Grazie Renato!

Sabato 14 marzo ci ha lasciati Renato Vacca, bravissimo vignaiolo di Cantina del Pino, ormai da qualche anno una delle aziende di riferimento di Barbaresco e del Barbaresco. A soli 51 anni ha perso la sua battaglia contro la malattia, un tumore che non gli ha lasciato scampo.

Non lo conoscevo bene, Renato. Credo di avergli parlato due, massimo tre volte negli ultimi cinque anni. Eppure la sua prematura scomparsa mi ha colpito, evidentemente perché quelle rare e occasionali frequentazioni mi avevano lasciato qualcosa, che poi è il dono più prezioso dei “bravi cristi”, come si dice dalle mie parti.

Renato mi era sembrato una persona schiva per mitezza d’animo, nient’affatto scontrosa o burbera, anzi. Un vignaiolo che lavorava con dedizione e rifuggiva i riflettori. Uno che non parlava di sé, ma del territorio e di vino, e lo faceva senza il minimo accenno di vanità.

Rileggendo la scheda di Cantina del Pino pubblicata nella prima edizione della nostra guida (la 2011) trovo una conferma netta di questa descrizione: «il giovane Renato fa parte di quella schiera di vignaioli che non ama rubare la scena. Molto riservato, quasi schivo, nel giro di un decennio – da quando il papà ha deciso di mettersi in proprio – ci ha regalato Barbaresco di grandissima levatura, sfruttando l’enorme potenziale del cru Ovello […]».

Ho visitato l’azienda per l’ultima volta il 13 luglio scorso. Ricordo che il suo corpo portava addosso i segni della malattia. Era provato, l’ho capito, ma andava avanti, si andava avanti, con l’ostinazione che abita quelle colline.

Oggi l’unica cosa che sembra avere senso è stringere in un abbraccio virtuale la moglie Franca, la piccola figlia Anna e tutta la famiglia, e raccontare l’eredità di Renato attraverso i suoi vini, quelli che abbiamo premiato nelle ultime tre edizioni della guida.

Barbaresco Ovello 2015: austero, quasi timido nel concedersi all’olfatto come spesso accade con i grandi Nebbiolo, ha una bocca di grande levatura, tesa, incisiva e dal finale sapido; un vino che ha davanti un futuro luminoso.

Barbaresco Ovello 2014: magnifico, fine e floreale, di bello slancio, con un finale succoso e pieno.

Barbaresco Albesani 2013: al naso è elegante e lievemente mentolato, mentre in bocca ha materia ma anche una profondità di sorso che conquista.

Grazie, Renato.

 

Immagine da Soundcloud