Grignolino: un modo diverso e simpatico per bere piemontese. Le migliori etichette in commercio

In Italia si produce vino in tutte le regioni – caso pressoché unico al mondo – e in ognuna di queste vengono coltivati, da lungo tempo, alcuni interessanti vitigni che vengono banalmente definiti “minori” solamente perché, per vari motivi storici, non sono mai entrati nell’olimpo delle presunte migliori varietà nostrane.

Negli ultimi due decenni c’è stata una giusta riscoperta e una virtuosa valorizzazione di queste varietà autoctone, che in taluni casi è diventata anche fenomeno di moda, commercialmente assai rilevante: pensiamo, per esempio, alle attuali pressanti richieste del mercato per Falanghina, Pecorino, Nerello, ecc. … Per certi versi sembra che si sia improvvisamente sovvertita una tendenza, per cui oggi diventa quasi impossibile convincere qualcuno ad assaggiare una buona bottiglia di Chardonnay o di Cabernet Sauvignon (e ce ne sono tante in Italia di assolutamente interessanti), quasi ci fosse una crisi di rigetto per queste varietà che trionfavano in tutti i wine bar d’Italia solamente 15-20 anni fa. Ma si sa, il mondo del vino vive di inconcepibili estremismi modaioli…

Abbiamo intenzione di proporvi, una volta a settimana, un bel giro per la penisola alla scoperta di queste bellissime varietà.

Per visualizzare le “puntate precedenti”, ovvero i post pubblicati su altre varietà, cliccate alla voce Vitigni d’Italia nella lista Argomenti qui a lato.

 

GRIGNOLINO

 

Il grignolino è vitigno originario delle colline del Monferrato tra Asti e Casale, dove ha mantenuto la sua area d’elezione pressoché esclusiva: in passato era presente, in via sporadica e con un nome simile, anche in Lombardia e in Veneto.

In Piemonte era conosciuto in tempi antichi come Barbesino(Barbexinus), e con questa denominazione era noto anche nell’Oltrepò Pavese. Atti notarili del XIII secolo ne confermano la presenza nelle zone dove attualmente è più coltivato: in particolare nella Valle Valisenda, un tempo rinomata area di produzione vinicola.

Altre citazioni, più recenti, risalgono al Settecento, mentre nel 1825 l’Acerbi ne parla diffusamente, considerandolo un’uva da serbo. Esclusivamente nel circondario di Bobbio (Piacenza) era presente in passato anche una versione a bacca bianca.

Il nome pare derivi da un termine dialettale astigiano, grignòle, col quale si indicano i vinaccioli di cui è ricco l’acino. È iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970.

Il grappolo è medio o medio-grande, piramidale e allungato, generalmente compatto. L’acino è piccolo o medio-piccolo, ellissoidale, con buccia pruinosa e sottile. Per un’adeguata maturazione e colorazione occorre una buona esposizione con suoli asciutti e sabbiosi. L’epoca di maturazione è medio-tardiva e la vendemmia si colloca in genere tra la fine di settembre e la prima decade di ottobre.

In passato il grignolino era molto più diffuso: un secolo fa il massacro fillosserico non lo ha risparmiato e successivamente i contadini si sono orientati su vitigni più resistenti. Oggi appena l’1% della superficie vitata del Piemonte è dedicata al grignolino, con una concentrazione molto più forte nell’Astigiano, nel Monferrato casalese e in aree marginali della Langa albese.

Rientra nella composizione di tre Doc: Grignolino d’Asti, Grignolino del Monferrato Casalese e Piemonte Grignolino.

Di seguito un breve elenco, suddiviso per aree geografiche, di alcune aziende che producono etichette molto interessanti di Grignolino, tutte recensite in Slow Wine 2020.

 

Vignale Monferrato, in provincia di Alessandria, è una delle odierne “patrie” del vitigno. Qui troviamo i seguenti produttori:

GIULIO ACCORNERO E FIGLI

Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco 2018 (14.000 bt; 12 €): offre sentori fruttati al naso, che precedono una bocca sapida e con tannino misurato. Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco Vigne Vecchie 2015 (4.000 bt; 39 €): si presenta con una lieve speziatura al naso, mentre in bocca mostra una spiccata vena acida e un tannino vibrante.

ORESTE BUZIO

Grignolino del Monferrato Casalese 2018 (5.000 bt; 11 €): sottile ed elegante, dalla lieve speziatura al naso, con un assaggio dotato di buona freschezza.

MARCO CANATO

Grignolino del Monferrato Casalese Celio 2018 (3.000 bt; 9 €) VINO QUOTIDIANO in Slow Wine 2020: offre una bella speziatura al naso e un assaggio fresco e dal tannino equilibrato. Grignolino del Monferrato Casalese Primo Canato 2015 (1.500 bt; 30 €): presenta sentori lievemente tostati e speziati, mentre in bocca ha buona materia e bella energia.

GAUDIO

Grignolino del Monferrato Casalese Gaudio 2018 (15.000 bt; 11 €), dai sentori fruttati e lievemente speziati e con un sorso tipico, con spinta tannica e freschezza.

 

Nell’Alessandrino segnaliamo ancora, sempre in ordine alfabetico:

CANTINE VALPANE, Ozzano Monferrato

Grignolino del Monferrato Casalese Euli 2017 (5.100 bt; 12 €): offre al naso sentori delicati di fiori e piccoli frutti rossi, che anticipano un assaggio dal tannino vibrante e di buona sapidità.

CASTELLO DI UVIGLIE, Rosignano Monferrato

Grignolino del Monferrato Casalese San Bastiano 2018 (8.000 bt; 8 €): tipico nelle note speziate e floreali, fresco, succoso e piacevole al palato.

CREALTO, Alfiano Natta

Marcaleone 2017 (6.800 bt; 12 €): è uno dei vini di riferimento di Crealto, ha naso evoluto, tannino presente e una speziatura che esce nel finale. Più complesso e strutturato l’Alvesse 2015 (800 bt; 34 €).

IULI, Cerrina Monferrato

Goloso il Natalin 2018 (11.000 bt; 16 €), equilibrato tra spezia e frutta, sale e succo, con un sorso che tira l’altro.

MARCHESI ALFIERI, San Martino Alfieri

Piemonte Grignolino Sansoero 2018 (3.850 bt; 10 €): interessante, dotato di buona speziatura e tipicità.

TENUTA MIGLIAVACCA, San Giorgio Monferrato

Grignolino del Monferrato Casalese 2018(8.500 bt; 10 €), tra i nostri preferiti, VINO QUOTIDIANO in Slow Wine 2020: è molto gustoso e gastronomico, si allunga bene in bocca e termina salino.

 

Altra patria d’elezione del vitigno sembra essere il comune di Agliano Terme, in provincia di Asti. Qui troviamo i seguenti produttori:

DARIO COCITO

Grignolino d’Asti 2018 (1.500 bt; 7 €): è minerale e dai tannini morbidi, si fa ben ricordare per finezza e precisione del gusto.

DACAPO

Grignolino d’Asti Renard 2018 (2.200 bt; 11 €): tipico, profumato, sottile ed equilibrato al palato.

AGOSTINO PAVIA & FIGLI, Agliano Terme

Grignolino d’Asti 2018 (12.000 bt; 8 €): si presenta minerale e con un tannino ben estratto.

TENUTA GARETTO, Agliano Terme

Grignolino d’Asti 2018 (6.600 bt; 11 €): floreale, speziato e beverino, da bere servito fresco.

 

Infine i migliori produttori dell’Astigiano:

BRAIDA, Rocchetta Tanaro

Grignolino d’Asti Limonte 2018 (2 20.000 bt; 16 €), il vino prediletto di Beppe Bologna, pulito, caldo e di grande complessità.

CASCINA TAVIJIN, Scurzolengo

Ottavio 2018 (4.000 bt; 11 €) VINO SLOW per Slow Wine 2020: irruente e sanguigno, con i tratti fruttati, ferrosi e speziati, e un coinvolgente dialogo tra succo e tannino.

MARCHESI INCISA DELLA ROCCHETTA, Rocchetta Tanaro

Grignolino d’Asti 2018 (12.000 bt; 13 €): gioca soprattutto sulla componente fruttata e floreale più che su quella speziata, con un sorso morbido e accogliente.

LAIOLO REGININ, Vinchio

Nel Grignolino d’Asti L’Intruso 2017 (3.500 bt; 10 €) dialogano un tannino piuttosto serrato e una materia succosa, gracile e ben calibrata.

LUIGI SPERTINO, Mombercelli

Grignolino d’Asti 2018 (15.000 bt; 14 €) VINO SLOW per Slow Wine 2020: è un grande classico, con i suoi bei profumi floreali e fruttati al naso, tannini solidi e non aggressivi, finale di bel succo. Molto buono anche il Grignolino d’Asti Margherita Barbero 2018 (2.000 bt; 27 €), che fa delle note terrose accompagnate da un frutto dolce e succoso il suo punto di forza.

TENUTA SANTA CATERINA, Grazzano Badoglio

Grignolino d’Asti M2013 2013 (1.500 bt; 26 €), che dall’annata 2015 entrerà nel progetto Monferace: è evoluto e tannico, in continua trasformazione nel bicchiere, con note che ricordano il vermouth. Il Grignolino d’Asti Arlandino 2017 (7.000 bt; 10 €) affina solo in acciaio ed è tipico e delizioso.