ESCAMOTAGE: il riscatto del moscato

L’associazione ESCAMOTAGE – Aroma di un territorio protagonista in Banca del Vino di una serata volta allo scambio di idee e al confronto.

È stata una degustazione didattica, quella presidiata dall’associazione ESCAMOTAGE – Aroma di un Territorio che si è svolta il 28 novembre scorso nella Banca del Vino di Pollenzo. Una serata volta allo scambio di idee e al confronto, non solo fra i produttori e il pubblico di appassionati e operatori, ma anche fra i vignaioli stessi.

ESCAMOTAGE: Aroma di un Territorio

Dal 2019 l’Associazione promuove la produzione del moscato bianco di Canelli in versione esclusivamente secca e oggi conta ben 13 aziende consociate: Tenuta il Nespolo, Cascina Lodola, Tojo Winery, Guido Vada, Cerutti Wines, Quila, Az. Agr. Emanuele Gambino, Mattia Rivetti Wines, Ugo Balocco Az. Agr., Cascina Orizzonte, Sant’Anna dei Bricchetti, Az. agricola Damerio Mauro, Mongioia.

ESCAMOTAGE

La serata è iniziata con la presentazione del disciplinare ESCAMOTAGE, che –  come precisato dal Presidente Francesco Bocchino – è nato dopo tante serate (e bevute!) e numerose prove di vinificazione. Al momento i vini vengono commercializzati come Vino Bianco o Piemonte Moscato Secco e sono caratterizzati dalla presenza di un bollino sulla bottiglia, ma l’obiettivo è di diventare una denominazione.

Come entrare nell’associazione ESCAMOTAGE?

Il rispetto del disciplinare è fondamentale, ma anche il consenso dei soci all’assaggio (alla cieca) della new entry.

Cosa significa ESCAMOTAGE?

È un gioco di parole. Camo è una frazione del Comune di Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo, all’interno della zona di produzione del moscato: è così che si vorrebbe chiamare l’appellazione del futuro.

Perché una versione secca del moscato? E – perché no!? – un Moscato frizzante dolce artigiano?

L’Associazione risponde che non si tratta di una novità per l’Italia, anzi: il moscato è un vitigno aromatico eccezionale ed è vinificato secco in varie regioni nazionali e internazionali. In Piemonte, come da tradizione, si produce in versione dolce, ma i produttori associati ad ESCAMOTAGE lo preferiscono decisamente senza zuccheri residui: nessun compromesso! È una lotta contro la mentalità di produzione del Moscato dolce, diventato – ahinoi! – un prodotto spesso troppo industriale e deprezzato.

L’obiettivo di ESCAMOTAGE è appunto quello di dare un nuovo volto al Moscato artigianale secco, senza l’ausilio di tecnologia (a differenza del Moscato d’Asti, dove invece questa è fondamentale).

Guido Vada, produttore dell’Associazione, afferma che per la produzione del Moscato secco sono sufficienti due vasche e una pompa! Sicuramente, anche per questo motivo, l’Associazione ha deciso di focalizzarsi su questa tipologia, tanto più che – come hanno dimostrato gli assaggi – il moscato ha buone capacità d’invecchiamento.

«Mancava la parte artigianale ed è per questo che abbiamo iniziato a vinificarlo in versione secca andando contro la produzione di massa del Moscato d’Asti industriale conosciuto da tutti».

Un tema importante, emerso durante la degustazione, è come sta rispondendo la varietà al cambiamento climatico: la varietà soffre parecchio il caldo e ciò risulterebbe di tutta evidenza nei vini con una mancanza d’acidità. I viticoltori hanno risposto alle alte temperature cambiando la gestione del verde in vigna, lasciando più foglie rispetto al passato per proteggere i grappoli dai raggi solari. Dopotutto prima il moscato veniva raccolto a fine ottobre, con gradazioni di 10% di alcol; oggi invece la raccolta comincia già a inizio settembre e si arriva facilmente a vini con 13 gradi alcolici.

L’assaggio di questi vini, anche grazie alle differenti annate proposte (dal 2018 al 2022), ha fatto emergere un grande stile: il carattere del moscato è emerso in ogni bicchiere, nonostante le differenti sfaccettature e la diversa mano del produttore. Le bottiglie aperte sono state tante: in acciaio, con passaggio in botti grandi e piccole, con macerazione, in anfore e molto altro! Questi ragazzi stanno sperimentando e così più stili di produzione sono in gioco. Se per alcuni la mancanza di uno stile comune potrebbe essere vista come un problema, a noi questa diversità è piaciuta: nonostante i diversi stili, il moscato resta sempre protagonista!

Non smettete mai di credere nel Moscato! Avanti tutta ESCAMOTAGE!!