Foreste e vino, due mondi così vicini

La sostenibilità è un tema di grande importanza nella produzione di vino. Noi di Slow Wine ne siamo consapevoli: ecco perché il concetto è così centrale nel decalogo del Manifesto per il vino buono, pulito e giusto.

Foreste e vino

Vengono in rilievo sia gli aspetti relativi al fattore umano, con la necessità che “la cantina mantenga un rapporto virtuoso con i propri collaboratori e dipendenti, incoraggiandone la crescita personale e professionale”, sia quelli ambientali della produzione, con l’uso “cosciente e sostenibile” delle risorse naturali.

L’approccio delle Cantine nell’approvvigionamento delle materie prime è radicalmente mutato negli ultimi anni, di pari passo con una nuova sensibilità ambientale che si è per fortuna diffusa a macchia d’olio. Sono sempre più numerose, ad esempio, le aziende vinicole che richiedono garanzie di certificazione forestale nella scelta delle botti o dei pali di legno, come pure dei tappi o delle etichette, o delle confezioni di legno e cartone.

La certificazione PEFC

Il marchio PEFC – acronimo di Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (Programma per il Riconoscimento di Schemi di Certificazione Forestale) – identifica appunto i prodotti che sono ottenuti dalle materie prime legnose che provengono da foreste certificate. Queste ultime sono quelle utilizzate “in un modo e a un ritmo tali da conservare la loro biodiversità, produttività, capacità di rigenerazione, vitalità e il loro potenziale per svolgere, ora e in futuro, specifiche funzioni ecologiche, economiche e sociali, a livello locale, nazionale e globale, non provocando danni ad altri ecosistemi”. Per questo la quantità di legname tagliato non deve mai essere superiore a quella che cresce in foresta; dopo il taglio degli alberi è indispensabile procedere al loro rimpiazzo. Occorre tutelare la biodiversità degli ecosistemi forestali e gli habitat per piante e animali selvatici, ovvero garantire tutte quelle funzioni di protezione nei confronti del clima, del suolo e dell’acqua. Infine, il rispetto dei diritti e del benessere dei lavoratori, delle popolazioni locali, dei proprietari forestali e di tutti coloro per i quali il bosco è fonte di benessere deve essere una priorità inderogabile.

La certificazione forestale PEFC, oggi riconosciuta in ben 56 Stati nel mondo, copre circa 296 milioni di ettari di foreste, ovvero quasi i due terzi dell’intera superficie “verde” sul pianeta. Secondo il Rapporto Annuale del PEFC Italia, la superficie gestita responsabilmente nel nostro Paese è di poco inferiore al milione di ettari, con un incremento annuo del +5,9% rispetto all’anno precedente. La certificazione è ovviamente importantissima anche negli approvvigionamenti di carta per la creazione del packaging. Non è un caso se nella prossima Slow Wine Fair approfondiremo tutti gli aspetti connessi al packaging (abbiamo già parlato dell’uso di vetro 100% riciclato post-consumo e parleremo ancora di sostenibilità nella filiera del vetro, oltre che della carta, nelle prossime settimane).

L’industria della carta sempre più sostenibile

Anche l’industria cartaria in effetti si sta impegnando nel raggiungimento degli obiettivi dei SDGs (Sustainable Development Goals) fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il caso di Burgo Group, impegnato nella produzione di carte grafiche, speciali e per imballaggio, è emblematico. Partner di Slow Wine e fornitore della carta naturale non patinata utilizzata nei progetti editoriali e promozionali di Slow Food non solo legati al vino, il gruppo è da sempre attento a questi temi in virtù del valore intrinseco, culturale e strumentale di ciò che produce, e ha adottato un modello di business e un piano di sviluppo economico-industriale responsabile, fondato sulla sostenibilità ed energeticamente basato sull’autosufficienza elettrica dei propri stabilimenti. Concetti che sono alla base dell’approccio responsabile del nostro movimento: dare il giusto valore al cibo, migliorando la qualità della vita di chi lo produce nel rispetto dell’ambiente e di chi lo sceglie consapevolmente, creando così un circolo virtuoso.

Parte integrante della strategia sostenibile di Burgo Group è anche l’attenzione all’intero ciclo di vita dei prodotti, la cui riciclabilità è garantita al 100%, così come pure la compostabilità e il recupero a fine vita degli stessi, nonché l’impiego di fibre secondarie da carta riciclata. Inoltre l’uso di energie alternative e gli interventi di efficientamento energetico sono tra i fattori che hanno già consentito un’importante diminuzione del consumo di risorse, della produzione di rifiuti e delle emissioni di Co2. Gli obiettivi futuri sono ancora più ambiziosi: riduzione del consumo idrico del 13%, riduzione del 45% dell’intensità emissiva di Co2 per tonnellata di carta prodotta, 99% di recupero degli scarti, uso di energia da fonti rinnovabili in misura pari al 40%. Non ultimo, raggiungere il 100% di scelta fornitori sostenibili in base a driver ESG (acronimo di Environment, Social e Governance, ovvero i 3 pilastri della sostenibilità).

Un approvvigionamento e una filosofia produttiva, insomma, totalmente improntate alla sostenibilità.

Questo articolo è apparso nel Numero #12 della nuova Newsletter Slow Wine, per chi ama il vino buono pulito e giusto.
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