distillato che per troppi anni è rimasto soffocato da un’idea di un Brandy distorta. L’industria dei distillati italiani ha trasformato il distillato, in un liquore, dal momento che all’alcol di base spesso vengono aggiunti elementi che vadano alla ricerca di un gusto che possa abbracciare il maggior numero di persone senza preoccuparsi dell’identità. Il Brandy Artigianale Italiano si prende qualche rischio in più nel senso che corrisponde al gusto di chi lo produce e se poi incontra quello del consumatore tanto meglio.

Per mettere alla prova il Brandy Artigianale i quattro distillatori hanno predisposto una tavolo di discussione in cui il Brandy veniva abbinato a piatti preparati per l’occasione da Stefano Caffarri, cuoco e scrittore della gastronomia italiana.

 

Il menù di Stefano Caffarri

Capasanta brasata nel grasso del bue grasso, Maionese di coralli di capasanta, Crema di latta di soja, Brandy svaporato

Cappellotti di sfoglia di zucca ripieno di grana stravecchio, Consumato di pollo e polvere di zucca, Brandy crudo a gocce nel brodo

Cappello del prete cotto a bassa temperatura (20 ore), Fondo bruno al brandy, per leggermente marinate, Brandy cotto

Cioccolato preparato da Paolo Devoti di Passion Cocoa e Brandy Artigianale Italiano

 

I Brandy Artigianali Italiani presenti

Distillato di Vino 1995 – Capovilla Distillati

Naso fruttato si dimostra subito disponibile aperto. Al palato è gentile nell’attacco di bocca con grande immediatezza nella bevuta, quasi fresco abbinato alla capasanta esalta le note iodate che si ritrovano anche nel distillato

Brandy Italiano Assemblaggio Tradizionale 10 anni – Villa Zarri

Brandy di grande raffinatezza all’olfatto è delicato con note di nocciola e frutto molto fini. Bella cremosità al palto ed eleganza, cangiante si abbina molto bene ai cappellotti in brodo. La parte dell’uovo si unisce in un abbraccio continuo

“Historiae” Brandy Portegnac 13 anni – Pilzer

Parte con tono sommesso forse complice un bicchiere troppo stretto per questa tipologia di Brandy che richiede apertura. Lentamente si apre sviluppando note elegantissime fruttate aromatiche e balsamiche. Il Brandy dopo qualche minuto continua a donarsi negli aromi e nei sapori.

Acquavite DIVINO Dolomiti Vendemmia 2000 – Pojer & Sandri

Naso molto comunicativo fin dagli inizi con note di passion fruit, vaniglia e fiori. Al palato è appagante piacevole bella cremosità e lunghezza di sapori.