Good morning Colfondo! Vuoti a rendervi #11

Vuoti a rendervi è la rubrica che racconta le bottiglie vuote di colleghi e amici di Slow Wine. Mentre ricevo foto e note degustative di bottiglie vuote e godute dagli altri, un sentimento di empatia mi prende che allieta i momenti di questa clausura. Anzi in uno sforzo di commozione, alla quale sono incline, mi sembra di vedere riflesso nelle diverse tonalità di verde più o meno chiaro l’autore della fotografia; un modo bello di indovinare i profili e lo sguardo delle persone distanti da me solo fisicamente. In questa illusione e aggrottando la fronte cerco i dettagli dei loro visi; allora il riflesso diventa profondo, la bottiglia celebrata dalla persona lontana contiene la stessa impressione umana. La persona diventa il vino bevuto, il vino scelto è la persona distante.

 

Patrizia Loiola e Gianpaolo Giacobbo, Slow Wine Veneto

 

Il lockdown non ha fermato la nostra voglia di raccontare le storie dei vini veneti.

Nasce così Good Morning Colfondo, una trasmissione in streaming condotta da noi due, Patrizia Loiola e Gianpaolo Giacobbo: un’ora in compagnia tra chiacchiere, aneddoti e Prosecco Colfondo e ovviamente Rock’n Roll, questa volta in vinile a 45 giri.

Goooood Morning Vietnaaaaam! era l’indimenticabile urlo del risveglio del deejay Adrian Cronauer che viene trasferito in Vietnam per risollevare il morale dei soldati USA. Il suo obiettivo: farli ridere. Adrian (l’attore Robin Williams) ha un’idea tutta sua su come impostare una trasmissione radiofonica. Il suo umorismo fatto di irresistibili battute e tanto rock’n roll, inonda l’etere portando una ventata di novità: abbiamo preso a prestito l’analogia in un momento difficile, quasi da guerra, per distrarci un po’ assieme agli appassionati di questo vino e per farlo conoscere a nuovi “adepti”.

Il Prosecco Colfondo oramai ha conquistato l’intero stivale ed è riuscita anche a spingersi fuori dai confini italiani, tanto da diventare una tipologia a sè. Il rifermentato impazza, sia tra i produttori che tra i consumatori. Al di la delle zone di tradizione come le colline trevigiane o la zona dei lambruschi, i colli piacentini, l’Oltrepò Pavese, la voglia di rifermentare sembra sia essere diventata virale. Noi di Slow Wine Veneto siamo rimasti entro il nostro territorio e abbiamo raccontato le storie e i territori del Prosecco Col Fondo.

Il Prosecco Col Fondo è un vino frizzante rifermentato in bottiglia a cui non sono stati separati i lieviti dopo la fermentazione per cui gli stessi si depositano sul fondo. E’ un metodo di rifermentazione che nasce nel periodo in cui nella zona non c’era a diposizione una tecnica enologica e tanto meno strumenti tecnici per controllare i vini.

Questo rifermentato si presenta completamente secco dal momento che i lieviti consumano tutti gli zuccheri disponibili. E’ un vino che basa molto la sua espressione sulle caratteristiche che il suolo è capace di restituire, per questo che viene considerato un vino strettamente legato al suo terroir. La zona di produzione più vocata è l’areale di Valdobbiadene e Conegliano, i Colli di Asolo, il Montello e la zona della sinistra Piave. In ciascuna di queste zone esistono delle sottozone suddivise in relazione al tipo di suole o condizione pedoclimatiche per ognuna di queste esiste un Prosecco Col Fondo con caratteristiche organolettiche diverse. Capiamo bene che lo spettro d’azione diventa molto ampio e altrettanto affascinante.

Il successo di questo vino ha incoraggiato i produttori a ragionare in termini di cru, selezionando Prosecco Col Fondo da unico vigneto, con caratteristiche ancora più distintive: nascono così Mariarosa, Slavina Rossa, Mongarda aumentando ulteriormente la qualità, elevando il valore di questo vino all’unicità. Tra i produttori tra prendendo coscienza che il Prosecco Colfondo debba essere la tipologia prodotta con le uve migliori nelle zone più vocate. Molto timidamente si sta creando una sorta di zonazione legata al Col Fondo.

Nel corso della trasmissione “Good Morning Colfondo” si è anche messa in luce la potenzialità di conservazione nel tempo di questo vino grazie alla presenza dei lieviti in bottiglia. Non è raro assistere a degustazioni verticali anche decennali, in cui scoprire in profondità l’espressione del vino. Un Prosecco capace di muoversi in più dimensioni, nello spazio e nel tempo.

 

Abbiamo degustato:

Mongarda, Col Fondo 2018

Quanta strada sta facendo questo Col Fondo di Martino Tormena vignaiolo della nouvelle vague, ci ha incantato, perfetto nella sua facilità di beve, ispira quotidiana abitudine di consumo, uve provenienti dal vigneto storico di famiglia da cui prende nome: esaltante la componente minerale e la delicatezza floreale, asciutto e salino al palato, piacevolezza complessiva e bell’allungo di sensazioni finali, un prosecco sui lieviti di grande personalità.

Nicos Brustolin, Slavina Rossa 2018

Siamo a Vidor, anzi a Colbertaldo per quanto riguarda i vigneti, dal vignaiolo avvocato, che per conoscerlo devi andare per forza a trovarlo. Produce un Colfondo fra i più bevibili della categoria, e ci regala questo nuovo esemplare da unico vigneto, la Slavina Rossa, luogo mitico, fronte di Guerra nel ‘15-‘18. Espressione cristallina di cosa rappresenta il terroir di Valdobbiadene, fatiche comprese, la schiettezza della semplicità, la grandezza dell’unicità. Una cascata di freschezza ed eleganza, solido come la roccia da cui nasce, profumi di erbe di montagna delicati, finale sapido lunghissimo che non va più via e te lo ricordi per sempre.

Casa Belfi, Naturalmente Frizzante 2016

Siamo a San Polo di Piave sul terreno di argilla in superficie e sassoso nella profondità. Maurizio Donadi fa un vino senza compromessi, senza mezze misure, prendere o lasciare. Questo 2016 al naso non ha sbavature, il tempo a ridimensionato la sua esuberanza e il suo fare adolescenziale percepito nelle degustazioni in guida a suo tempo. Oggi ha armonia con note di buccia d’agrume, cedro e sentori minerali e floreali di fiori bianchi. Al palato la bollicina è cremosa torna la sensazione fresca dell’agrume, un pompelmo succoso e piacevolissimo che poggia su una componente sassosa della Piave.

Antica Quercia, A 2018

“A” come Ancestrale, come l’inizio, come Antica Quercia. E’ uno spumante sui lieviti vista la pressione sopra i 3,5 bar. Vino che parte dalla parziale fermentazione del mosto fino al punto in cui possa custodire lo stretto necessario per la rifermentazione con l’innalzarsi delle temperature. Antica Quercia è un’azienda che si trova a Scomigo, tra Conegliano e Vittorio Veneto su un monoblocco modellato dal ghiacciaio bellunese che ritirandosi a lasciato dolomia e calcare. Naso giocato sui toni fruttati e floreali. Al palato grande sapidità e sapore con una spalla larga che dona piacevolezza.

Case Paolin, Col Fondo 2018

Freschissimo con le sue note vegetali distintive che fanno spazio a sensazioni fruttate di mela gialla, al sorso sensazioni agrumate, spalla acida ben presente che ci dice quanta vita ha davanti a sé, impostazione complessiva tradizionale, rusticità di beva molto rock’n’roll che sappiamo che con il passare del tempo diventa rapsodia, narrazione molto più complessa.

Bele Casel, Colfondo 2018

Vino prodotto dalla famiglia Ferraro della cantina Belle Casel a Caerano San Marco con vigneti dislocati anche lungo l’arcata collinare di Asolo, Monfumo e Cornuda. Un vino che esprime a fondo il luogo di provenienza con sentori freschi, agrumati molto tesi. Un Prosecco Colfondo capace di dare il meglio di sè anche dopo qualche anno di affinamento in bottiglia. Alla bella aromaticità e florealità del naso corrisponde una grande piacevolezza al palato con una bolla delicata e cremosa e bella freschezza.

Francesco Follador, Colfondo Frizzante Testardo 2018 

Oltre alla glera, delle colline più ripide di Valdobbiadene a Santo Stefano, dove vive la famiglia Follador, troviamo in questo Col Fondo una presenza, variabile nelle annate, anche di altre varietà testardamente ancora prodotte, in particolare la perera, ci restituiscono una versione spumeggiante, soffice, molto fine di prosecco sui lieviti che si presenta nella sua massima forma degustativa: al palato continua la finezza, il gusto tipico, netti i profumi di mela verde e di pera, pulito, richiama tanto un assaggio di salume.

Ca’ dei Zago, Colfondo 2015

Azienda colfondista da sempre, non ha mai ceduto alla tentazione di fare entrare in cantina un’autoclave. Al nonno Giuseppe Zago è succeduto nella gestione Christian e Marika Zanatta che non hanno saputo tradire il credo ricevuto in eredità. Dopo un attento lavoro di restauro dei vecchi vigneti nella zona di San Pietro di Barbozza, oggi la Ca’ dei Zago ha a disposizione una materia prima capace di lasciare traccia nell’animo di chi l’assaggia. Abbiamo aperto un 2015, l’ultimo prodotto con il tappo a corona. Ancora perfettamente integro in barba al suo lustro dalla vendemmia. Naso fine floreale, variegato con note di erbe officinali, timo, sentori sassosi e lievi note di pera williams. Al palato è cremoso con bolla fine e piacevolissima, persistente e salino al punto di richiamare velocemente il secondo bicchiere.

Malibran, Sottoriva 2018

Malibran di Maurizio Favrel si trova a Susegana sotto il Castello dei Conti Collalto in quell’arcata che guarda a mezzogiorno dove i vigneti esistono da secoli. In questa zona i terreni sono più grassi, argillosi e si trovano circondati da piccole zone boschive e attraversati da torrenti. Un luogo ricco di biodiversità da cui proviene questo Colfondo aromatico con sentori floreali, salvia e mela matura. Al palato grande ricchezza e sapore, bella la bevibilità con una freschezza che ricorda lo zenzero quindi anche con una componente piccante insolita.

Rebuli Michele – Bastia, Il Capo degli Onesti 2018

Evviva il Capo degli Onesti, cioè questa tipologia di Prosecco sui lieviti, prodotta nel metodo più veritiero, senza adattamenti, senza stravolgimenti, ma seguendo la natura delle cose, la tradizione. E’ Michele Rebuli che fieramente porta avanti questa tradizione di famiglia in quel di Valdobbiadene: la collina si esprime molto in questo vino dai sentori minerali, gessosi molto netti, vivace, schietto, si riconoscono sentori agrumati e di erbe aromatiche, verticalità di beva e freschezza gustativa fanno finire velocemente il bicchiere.

Miotto, Profondo 2017

Il Profondo unisce le parole Prosecco e Colfondo ma soprattutto riassume nel bicchiere l’identità di questo vino tradizionale proveniente dalle colline di Colbertaldo. Ma parlare solo di collina è riduttivo, questo vino proviene dall’anfiteatro della Federa, un cru che rappresenta un modello in zona. Le vigne sono piantate su un conglomerato calcareo, un impasto che conferisce al questo Prosecco salinità e freschezza e grande sapore. Al naso, superato il segno dei lieviti che inevitabilmente può essere tracciato restituisce note floreali, di mela matura, pera williams, e anche un lieve speziatura di pepe bianco. Al palato è cremoso e piacevolissimo, soffice e persistente, tanto da non farsi bastare una bottiglia

Sorelle Bronca, Difetto Perfetto 2013, 2018

Chi non conosce le sorelle Bronca Antonella e Ersiliana? Siamo a Colbertaldo: alta collina, piante vecchie, passione e attenzione alla natura, ci riportano un Difetto ancora Perfetto con il passare del tempo: un bel dorato al bicchiere ci racconta già qualcosa, le sensazioni di frutta sono mature, accompagnate da note di crosta di pane, speziature, sorso pieno e ricco, complesso, con ricordi minerali che portano sostanza, rispecchia l’annata calda e ne restituisce piacevolmente le caratteristiche distintive. Assaggiato anche il 2018 che racconta una storia diversa fatta di freschezza, florealità tipica di primavera, piccoli guizzi agrumati, tanta piacevolezza di beva e gran finale sapido.

Case Coste Piane, Naturalmente Frizzante 2016

Quando è stato chiesto a Loris Follador quando avesse iniziato a fare Prosecco Colfondo, ha risposto «non ho mai smesso» quasi a significare il suo ruolo di continuità nella produzione di questa tipologia. Case Coste Piane si trova lungo la strada che unisce il Follo con Guia, nel cuore nevralgico della denominazione del Prosecco Superiore. Naturalmente Frizzante esce con il tempo in tutti i sensi, sia nel bicchiere appena versato che in bottiglia, dove qualche anno in più gli fa onore. Come questo 2016 irresistibile con note terrose di radice di genziana, agrume, erbe officinali, menta piperita. Al palato cremoso, salino, con bella bevibilità, giustamente grezzo e piacevolissimo.

 

Abbiamo ascoltato:

Creedence Clearwater Revival, Fortunate Son 1969

Bruce Springsteen, The River 1980

Jerry Lee Lewis, Great Balls of Fire 1957

Rolling Stones, Jumpin’ Jack Flash 1968

James Browin, Get Up (I Feel Like Being a) Sex Machine 1975

My Generation, The Who 1965

Roadhouse Blues, The Doors 1970