I 9 Soave che ci hanno conquistati quest’anno

Come ogni anno, anche per l’edizione 2023 della guida Slow Wine (che puoi acquistare cliccando qui), i vari collaboratori sparsi in tutte le regioni – nonché la redazione centrale di Slow Wine – hanno assaggiato e riassaggiato oltre 24.000 vini, per arrivare a comporre un racconto ricco e approfondito dell’Italia del vino.

Qui di seguito vi segnaliamo, in ordine alfabetico, le 9 etichette di Soave che ci hanno particolarmente colpito per qualità e carattere: sono tutti TOP WINES per questa edizione della guida.

 

 

Tutti vini prodotti con la “regina” delle varietà a bacca bianca della provincia di Verona, ovvero la Garganega, utilizzata in purezza o con percentuali rilevanti.

Già Pier de’ Crescenzi cita la Garganega, distinguendo il vitigno in due tipi – “femmina”, molto produttivo, e “mascolino”, meno generoso –, dei quali probabilmente il primo può essere il progenitore del Garganega odierno. Successivamente se ne occuparono un po’ tutti gli ampelografi, a testimonianza di un interesse sempre vivo per il vitigno e della sua costante diffusione sul territorio.

Cosmo (1939) parla anche di un vitigno Garganega Bianca già studiato da Perez (1886) e sostiene sia uguale al Weisser Terlaner: ma quest’ultima sinonimia è stata di recente considerata errata. Nello stesso testo Cosmo, richiamandosi anche a quanto scritto dal Marzotto (1825) e dal Molon (1906), conclude che tutti i tipi di Garganega si possono ricondurre a due vitigni fondamentali e diversi: il Garganega Comune o Garganega, con le sottovarietà Biforcuta, Frastagliata e Rossa (vitigni sostanzialmente da vino e come tali coltivati nelle colline di Soave, sui Colli Berici e sui Colli Euganei), e il Garganega Grossa o Garganegona, che si può identificare con il doronsa di Venezia, varietà ora pressoché scomparsa utilizzata in passato esclusivamente come uva da mensa. Queste suddivisioni sono ancora considerate valide e quando si parla di Garganega si intende solo la varietà comune utilizzata come uva da vino, iscritta al Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970.

Nell’area della Doc Soave la Garganega occupa la maggior parte degli oltre 6000 ettari coltivati a vigneto (complessivamente gli ettari di Garganega registrati in Italia dal censimento agrario del 2010 sono circa 10.700), dimostrando di essere in grado di dare ottimi risultati sia sui terreni calcarei e sia su quelli vulcanici.

 

TOP WINE per SLOW WINE 2023

 

Ca’ Rugate, Montecchia di Crosara (Vr)

Soave San Michele 2021

Questa storica azienda della famiglia Tessari è oggi condotta con lucida visione imprenditoriale da Michele, che come il padre Amedeo e il nonno Beo, sente un legame profondo con questo territorio. Prodotto in un numero decisamente consistente di bottiglie, è un vino slanciato al naso, con nitidi sentori minerali e floreali, che offre un palato gustoso ed equilibrato, dalla beva cristallina e piacevole.

Vino Quotidiano  (300.000 bt; 10 €)

 

Filippi, Soave (Vr)

Soave Colli Scaligeri Castelcerino 2021

L’azienda di Filippo Filippi è una fotografia originale, distintiva e di grande attualità nel comprensorio del Soave, animata da personalità e stile, da una conduzione agronomica impeccabile che valorizza la biodiversità, e dal ricco patrimonio boschivo del territorio di Castelcerino. Testimone del bellissimo vigneto, posto tra i punti più alti del Soave, gioca su immediata piacevolezza unita a profondità olfattiva. Profondo ed energico il sorso, lungo e leggiadro.

Vino Slow   (30.000 bt; 17 €)

 

Gini, Monteforte d’Alpone (Vr)

Soave La Froscà 2020

Per capire il Soave un metodo infallibile è fare un giro a piedi a La Froscà, vigneto baciato dal sole del mattino, che al suo interno ospita vecchie vigne, alcune prefillosseriche, sfuggite al flagello grazie al terreno vulcanico. La vendemmia 2020 restotuisce un vino intenso nelle note di cedro, limone e lime: un’esplosione di agrumi e zafferano che apre la strada a un palato dinamico e polposo, con freschezza domata dalla raccolta delle uve in ritardo e con accenno di muffa nobile.

Vino Slow   (20.000 bt; 19 €)

 

Inama, San Bonifacio (Vr)

Soave Cl. Carbonare 2020

Per un’azienda vitivinicola il capitale più importante sono i vigneti, in questo caso divisi tra i Colli Berici – favoloso habitat per grandi rossi di solida beva – e i terreni vulcanici di alcuni dei più prestigiosi cru del comprensorio di Soave. Ma da Inama ha altrettanto valore il capitale umano: un team coeso, giovane e dinamico, che costantemente esplora, apprende e ascolta. Poliedrici attivatori del gruppo sono i tre fratelli Alessio, Matteo e Luca Inama. Una perfetta sintesi armonica che ritroviamo anche in questa convincente espressione di garganega: un Soave di grande classe, che onora il cru da cui nasce con energia e personalità.

(13.000 bt; 21 €)

 

La Cappuccina, Monteforte d’Alpone (Vr)

Soave 2021

I fratelli Sisto, Elena e Pietro Tessari gestiscono oggi l’azienda vitivinicola che il padre Lorenzo avviò negli anni Sessanta: l’attenzione per l’ambiente non è solo in vigneto (conduzione bio) ma anche in cantina, dove si usano vetri leggeri, carta riciclata per le brochure e materiali ecocompatibili per la vinificazione. L’attacco minerale che si percepisce immediatamente parla del suolo scuro in cui nasce questa garganega in purezza, che si distende con grazia sui sentori di fiore e di frutta polposa; il palato è succoso, ricco e sfaccettato.

Vino Quotidiano  (165.000 bt; 12 €)

 

Monte Tondo, Soave (Vr)

Soave Cl. Montetondo 2021

Marta, Luca e Stefania Magnabosco sono i figli di Gino e di Paola Tolo: con i genitori gestiscono una realtà vitivinicola che in pochi decenni, grazie al lavoro instancabile, si è sviluppata egregiamente, trasformandosi in un’azienda di tutto rispetto nel territorio del Soave. Il vino si apre con profumi invitanti e leggiadri di fiori e frutta bianca, che anticipano un sorso divertente, che trova nell’agilità e nella succosità i suoi punti di forza.

Vino Quotidiano  (30.000 bt; 10 €)

 

Daniele Nardello, Monteforte d’Alpone (Vr)

Soave Cl. Vigna Turbian 2020

«Un’azienda piccola deve avere il proprio carattere, non correre dietro alle mode», dice con convinzione Federica Nardello nel presentare questa realtà familiare gestita assieme al fratello Daniele. Vini freschi e tipici, che trasmettono la volontà di essere rigorosi con il territorio e quello che la natura regala. Nel Vigna Turbian la piccola quota di Trebbiano di Soave che viene utilizzata dona note balsamiche e di erbe aromatiche; al palato è imponente, fresco e mentolato.

(7.000 bt; 13 €)

 

Pieropan, Soave (Vr)

Soave Cl. Calvarino 2020

La storia leggendaria della denominazione Soave è stata per buona parte scritta da Nino Pieropan, maestro di terra e di cantina, di sapere e di lungimiranza. Oggi i figli Dario e Andrea sono i testimoni lampanti di questo stile, intrepidi nel tenere alto un faro luminosissimo. Producono vini identitari ed eleganti, caratterizzati da vinificazioni meticolose che lasciano il giusto tempo per maturare ed esprimersi. Calvarino 2020 è un vino fragrante e verticale, dai profumi di fiori bianchi e di erbe aromatiche; regala un sorso grintoso e agrumato, di gran carattere e ottima agilità. La longevità è assicurata.

Vino Slow   (60.000 bt; 23 €)

 

Prà, Monteforte d’Alpone (Vr)

Soave Cl. Monte Grande 2020

Grande appassionato e artigiano del vino, Graziano Prà ha scelto di fare questo mestiere dove è nato, a Monteforte d’Alpone. Sempre alla ricerca di nuovi approcci, ha saputo creare un proprio stile personale e inconfondibile, capace di ispirare l’intera denominazione del Soave. Quello che troviamo nel calice è un vino intenso e intrigante, con le sue note di frutta esotica e agrumi; il sorso è morbido, accompagnato da una mineralità esplosiva. L’uso del legno non emerge, ma lo completa.

Vino Slow   (15.000 bt; 22 €)